Un giorno nella nostra classe di quarta elementare entrò un bambino nuovo. Era piccolo come noi.

Lo teneva per mano la nostra maestra,che ce lo presentò. Il suo nome era Lotfi, era appena arrivato dal Marocco. Lui si guardava intorno smarrito, ricordo il suo sguardo triste , spaventato. Durante la ricreazione noi bambini, incuriositi dalla novità,  ci siamo raccolti intorno a lui, per chiedergli tante cose, ma  lui non ci rispondeva teneva gli occhi bassi , intimiditi. Di quei primi giorni di Lotfi a scuola con noi ricordo la sua tristezza , e i suoi occhini neri sempre lucidi, pronti per piangere.

Noi intorno a lui eravamo come sempre chiassosi e allegri , lui se ne stava in disparte escluso dai nostri discorsi che non poteva capire. Chissà a cosa pensava, forse ai suoi amici che aveva appena lasciato a Marrakesh, ai suoi giochi, ai suoi insegnanti, alla sua bellissima terra!

Allora io e i miei compagni non capivamo perché fosse così triste, oggi comprendo quanto nostalgia provasse nel suo cuore!

Durante la ricreazione uscivamo in giardino, un giorno alcuni miei compagni portarono un pallone e cominciarono a passarselo fra di loro. Lotfi un po’ timidamente si avvicinò e cominciò anche lui a  dare qualche calcetto. Senza troppe parole si inserì nel gioco e  per la prima volta vedemmo Lotfi sorridere. Da quel giorno iniziò a frequentare il gruppetto dei compagni e ed il campetto da calcio dove eravamo soliti giocare. Ora Lotfi  ha imparato l’italiano, parla e scherza con tutti noi, ama lo sport ma il suo preferito è il calcio. Gioca nella squadra “La Pineta”  ed è diventato un eccellente calciatore, uno dei più bravi della classe, sempre pronto a divertirsi e a partecipare a tutte le partite, Sicuramente ricorda ancora la sua terra e i suoi amici, ma grazie al calcio ha ritrovato il sorriso, ha conosciuto nuovi amici con i quali può trascorrere tanti momenti divertenti.

 

Eleonora Cappai, Alessia Camba, Maristella Spanu

 

Un bambino, un pallone, un sorriso...

ody>