La mia partecipazione ai
giochi sportivi studenteschi.

 di Giulia Cireddu 3° B

 

 

 

Quando ero alle elementari non vedevo l’ora di arrivare alle medie per poter fare tante cose nuove. Sono stata felice quindi, quando il professore di educazione fisica, sapendo che io giocavo a tennis, mi ha chiesto se volevo entrare a fare parte della squadra di pallatamburello.

Io all’inizio non volevo partecipare ma conosciute le mie “future compagne”, mi sono resa conto che sarebbe potuta essere un’esperienza indimenticabile, come poi si è dimostrata.

Dopo diversi allenamenti, finalmente è arrivato il giorno della prima partita a Uta.

In pullman io e le mie compagne eravamo molto agitate, ma ci facevamo coraggio a vicenda.

La partita è stata molto difficile, ma, alla fine, abbiamo vinto: primo importante successo. Eravamo tutte molto contente e con noi anche i professori.

Questa è stata la prima di tante partite vinte fino a quella col Villacidro, squadra preparata e abbastanza forte. Naturalmente anche questo incontro è stato vinto da noi.

Non ci sembrava vero ma eravamo arrivate alle semifinali regionali, avendo vinto le finali provinciali. Avevamo certo messo a frutto quanto ci avevano insegnato i nostri professori e dimostrato grande grinta.

La nostra preoccupazione era tanta: essendoci 2 squadre, quella femminile e quella maschile e due soli professori, pensavamo che non saremmo state seguite. Uno di loro doveva sicuramente stare con i ragazzi mentre eravamo abituate a essere seguite sia dal prof. Podda che dalla prof. Setzu, ma non ci hanno abbandonate né l’uno né l’altra.

Dopo questa partita siamo andati a pranzo, in un ristorante vicino al mare, dove ci siamo divertiti tanto. Io ero molto agitata, anzi ero preoccupata per la partita… Professor Podda ci ha chiamato per dirci che avremmo dovuto giocare…  Eravamo pronte a disputare la nostra finale regionale.

All’inizio eravamo quasi convinte di vincere, ma alla fine abbiamo perso. Purtroppo! Pazienza! Quest’esperienza è stata molto bella.

Io sono contenta anche se non abbiamo vinto perché ho conosciuto altri ragazzi e ho avuto modo di confrontarmi con loro.

Come diceva De Coubertin “L’importante è partecipare”, e… del resto siamo arrivate seconde!