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Villanovaforru

1a E

prof.ssa Anna Lecca,   prof.ssa Francesca Solinas

a. scol. 1997/98

(trascrizioni a cura di Fabio Ghironi 3° E e Vittorio Spina 3° H  della Redazione sito Internet)

Nota su una visita guidata a Villanovaforru (1997/98)

Nell’anno scolastico 1997/98, a completamento dello studio delle civiltà preistoriche in Sardegna, gli alunni della classe 1° E ed i loro insegnanti hanno effettuato una visita guidata a Villanovaforru, paese della Marmilla, distante circa 50 chilometri da Cagliari.

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In piazza Costituzione, di fronte al municipio e alla chiesa parrocchiale di S. Francesco sorge il museo civile di Genna Maria, ospitato nella struttura ottocentesca del "Monte di soccorso".

 

 

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Articolato su due piani, offre preziose e importanti testimonianze di antichi insediamenti ritrovati nel territorio circostante (nel complesso nuragico di Genna Maria e in antichi insediamenti negli altopiani di Sidoli e di Gesturi, di Pauli Arbarei, di Collinas.

 

I reperti raccolti ci parlano della vita, dell’economia, del senso del sacro delle comunità che vi abitarono circa ventisette secoli fa, tra la fine del Bronzo antico e la prima età del ferro (prima metà del secondo millennio) e offre anche testimonianze materiali dei secoli di dominazione punica e romana (IV secolo), quando il nuraghe è ormai solo un luogo di culto dove depositare nella cavità del mastio, per pregare o per ringraziare la divinità.

prof.ssa Francesca Solinas

 

Nota su Gonnostramatza

Piccolo centro agricolo della Marmilla (zona collinare delimitata a sud-ovest della pianura del Campidano fino a Sanluri, e dall’altopiano della Giara a nord) portalegonnos.jpg (26709 byte)ha richiamato interesse, di recente, per la scoperta, nelle sue campagne, sul fianco di una collina, del più antico monile d’oro della Sardegna il "collier" della tomba eneolitica di "Bingia e Monti" (un collier aureo "a verga", simile ad analoghi modelli in bronzo attribuiti alla stessa cultura), che era parte del corredo funerario di un pastore guerriero della cultura del "vaso campaniforme" di circa 4.000 anni fa (2000-1800 a.C.).

Non lontano dalla collina del sepolcro preistorico sorge la chiesa di San Paolo di Serzela (un tempo parrocchiale del paese ora scomparso di Serzela ). Restaurato in tempi recenti il tempio, che evidenzia nella facciata un elegante portale gotico-aragonese, desta interesse soprattutto per una iscrizione, incisa su marmo, che ricorda una delle invasioni barbaresche del XVI secolo:

" El die de arbili 1515 esti istada isfata sa Villa de Uras de manu de Turcus e Morus e fudi capitanu dal morus Barbarossa"
[Il 5 aprile 1515 è stato distrutto il paese di Uras per mano dei Turchi e dei Mori ed era capitano dei mori Barbarossa]

Il pirata che comandava i mori era il famoso e temuto Khair ad-Din, detto Barbarossa forse dal nome del fratello Baba Urug.

prof.ssa Francesca Solinas

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