Il paese era disperato, erano arrivate le cavallette, altro che passeri, quelle mangiano tutto: grano, frutti, alberi, non lasciano nulla, una disgrazia divina.
La gente era disperata, non avrebbero raccolto nulla del loro lavoro, le donne piangevano pensando a che cosa avrebbero dato da mangiare alle loro famiglie. Le cavallette erano un castigo, erano così tante che oscuravano la luce del giorno e dove passavano spogliavano tutto: erano la morte delle campagne e della gente che viveva dei prodotti della terra.
Prete Contu era anziano e acciaccato dalle malattie della vecchiaia, vedeva i parrocchiani che con gli occhi lo imploravano di fare qualcosa.

Prete Contu e le cavallette



e le cavallette sempre appreso, era una nuvola nera e grande che non si era mai vista

Il giorno successivo, all'alba, mentre cominciava a rischiarare, si leva e indossa i paramenti sacri, esce e si avvia fuori dal paese e le cavallette dietro, esce dal paese sempre pregando e quella torma spaventosa sempre al suo seguito. Passa fuori da un altro paese, cammina cammina, e le cavallette sempre appreso, era una nuvola nera e grande che non si era mai vista, prete

Contu continuava a camminare, esausto, e a pregare. Qualche contadino che si era alzato di buon ora vedendolo si era fatto la croce temendo e sperando, il prete stanchissimo camminava quasi senza poter sollevare i piedi. Quando arrivò alla spiaggia si immerse nel mare fino alle ginocchia, le cavallette lo seguirono, morendo annegate. Prete Contu aspettò di veder morire tutte le cavallette prima di uscire dall'acqua; sfinito crollò sulla sabbia: lo trovarono morto alcuni uomini che lo avevano seguito.

Presentazione | Sinnai tra il 1800 e il 1850 | Il monte granatico | Strozzini a Sinnai | Lavorazione tradizionale del formaggio  | Lavorazione industriale del formaggio  | Pane e cestini | Prete Contu e le cavallette | L'invasione delle cornacchie | Pedru Murru e su sturru

html>