Il calcio nella musica

Il calcio suscita tante emozioni e ha ispirato tantissimi cantanti. Queste canzoni sono diventate molto famose e uniche nel loro genere. Tra le più  belle e popolari ricordiamo :

Un’estate italiana “ di Bennato e Nannini

“…. Notti magiche inseguendo un goal
sotto il cielo di un'estate italiana
e negli occhi tuoi voglia di vincere
un'estate, un'avventura in più!.............”

 Questa canzone (scritta da Gianna  Nannini  in occasione dei campionati mondiali di calcio ospitati dall’Italia nel 1990 ) ci  trasmette tanti bei ricordi di quella lontana estate italiana del ’90. Purtroppo la vittoria andò alla Germania! Noi non eravamo ancora nati… ma ci dicono che fu proprio un bel campionato!!! Ascoltiamo e canticchiamo, quando capita, quella bellissima canzone e ci sembra  di rivivere gli entusiasmi e le forti emozioni  di quei momenti magici.

Tu corri “dei Gemelli Diversi:

”…di quando ci si allenava nel fango e il mondo lo si scopriva giocando….. ,

dentro lo sguardo bruciava quel fuoco,… amava il suo pallone ,viveva per

 diventare il migliore, lo si chiamava il campione…

In questa vita niente è dato per niente , diceva continuamente quel

Ragazzino già grande coi sogni di adolescente, nel campetto tra i

Palazzi si allenava….metteva il cuore sul campo e mostrava il suo talento….”.

E’ dedicata allo sportivo fuoriclasse Diego Armando Maradona. La canzone parla della vita del campione, dei suoi sacrifici e della fatica  quando si allenava  umilmente nei piccoli e polverosi  campi dell’Argentina. Qui,  circondato dalla povertà, coltivava l’amore per il pallone  i suoi sogni di adolescente. Scorre le vicende più importanti della sua vita da campione : dai successi strepitosi, alla gloria  ed alla grande  stima dei suoi tifosi , che  purtroppo lo hanno anche portatoalla rovina con la droga. Ma  infine c’è anche  la voglia di uscirne, e di vincere la partita decisiva, quella per la vita. Questo è l’augurio che noi gli facciamo, perché è stato veramente Un Grande Campione.

La leva calcistica  del ‘68, scritta da Francesco De Gregori, ha come protagonista un ragazzino di  12 anni, di nome Nino, molto timido che riesce a segnare un calcio di rigore molto importante per il destino della sua squadra, e per la sua autostima.