Un lungo viaggio: dall’antichità ai giorni nostri

Il lungo viaggio del calcio inizia fin dall’antichità. Le prime tracce si trovano nel gioco cinese Tsu-Chu (palla spinta con il piede) praticato già 2600 anni fa.

Non era uno sport di squadra,  quanto piuttosto una dimostrazione di abilità ed equilibrio Lo scopo era quello di tenere la palla in aria il più a lungo possibile. Si trovano tracce di un gioco simile anche in Giappone , dove era chiamato Kemari.La palla era confezionata con un involucro di cuoio al cui interno c'era una vescica di animale gonfiata.

Ma i giochi a squadre con la palla furono praticati dai Greci prima  e dai Romani dopo. In Grecia esistevano diverse tipologie del gioco, tra cui l’EPISKYROS  che veniva giocato con i piedi, ntre per il PHENINDA si utilizzavano le mani.  Anche se non furono mai inclusi nei Giochi Olimpici, l’interesse per questi giochi era tale che molti personaggi, re, imperatori, filosofi, avevano il maestro del pallone.

Anche presso i Romani i giochi con la palla divennero un divertimento popolare e di massa.

 

Esistevano varie tipologie di palla e del gioco, ma molto diffuso era l’ Harpastum che consisteva nello strapparsi la palla in mezzo ad una folla di contendenti

Questo tipo di gioco venne esportato in Inghilterra dai legionari  di Cesare, i quali, pare avessero l’abitudine di praticarlo nelle ore di libertà, tra un combattimento e l’altro.

È stata trovata una curiosa  notizia , secondo cui  nel 276 d.C.  ci fu la prima favolosa vittoria dei padroni di casa, i Britannici, contro la rappresentanza dei legionari romani.

Dopo aver  imparato il gioco  dalle truppe occupanti i Britannici vi si appassionarono .e continuarono a praticarlo, mentre presso i Romani andava decadendo.

 Il periodo del Medioevo segnò un periodo buio, ma  non per il calcio; risulta che nel

1175 in Inghilterra era diffuso un gioco molto simile all’ EPISKYROS greco: consisteva in un gioco di squadre in cui si tentava di far superare alla palla una linea che veniva difesa accanitamente. Si giocava con estrema violenza, senza alcun rispetto per l’incolumità dei giocatori. Per ciò molti partecipanti  rimanevano feriti anche gravemente, quasi sempre ci scappava il morto.  Gli incontri si svolgevano solitamente il martedì grasso, per Natale ed in occasione di sagre e fiere paesane. Ai protagonisti si richiedeva forza bruta nei contatti e potenza  di calcio. Dal punto di vista tecnico quel divertimento era ancora piuttosto rozzo.

La palla era un sacco di tela riempito di tappi di sughero, e dunque non era possibile in alcun modo controllarla con il dribbling.  Intorno agli incontri si accalcavano gli spettatori che  tifavano con urla e incoraggiamenti per uno dei due schieramenti,. Questi per proteggersi dalla furia dei giocatori seguivano gli incontri prudentemente appollaiati in posti riparati dalla furia dei contendenti. Lo harling – così veniva chiamato- era così violento e pericoloso che venne proibito da Edoardo II nel 1314. il gioco del “large footballs” venne definito “sport disonesto, inutile ed ozioso”