GIOVANI CALCIATRICI A LIGNANO SABBIADORO

 di Enrica Cadeddu 3°E

Era il 25 marzo del 2003 e un gran subbuglio si spargeva su tutta Oristano da una palestra di questa. Erano otto ragazze più due professori (Maura Setzu e Carmelo Podda) che urlavano a squarciagola per la gioia di una vittoria tanto sperata, che avrebbe fatto partire la squadra femminile scolastica di calcetto a Lignano Sabbiadoro dal 13 al 17 aprile.

E cosi fu, la mattina del tredici, infatti: Maura Arbau, io (Enrica Cadeddu), Barbara Olla, Giada Lecca, Francesca Etzi, Annarella Cinus, Alice Moi e Valentina Frigau, accompagnate dalla prof Maura Setzu, partimmo per Lignano Sabbiadoro.

Il viaggio fu lungo e stressante, ma finalmente verso sera arrivammo e ci sistemammo nel nostro albergo. Arrivate, non facemmo neanche in tempo a sistemarci che, subito organizzammo una riunione tecnica dove, per nostra fortuna, venimmo a conoscenza della mancanza della Lombardia nel torneo, ma venimmo informate, anche che alle 11,00 della mattina successiva avremmo dovuto affrontare una partita molto difficile contro il Piemonte (squadra veramente forte). Quindi la mattina, dopo la colazione, ci recammo nel campo in cui si sarebbe dovuta svolgere la partita.
Appena arrivate vedemmo delle piccole ragazze, le quali ci chiesero se provenissimo dalla Sardegna, naturalmente noi rispondemmo di sì, porgendo loro la stessa domanda, tutte credemmo di sentire "Piemonte" ma così non fu, perché la loro risposta fu "Abruzzo". Comunque dopo un solido allenamento incominciò la partita.

La partita fu veramente entusiasmante anche se con il tifo a sfavore (perché era piemontese) ricordo ancora che il primo goal fu a nostro favore e personalmente credo che ciò sia la cosa più bella che ti possa accadere in una partita perché ti riempie di grinta e ti spinge ad andare avanti (in questo caso a fare altri goal) e poi questo di solito scoraggia le avversarie, ma non fu così per le nostre, perché subito si riscattarono del goal subito segnandone due in poco tempo. Ricordo che dopo la fine del primo tempo eravamo distrutte sia fisicamente sia moralmente, ma grazie all’esperienza di un campionato abbastanza difficile, riuscimmo a rientrare nello spirito della partita, riuscendo anche a segnare due goal e impedire alle avversarie di segnarne degli altri; quindi in pratica, la partita la vincemmo noi.

Subito dopo la nostra partita, fu il momento dell’Abruzzo che giocava contro la Valle d’Aosta, io e un’altra rimanemmo a vedere la partita che si concluse con la vittoria schiacciante della prima.

Ma, purtroppo, la sera mi ammalai e per questo motivo venni esentata dalle altre partite, praticamente quella contro il Piemonte era stata la mia unica ed ultima partita che avevo giocato a Lignano Sabbiadoro.

La mattina, quindi, rimasi in camera da sola a sperare che la prof mi chiamasse e mi dicesse che avevamo vinto, ma così non fu perché verso le 12.00 mi chiamò dicendomi che avevamo perso 3 a 4 per vari motivi come: l’annullamento di un goal valido, la mia assenza e motivi tecnici. Ma potevamo ancora vincere il torneo, dovevamo essere un po’ fortunate e sperare che l’Abruzzo pareggiasse contro il Piemonte; naturalmente la fortuna non fu dalla nostra parte perché l’Abruzzo riuscì a battere il Piemonte 2 a 1. Finita questa, le mie amiche, dovevano affrontare l’ultima partita contro la Valle d’Aosta, mi dissero cheo non avevano tanta voglia di segnare perché ormai al primo posto c’era l’Abruzzo e anche se avessimo vinto non sarebbe cambiato niente, solo il secondo e il terzo posto che non ci avrebbe di certo fatto ripartire; ma per i professori, la squadra in campo, segnò abbastanza goal da farci arrivare seconde vincendo 8 a 0.

La sera, anche se ancora malata, per la prima volta uscii con le mie amiche e devo dire che dopo essere rimasta a letto per due giorni e mezzo, uscire dalla camera fu la cosa migliore che mi successe in quei giorni.

La mattina svogliate e malinconiche ci preparammo la valigia perché nel pomeriggio avremmo dovuto prendere l’aereo. Il viaggio fu stressante perché il nostro volo fece ritardo di un’ora che passammo sedute a parlare, ma comunque verso le 22.30 arrivammo a Cagliari e ognuno più tardi a casa sua.

Anche se ho e abbiamo ancora l’amaro in bocca per quel secondo posto, devo dire che grazie a quel soggiorno a Lignano Sabbiadoro le mie conoscenze si sono espanse parecchio, ma oltre a questo ho capito anche che nella vita non si può avere sempre tutto.

Per finire, spero d’avere altre occasioni sportive di questo genere sia per riscattarmi sia per divertirmi. Ciao

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