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A circa un chilometro a ovest di Villanovaforru si estende un importante complesso archeologico, su una collina, alla quota di 408 m, il nuraghe di Genna Maria. E' un nuraghe trilobato costituito da un territorio primitivo o mastio centrale attorno a cui si sviluppano le mura con tre torri perimetrali, unite tra loro da robuste cortine. Attorno al nuraghe si sviluppa l'area del villaggio con i segni delle varie capanne nuragiche.
In periodo romano il nuraghe fu trasformato in SACELLO dedicato a Demetra a KORE (divinità che proteggevano l'agricoltura) e a cui si offrivano sacrifici CRUENTI.

Gonnostramazza

 

Piccolo centro agricolo, attraversato dal corso del Rio Mogoro, ha richiamato interesse, di recente, per la scoperta, nelle sue campagne, sul fianco di una collina, del più antico monile della Sardegna: il collier della tomba neolitica di "Bingia 'e Monti", che era parte del corredo funerario di un pastore-guerriero della cultura del vaso campaniforme, di circa 4.000 anni fa. Oggetto di particolare attenzione, nella piana che si estende non lontano dalla collina del sepolcro preistorico, è anche la chiesa campestre di San Paolo, che era, un tempo, la parrocchiale del paese, ora scomparso, di Serzela. Restaurato in anni recenti, il tempio, che evidenzia un'elegante facciata gotico-aragonese, desta interesse soprattutto per un'iscrizione, incisa su marmo, che ricorda una delle più nefaste incursioni barbaresche del 16° secolo: "la scritta si riferisce alla distruzione del paese di Uras per mano dei turchi e dei mori comandati dal pirata Barbarossa.

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