Un'esperienza degli alunni delle quarte

Bombix

 

Il ciccione cerca un posto tranquillo per filare il suo bozzolo dentro il quale completerà la metamorfosi trasformandosi prima in crisalide e poi in farfalla.

Non sono tutti pronti, ma qualcuno è già al lavoro.

Per filare il bozzolo il bruco si aggancia saldamente in due o tre punti di un rametto, poi inizia una danza tipo ottovolante su se stesso spargendo la sua saliva setosa che lo avvolge come un gomitolo.

Per 15-20 giorni riposa immobile nel suo sarcofago setoso. Nel frattempo compie l'ultima metamorfosi.
C'è qualche ritardatario che ancora si avvolge... Il cinque marzo, dopo 16 giorni, ecco che la prima farfalla ( Schumacker) buca il bossolo ed esce muovendosi lentamente: le farfalle del bruco non volano, non mangiano e non vedono.
 

Ecco un fidanzamento: ad ogni fidanzamento seguirà il deporre centinaia di uova, più di 500 a testa. Esse verranno deposte dovunque, e sarà cura degli allevatori raccoglierle per continuare l'allevamento.

La nostra esperienza è iniziata proprio da alcune uova ricevute (assieme al Kit) per posta da un'industria specializzata. Erano 14 uova, piccole come il punto fatto a matita; sono arrivate in sei a completare la metamorfosi. Il primo bruchino, 1 mm, l'abbiamo chiamato Schumacker e si è sempre mostrato precoce rispetto agli altri. I ragazzi hanno compiuto delle ricerche sulla storia della seta, sull'utilizzo, dal bruco al tessuto, anche in Sardegna, sulla classificazione dell'animale e sulla coltivazione del gelso, piante le cui foglie nutrono il bruco. Ora non ci restano che i bozzoli setosi, vuoti, per ricordare questa bellissima ed interessante esperienza. Le farfalle non vivono che 4 giorni e le uova depositate sono state regalate agli alunni che tenteranno di allevarle a casa.

 

 

 

 

 

 
Testo di Gigliola Garau Gli alunni sono stati seguiti dall'insegnante Gigliola Garau Fotografie di  Valeria Deschino

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