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I "monti granatici" (o frumentari), erano vere e proprie "banche del grano", istituti di prestito del grano con l'obbligo della restituzione dopo il raccolto. Erano presenti in Italia già alla fine del '400, e il più antico di qui si conosce l'esistenza e il "Mous Frumentario" di Foligno, risalente al 1488.

L'obiettivo della loro istituzione, infatti, era quello di arginare la piaga "dell'usura" a danno degli agricoltori più poveri, e assicurare loro il grano e l'orzo  necessario per la semina. In Sardegna, una iniziativa analoga venne presa nel 1624 dagli Stamenti durante un parlamento tenuto dal Viceré Giovanni Vivas alle disposizioni emanate, non seguirono però atti concreti, nonostante l'usura avesse raggiunto tassi di interesse gravosi (persino il 200%!). Non poche persone senza scrupoli si arricchirono rapidamente prestando somme e sementi ad interessi altissimi nonostante le gravissime pene che i "pregoni" viceregi commisuravano. Solo più tardi, quando nella diocesi di Ales si insediò come vescovo Michele Beltran, la proposta dei "Monti granatici" fu di nuovo oggetto di considerazione. Infatti, negli anni 1637- 40 l'isola fu colpita da una grave crisi economica e da una delle più gravi carestie del secolo, con pesanti ripercussioni sugli stati sociali più poveri.

L'avvio e il funzionamento dei "monti" anche in altre località dovette fare i conti con difficoltà e opposizioni di ogni genere che ne resero difficile il funzionamento.

Nel 1767, i monti frumentari esistenti vennero riorganizzati e, mentre l'amministrazione  e il controllo locale dell'attività dei "monti" venne lasciata alla autorità ecclesiastica, l'amministrazione centrale venne affidata ad una giunta generale che, presieduta dal viceré, vedeva coinvolti, oltre a tre esponenti del potere ecclesiastico, i rappresentati dei tre Stamenti e un segretario incaricato del controllo dei "monti" e dell'esecuzione delle decisioni della giunta.

Le importanti istituzioni continuarono ad operare anche nel secolo successivo: nel 1851 se ne contavano 360 in tutta l'isola.

Accanto ai Monti Granatici furono istituiti i Monti Nummari, che dovevano fornire a eque condizioni il denaro necessario per l'acquisto di animali e strumenti indispensabili nei lavori dei campi.

Nel 1927 i Monti furono trasformati in Casse Comunali di Credito agrario e nel 1953 si operò la fusione con il Banco di Sardegna.

Il monte granatico

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