Come è fatta l'argilla

 

L'argilla è terra, si chiama anche creta, è molto antica: ha milioni di anni e si è formata dalla decomposizione delle rocce chiamate "feldspatiche", una parola difficile ma dal significato semplice: significa che sono composte da tanti minerali.

ceramica2_eda.jpg (22649 byte)

Un momento della lezione di ceramica nel corso EDA 1998/99.

Uno di questi, l'ossido di ferro dà la colorazione all'argilla: rossa, giallastra, rosata; esiste anche l'argilla bianca che non ha ossido di ferro ma carbonato di calcio.

Un elemento molto importante è l'acqua. Per manipolare l'argilla è necessario che sia morbida, contenga cioè una certa quantità d'acqua: se ne contiene poca non riusciremo a fare granché, neanche una pallina perché verrà tutta rugosa e screpolata.

a. sc.1997/98
Alcune riproduzioni di chiese romaniche.

 

L'argilla che noi compriamo è già pronta per essere plasmata, ma sappiamo che la preparazione è lunga e laboriosa: prima viene estratta dalle cave, poi sminuzzata, unita all'acqua, setacciata, filtrata e infine pressata, impastata e confezionata in pani da 25 chili, messa in sacchi di plastica che la mantengono umida; noi la troviamo così già pronta: una bella comodità!

 

forno1_eda.jpg (16395 byte)

I lavori realizzati con la tecnica a colombino nel forno a fine cottura.

Incominciamo così:

Se prendete più in mano un pezzo d'argilla noterete che sporca un po’ le mani ma è piacevole provare a manipolarla e fare delle semplici forme: palline, uova, cubi, serpentini, ciotoline, basta la pressione delle dita e un po’ di fantasia.

Ma ... c'è un ma! se la manipoliamo troppo a lungo ecco che appaiono screpolature di qua e di là e addio! non riusciamo più a fare niente!

C'è un segreto: se teniamo vicino a noi uno straccio bagnato, possiamo avvolgere il pezzo d'argilla che abbiamo in mano nello straccio, premere un po’ con le mani e l'umidità contenuta nello straccio passerà all'argilla e noi potremo nuovamente usarla.

fre-sin.gif (1134 byte)