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Percorso "Su bandidori"

 

Il progetto didattico dal titolo "su banditori" si è concluderà con un percorso per le vie del centro storico di Sinnai. Attraverso la realizzazione del percorso progettato in classe e qui di seguito riportato, ci si propone di realizzare una sintesi del lavoro svolto nel corso dell’anno scolastico.

Il percorso avrà inizio dalla periferia dell’antico abitato ed in prossimità della principale via dritta, attuale via Roma.

SU PONTI

La denominazione del luogo deriva dalla presenza, fra le attuali via Perra e via Roma, di un ponte realizzato con l’impiego di pietra arenaria locale e costituito da diverse arcate.

Il ponte consentiva l’attraversamento del corso d’acqua che si snodava lungo l’attuale via Perra.

Alcune arcate sono riemerse di recente durante i lavori di pavimentazione stradale del centro storico.

PARROCCHIA SANTA BARBARA

La chiesa parrocchiale si affaccia sulla Piazza chiesa nel centro storico del paese. Nella chiesa, di impianto gotico-aragonese e dedicata a Santa Barbara, è conservata la statua della santa eponima della fine del XVI secolo.

La maggior parte del patrimonio storico ed artistico religioso si conserva nella chiesa di Santa Barbara. La chiesa sorge su uno dei colli più elevati della cittadina. La storia plurisecolare è accompagnata da notizie non sempre accertate; la prima notizia storica risale solo 1599, con la citazione negli atti di visita dell'arcivescovo di Cagliari Alonso Lasso Çedeno. Il primo impianto gotico-aragonese comprendeva la navata centrale e tre cappelle sul lato destro ed una sul lato sinistro. L'ampliamento avvenne durante il 1600 con la costruzione del transetto e dell'abside e l'innalzamento, nel 1641, della cupola; nello stesso momento fu, probabilmente, sostituita la volta in legno con l'attuale a sesto acuto supportata da cinque archi in stile lombardo. Le cappelle sul lato sinistro furono edificate nel secolo XVIII. La chiesa si completava con un campanile a torre.

A lato, verso sud, si estendeva il cimitero utilizzato fino alla fine dell'Ottocento. Dentro la chiesa trovarono sepoltura le personalità locali e, al centro della navata, verso l'ingresso, nella cripta, riaperta alcuni decenni fa, era ricavato l'ossario.

Il campanile, che esisteva già nel 1586, si dovette ricostruire nel 1796, quando era parroco Michele Antonio Mattana. L'opera crollò nuovamente dopo soltanto 67 anni: una notte del 1862 tutta la parte superiore, dalla cupola alle campane, rovinò senza causare vittime.

Nel 1870, su progetto dell'ingegnere Giuseppe Cappai, con i proventi derivanti dalla vendita degli argenti della chiesa e dal contributo dei parrocchiani, grazie all'interessamento dell'imprenditore francese residente a Sìnnai, Benvenuto Dol, si ricostruiva ed inaugurava il nuovo campanile tuttora esistente. Le prime due campane di cui fu munita la torre campanaria portano la data del 1601 e del 1607. Le due successive, entrambe del 1730, furono rifuse nel 1955. La campana del 1601, dedicata a Gesù Cristo, è stata sostituita il 2 febbraio 1997 con una nuova fusa dalla ditta Trebino di Uscio (Genova). La nuova campana pesa 337 Kg e porta la scritta in latino: "Il popolo sinnaese ed il parroco Giovanni Abis con festa e con gioia hanno dedicato (questa campana) a Gesù Cristo".

Nella parrocchiale di Sinnai, dedicata a Santa Barbara di Nicomedia, è custodita la statua lignea della santa eponima. Il simulacro si trova al centro dell’altare maggiore, misura 70 cm e conserva la policromia e le dorature originarie. La santa è rappresentata con i simboli del martirio: la mano destra recante la palma del martirio posa infatti su una torre, luogo di prigionia dove fu costretta dal padre Dioscoro, acerrimo nemico del cristianesimo. La palma e la corona della santa Barbara di Sinnai sono in argento.

La statua risale alla fine del Cinquecento ed è menzionata nella cronaca della "visita pastorale" effettuata a Sinnai nel 1599 dall’arcivescovo Alonso Lasso Sedeño.

Il simulacro rappresenta uno dei pochissimi esempi di scultura cinquecentesca conservati in Sardegna. Il carattere ispanico, evidente nella finissima damaschinatura delle vesti, porta a ritenere che la statua sia stata importata in Sardegna dalla Campania per precise assonanze con iconografie manieriste di ascendenza romana. La statua della santa Barbara di Sinnai , come poche altre coeve statue lignee, doveva far parte originariamente di un retablo oggi perduto. Intorno al Cinquecento infatti la scultura lignea risulta strettamente legata al retablo pittorico che unisce ed armonizza l’arte pittorica e l’intaglio degli ornati e dei simulacri lignei.

 

 

MUNICIPIO VECCHIO E PRATZA ‘E CRESIA

La necessità di dotarsi di una struttura, la quale, oltre a fungere da Municipio, potesse ospitare anche la Giudicatura, un carcere mandamentale e la scuola elementare, era sempre più impellente nell’ ancora villaggio di Sinnai. Si giunse al 1856 anno nel quale si scelse, come area di edificazione, quella localizzata nel centro del paese, ed esattamente una parte della Piazza Chiesa. Nell’Archivio storico di Sinnai sono presenti le pratiche relative all’acquisto di un magazzino, di proprietà privata, e di parte del piazzale attiguo alla chiesa. Nel progetto del 1859 di Giuseppe Cappai, il quale era allora aspirante volontario del Genio Civile, oltre alle piante ed ai prospetti della Casa comunale compare il progetto per la riedificazione dell’Oratorio della Vergine del Rosario, sito sulla stessa piazza e adiacente alla Casa Comunale. L’impresario al quale furono affidati i lavori fu Rafaele Saddi, residente a Quartu S. Elena.

Nell’esecuzione si procedette alla semplificazione di particolari decorativi presenti nelle arcate sovrastanti le finestre, non furono realizzate le previste parti in bugnato; manca la realizzazione di un ala dell’edificio in quanto ricadente in proprietà privata.

Anche nella pianta si possono notare alcune discordanze: in seguito all’arretramento di tutto l’edificio comunale, il loggiato ad uso mercato, previsto in linea col resto del fabbricato, rimase come corpo avanzato, ed ovviamente la disposizione e le dimensioni degli ambienti interni variarono, tanto da ridurre lo spazio del cortile.

Dal 1930 in poi l’aspetto della piazza Municipale e della Casa Comunale cambiò, favorendo una visuale prospettica più ampia dell’intera piazza, ed evidenziando ulteriormente la struttura architettonica.

Presso il Municipio e nella vicina via Diaz, angolo via Colletta, dove erano presenti numerosi esercizi commerciali e dove erano soliti sistemare il pesce in vendita is piscadoris de Casteddu, su banditori raccoglieva le richieste di annuncio dei committenti pubblici e privati.

Da qui aveva avvio il suo percorso per le vie del paese assai contenuto rispetto ai confini dell’abitato attuale.

Dirigendosi verso la via principale, via Roma, la via diritta, su banditori poteva posizionarsi per dare i suoi avvisi fra le vie Diaz e Roma, presso l’edificio che per lungo tempo ospitò il Monte Granatico.

MONTE GRANATICO

 

 

 

Percorrendo la via Roma in direzione Via Funtanalada e Via Funtanaziu, superando le case di quanti provvedevano a saltuarie macellazioni presso la propria abitazione, su banditori ha spesso dato i suoi annunci presso la via Segossini.

 

 

 

SEGOSSINI

Secondo la documentazione storica in nostro possesso il paese di Sinnai sarebbe sorto dalla fusione delle due ville di Sinnai e Segosini quando quest’ultima giunse nelle mani del Carròz che fuse i due possedimenti conservando il solo nome di Sinnai.

Nell’attuale centro storico sono caratteristici i vicoli stretti e lunghissimi, spesso esito della frammentazione della proprietà fra gli eredi, provvisti di slarghi antistanti i portali carrabili molto diffusi nei vicinati storici: Santa Vittoria, De Cresia e Segossini.

Alcuni di questi vicinati sorsero in prossimità di sorgenti o fontane particolarmente ricche di acqua, in grado di garantire l’apporto d’acqua necessario per i quotidiani usi domestici.

 

Procedendo sulla stessa via Roma, nel crocevia fra le vie Funtanaziu e Funtanalada, su banditori avrà trovato un luogo adatto per poter rivolgere i suoi messaggi alla popolazione. La denominazione delle due vie Funtanaziu e Funtanalada, allora periferiche rispetto all’abitato, ci suggerisce una riflessione sulle numerose fontane e pozzi disposte in diversi punti dell’abitato e soprattutto nelle vie di accesso al paese dove pozzi e i vicini lacus consentivano anche di abbeverare le greggi ed altri animali domestici di rientro dalle campagne.

Da qui il percorso de su bandidori, muovendo in senso circolare per le vie del paese, potrebbe essersi sviluppato verso la via Oriente, dove ancora oggi sono visibili numerosi esempi di case campidanesi.

 

LA CASA CAMPIDANESE

Alla casa campidanese si accede dalla strada attraverso un ampio portale in legno provvisto di due ante una delle quali presenta un’anta interna che consente il passaggio delle sole persone. Superata la soglia del portale si può incontrare un portico interno chiuso su tre lati denominato su procciu ‘e s’ecca, strombato verso l’interno per facilitare l’accesso carraio. Superato il portale, nella case più ricche, si trova un primo cortile, sa prazza cumuna, pavimentato con ciottoli e terra; su questa corte si affacciava una serie di ambienti destinati al ricovero degli animali o al deposito degli strumenti agricoli e di alcuni prodotti dell’agricoltura. Da questo primo cortile si accede ad un secondo, sa prazza bona, adibito a giardino su cui si aprivano oltre la cucina anche il locale con il forno denominata s’omu ‘e su forru, spesso fra i due cortili si trova su laccu. Dall’ultimo cortile si accede al loggiato, sa lolla, un ambiente intermedio fra lo spazio aperto del cortile e le stanze cieche retrostanti che da tale loggia risultano protette e ricevono luce ed aria. L’allineamento delle stanze nel muro di fondo è interrotto dalla cucina che si dispone perpendicolarmente rispetto ad esse aprendo il suo accesso sulla parete di fondo del loggiato. Fino agli inizi dell’Ottocento era questa la tipologia abitativa presente a Sinnai e nei vicini paesi ad economia agro - pastorale. Dalla metà dell’Ottocento i maggiori flussi di scambio, specie con la città di Cagliari, portarono nel paese nuovi ceti sociali e conseguentemente diversi gusti ed esigenze abitative, determinando il diffondersi della tipologia a "palazzinedda", particolarmente diffusa a Sinnai nella strada principale dell’antico abitato, attuale via Roma.

Di entrambe le tipologie rimangono a Sinnai vari esempi ben conservati.

 

 

 

Tornando quindi verso la via Roma e percorrendo la Via Oriente su bandidori poteva far giungere i suoi messaggi nel rione retrostante la Chiesa Parrocchiale. In quest’area prossima alla Chiesa era ubicato il cimitero di Sinnai prima della realizzazione dell’attuale cimitero presso la via Piroddi.

VECCHIO CIMITERO

Durante gli intervanti sulla Piazza Chiesa nel 1904 fu soppresso il vecchio cimitero e si diede l’avvio alla sistemazione su progetto dell’architetto civile Spiga Efisio.

Nel 1891 a Sinnai fu inaugurato il nuovo cimitero che sostituì l’antico camposanto a lato della Chiesa Parrocchiale, di cui un romanzo di Ottone Bacaredda ricorda l’iscrizione in lingua sarda posta sull’ingresso "Totus". Il Bacaredda, ospite abituale del Dol nella abitazione presso la Piazza di Chiesa, parlò di Sinnai in un passo dell’opera "Cuor di donna" nel 1872 lodando le vie ordinate, le eleganti palazzine e il paese ridente e salubre.

Altri dati si rilevano nei documenti dell’archivio storico comunale, nella delibera del 26 gennaio del 1929 si legge:

"Premesso con deliberazione podestarile dell’ 11 agosto del 1926, approvata il 2 settembre successivo, veniva stabilito il contributo del Comune di lire 10.000 per la costruzione della casa canonica (...) La sistemazione della piazza è strettamente connessa con l’allargamento e sistemazione della sottostante via denominata Oriente; e per far ciò occorre innanzi tutto demolire il vecchio muro del cimitero prospiciente alla piazza stessa e la conseguente ricostruzione ai lati della casa canonica; demolire il vecchio ossario; demolire il muro di cinta del cimitero verso ponente per l’allargamento della via Oriente e ricostruirlo lungo una linea più interna; costruzione di una gradinata d’accesso alla più menzionata via Oriente."

Su bandidori, lungo la via Oriente, trovava dunque il crocevia fra le vie Ariosto e Torino, qui poteva dare ancora il suo annuncio e quindi procedere per la via Torino verso via Trieste, al limite dell’abitato dove si intravedevano le vicine aie.

LE AIE

Ampi spazi presenti nelle periferie dell’abitato, destinati in passato allo svolgimento di attività stagionali legate alla cerealicoltura.

Risalendo quindi la via Mara, in direzione via Roma, poteva costeggiare ancora la via Segossini per poi immettersi nella via Serri. In questa via è ancora possibile vedere le labili tracce della presenza di un rubinetto pubblico, luogo di incontro di alcuni anziani del vicinato ancora negli anni Settanta quando ormai il rubinetto aveva perso la sua funzione.

Dalla via Serri il percorso de su bandidori poteva procedere verso la Piazza Scuole, dove numerose persone intervistate hanno affermato di aver ascoltato gli avvisi.

PIAZZA SCUOLE

Altro intervento di carattere pubblico è quello pertinente le scuole elementari.

La decisione per la costruzione delle nuove scuole fu presa ai primi del secolo e dovuta non tanto alla necessità ma bensì alla presenza di una legge nazionale che obbligava i diversi paesi di munirsi di strutture idonee per l’istruzione. Una proposta di progetto, non ritrovata nell’Archivio Storico di Sinnai, fu eseguita nel 1908 dall’ Ing. Francesco Sanna Manunta il quale era stato già incaricato della progettazione di altri edifici scolastici nel cagliaritano, come ad esempio a Dolianova. Per il prolungarsi delle cause civili tra i vari proprietari delle aree interessate dall’edificazione ed il Comune, si arrivò al 1926, anno a cui risale il progetto dell’ Ing. Carlo Piras effettivamente realizzato.

L’edificio di Piazza Scuole fu la prima struttura destinata interamente ed esclusivamente ad ospitare le classi della scuola elementare.

Su bandidori doveva però portare le informazioni anche nei rioni di Funtana ‘e olia e Santa Vittoria e per raggiungerli potrebbe aver percorso la via Diaz ricalcaldo poi il consueto percorso processionale fra la Chiesa di Santa Barbara e la Chiesa di Vittoria: via Colletta, via Bonaria, Funtana ‘e olia, Chiesa di Santa Vittoria.

 

VIA COLLETTA ED IL CENTRO SOCIO CULTURALE

Il Centro socio culturale di Sinnai è ubicato nella via Colletta, nel centro storico del paese, a circa 150 m dalla centrale Piazza Chiesa. L’edificio risalente alla metà dell’Ottocento, si compone di diversi ambienti disposti attorno ad un cortile centrale, è accessibile dalla via Colletta a nord e ad ovest attraverso un portale che si apre sul cortile. La costruzione ospitò in origine il deposito della colletta ecclesiastica e fu successivamente adibito a caserma del comando dei carabinieri di Sinnai. Dagli anni Settanta del secolo scorso si è andato costituendo il Centro Socio-culturale. La biblioteca comunale, che raccoglie i volumi di due consistenti collezioni donate da cittadini di Sinnai, ha occupato gli ambienti a destra dell’ingresso. Successivamente, nell’ala opposta, negli anni Ottanta è stata curata l’esposizione della pinacoteca comunale. Fra le altre opere la pinacoteca raccoglie undici quadri donati alla comunità di Sinnai dal monsignor Cesare Perra. Nel 2001 è stato inaugurato in questi locali il museo archeologico di Sinnai.

 

FUNTANA ‘E OLIA

Nelle inserzioni dei principali assi viari presero vita i primi vicinati storici: Funtaneddas e Funtana de olia, nell’antico nucleo urbano di Sinnai, e più oltre Funtana Lada, Funtana Cidu e Funtana de Is Coras. Intorno al 1850 si contavano ben diciannove vicinati dei quali si conserva ancor oggi l’assetto planimetrico e la memoria storica che talora si conserva nel nome della strada. Attualmente sono visibili solo poche di quelle fontane usate e rinomate nei paesi vicini fino al secolo scorso. Degli abbeveratoi in arenaria rimane solo qualche documento fotografico. Alcuni anni fa la piazza ed il pozzo presenti in questo rione hanno visto una risistemazione e l’inserimento nella piazza di un ulivo secolare.

CHIESA DI SANTA VITTORIA

La chiesa viene citata nel 1218 in una bolla di Onorio III e nel 1338 nell'inventario dei beni di San Saturnino in Cagliari. E' stata la parrocchiale di Sìnnai prima dell'edificazione della chiesa di Santa Barbara e dell'unificazione di Sìnnai con il villaggio di Segossini, verso il XIV secolo. Lo stile originario fu stravolto dalla ricostruzione effettuata nella seconda metà del secolo scorso, in seguito alla distruzione causata da un fulmine. Anche la piazza antistante fu ampiamente modificata durante il secolo scorso: ne fu ridotta l’ampiezza per lasciar spazio ad alcuni edifici e fu demolito un piccolo arco posto nel punto di accesso alla piazza.

Da qui abbiamo ipotizzato un percorso di ritorno verso la Piazza Chiesa attraverso la via Trinità e attuale via Napoli.

CASE CAMPIDANESI DI VIA TRINITA’

Percorrendo la via Trinità è possibile ammirare diverse case campidanesi, alcune sono state recentemente ristrutturate altre, in alcuni casi non più abitate, necessitano di interventi di restauro e talora presentano la muratura in ladiri non più protetta dall’intonaco.

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Scuola Media Statale "L. Amat" © 1998 Sinnai (CA)
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