Uno sport poco praticato

di  Matteo Medda

 

quando ero bambino guardavo tutte le coppe di mio padre… appena sono arrivato all’altezza del tavolo gli ho chiesto come si giocasse

 

 

Io ho praticato vari sport, ma quello che mi ha colpito, emozionato e invogliato di più; è il tennis tavolo (o ping pong).

Sin da quando ero bambino guardavo tutte le coppe di mio padre e gli chiedevo dove le vinceva. Allora, appena sono arrivato all’altezza del tavolo gli ho chiesto come si giocasse.

Da allora lui mi ha spronato e insegnato a giocare come si deve, ossia facendomi capire le regole di questo bellissimo gioco. Io gioco dall’età di otto anni e questo sport ha regole molto semplici. Si inizia con la battuta che consiste nel far rimbalzare la pallina sulle due parti del campo senza farla andare in rete. Se la pallina tocca la rete nella battuta e và nel campo avversario, si ripete la battuta. Se invece tocca la retina e poi esce fuori dal campo è punto avversario. Nella battuta, per regolamento, si deve mostrare la pallina, per non dare effetti con le mani, cosicché  la pallina giri e vada fuori. Gli effetti consistono nel far girare la pallina in senso orario, antiorario, in su, in giù.

Quest’anno, il 12 marzo, si è svolto a Muravera il torneo regionale di tennis tavolo organizzato dall’oratorio ANSPI.

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