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Ciao a
tutti,
ecco l'ultima breve mail, prima del rientro in Italia.
In questi ultimi giorni ho lavorato soprattutto con i gruppi di donne di
Mme Togo e con quelli formati da Mme Diallo Assetou Diop (il primo cognome
è quello da sposata, poi segue il nome e poi il cognome originario).
Siamo stati in diversi quartieri della capitale e in uno ho incontrato una
ragazza che faceva parte anni fa del gruppo di Kabalà (dove c'è la
maternità che abbiamo sostenuto): da un po' ha cambiato casa e così
l'abbiamo ritrovata in un altro quartiere e lei stessa ha testimoniato le
cose che sono state fatte a Kabalà...
Oggi abbiamo fatto la riunione con i responsabili delle strutture più
numerose (si chiamano in termine tecnico, delegati generali) sul tema
della violenza : è stata molto interessante perché per la prima volta
erano di più le donne degli uomini e quindi sono uscite con più forza le
violenze che le donne sentono nella società e nella famiglia; ovviamente
non potevano mancare le violenze sui bambini e su questo tema c'erano
diverse posizioni.
La tradizione prevede che i bambini possano essere picchiati come
strumento educativo (non è molto diverso che da noi un po' di decenni fa,
dove anche a scuola era ancora permessa la punizione corporale) sia a
scuola che a casa (in realtà a scuola è vietato dalla legge, ma è come se
fosse una legge non condivisa in generale) : su questo tema si è accesa la
polemica perché anche qui ci sono alcuni sostenitori di metodi diversi di
educazione (dal dialogo con i figli al seguimento del loro lavoro a
scuola... anche senza togliere un ceffone ogni tanto).
La cosa bella è che ognuno aveva esempi personali perché quasi tutti hanno
figli e ci sono anche diversi maestri, quindi si sono scambiati diversi
suggerimenti pedagogici...
Sulla pena di morte io e Mme Oumou, dichiarandoci contrarie ad essa,
eravamo in minoranza (forse qualcun altro che non ha parlato era della
nostra idea, ma non ha avuto modo di esprimersi o non ha voluto).
In tutto questo abbiamo cercato di capire e definire la violenza : tutto
ciò che crea una sofferenza fisica e/o morale duratura e che lascia
traccia nella persona. Ovviamente abbiamo visto che nonviolenza è un
cammino aperto e che progressivamente tocca a noi cominciare ad adottare
dei nuovi comportamenti.
Questo per alcuni era più chiaro, per altri non molto, ma torneremo
sull'argomento.
È stato interessante il ruolo delle donne che hanno parlato di temi come
l'escissione (mutilazione genitale femminile), la discriminazione e
l'emarginazione di persone di caste o etnie diverse...
Se non mettevamo fine alla discussione, potevamo parlare per ore, ma
alcuni erano in digiuno per il ramadan e sarebbe stata una violenza
trattenerli più a lungo...
Domani vedrò alcuni responsabili di gruppi per definire le ultime cose e
poi alle 3.25 di martedì si parte per Milano...
A presto,
Eleonora
Ciao a
tutti,
è da qualche giorno che io e Pino siamo qui a Bamako e, che bello, c'è il
sole a palla e fa caldo !!!
Il primo giorno abbiamo fatto le grandi pulizie di casa e ho presentato a
Pino alcuni dei nostri volontari locali fra cui Daouda e Zakaria. A dopo
le impressioni di Pino.
Domenica mattina abbiamo fatto la prima riunione con gli amministrativi
dei vari gruppi, tenuta da Monsieur Pino, ribattezzato in bambarà N'Ty
Coulibaly.
Siamo in pieno Ramadan, quindi tutte le attività si svolgono dal mattino
fino alle 14.00 al massimo, perché dopo tutti cominciano ad avere una
certa fame da non riuscire più a connettere; le donne invece devono
cucinare per la rottura del digiuno ecc.. Domenica pomeriggio abbiamo
installato una stampante portata dall'Italia a casa di Amidou e con
l'occasione abbiamo partecipato alla rottura del digiuno alle 18.00
bevendo il quinqueliba e il succo di zenzero con menta e arancio e
mangiando frittelle. poi si è passati al consueto rito del tè e la cena a
seguire. insomma siamo andati via abbastanza pieni, notando che noi non
avevamo fatto il digiuno a pranzo.
Con Amidou e i suoi insegnanti abbiamo parlato delle riprese video che
faremo nella loro scuola giovedì : l'obiettivo è di fare alcune riprese
con le classi che corrispondono con la scuola media Forlanini di Sesto.
Daouda parteciperà, settimana prossima, alla prima riunione della
Regionale Umanista Africana che si terrà in Ghana (ad Accra): una riunione
con tutti i rappresentanti delle varie strutture e associazioni umaniste
presenti in tutto il continente per elaborare posizioni ed attività comuni
su diversi temi sociali. Daouda è molto emozionato perché è la prima volta
che fa un viaggio fuori dal suo paese e in aereo per giunta. Oltre a
chiedersi come si deve vestire per la riunione (abbiamo sconsigliato l'uso
della cravatta e di vestiti solamente europei.), ci ha chiesto in prestito
una valigia e ha una paura matta che i soldi che gli abbiamo lasciato per
mangiare e spostarsi ad Accra non gli bastino e che gli possa succedere
qualcosa di imprevisto (?) Allora io e Pino ci siamo chiesti, ma a noi non
potrebbe succedere qualcosa di ancora più imprevisto, dato che siamo due
bianchi « soli e sperduti » in Mali ? Come sono irrazionali le paure a
volte. Nonostante i calcoli e le previsioni fatte, considerando le
indicazioni della struttura del Ghana, Daouda non si è affatto fidato dei
nostri calcoli. gli abbiamo lasciato qualcosa in più "minacciandolo" se
non li riporta indietro. (ovviamente Pino, contabile di professione, gli
ha chiesto le ricevute fiscali di tutte le spese.). Per fare contento
Daouda, ieri pomeriggio l'abbiamo accompagnato in centro a comprare una
camicia nuova e un golfino (dato che in Ghana fa più freddo che in Mali
per la presenza del mare). purtroppo per trovare un golf con collo a V,
maniche lunghe e taglia adeguata alla statura di Daouda e senza scritte
rap varie. ci abbiamo messo due ore, girando tutte le boutique più
nascoste in mezzo al mercato di Bamako e scortati da una serie di
venditori che ci portavano da amici vari promettendoci di avere un
maglioncino di quel tipo. nel frattempo ci hanno rifilato un paio di
pantaloni e volevano rifilarci anche altro: che mal di testa !!!
Oggi siamo andati in un quartiere periferico di Bamako, Moribabougou,
sulla strada per Koulikoro. Qui c'è una struttura nuova di donne formata
dal responsabile di una piccola ONG maliana, Monsieur Sidibé. Una trentina
di donne ci hanno accolto e ci hanno ascoltato per un paio di ore. anche
qui le donne già fanno attività artigianali e ci chiederanno una mano per
sostenerle. Alla fine abbiamo mangiato un bel piatto di riso con salsa di
arachidi .
Nei prossimi giorni entreremo nel vivo delle riunioni e della
distribuzione dei regali ai bimbi del sostegno scolastico, ma ve lo
racconterò più avanti. Unica disavventura di questi giorni. un topo
che si è accanito contro i miei barattoli di zucchero che adesso ospitano
caffè, cereali vari. È riuscito a tirare i coperchi e a tirarne fuori il
contenuto. Non osiamo immaginare la grandezza del topo e dei suoi denti.
Stanotte si è fatto fuori un bel 100 gr. di veleno cinese: speriamo di
trovarlo morto nei prossimi giorni, così possiamo rimettere i barattoli in
cucina.
A presto,
Eleonora
Ciao a tutti
Dopo questo finale horror della Ele ..eccomi
Vi confesso che sono un po' emozionato per il mio primo messaggio dall'
Afrique Che dire. io qui mi sento a casa. mi sono adattato subito
benissimo e fortunatamente ho trovato anche un buon clima (non caldo
insopportabile). anche la prima tappa a Casablanca è stata molto bella, in
meno di una settimana ho fatto la rottura del digiuno marocchina e
maliana. La notte il richiamo della preghiera dalla moschea. che trovo
molto affascinante mi fa ormai da ninna nanna e concilia il sonno. Come
avevo già detto a molti di voi speravo di trovare qui come dire. le mie
origini dimenticate e in un certo senso è stato così. Dopo un impatto
iniziale un po' forte, ma non solo per la povertà e le sofferenze di ogni
tipo che si possono vedere qui, bensì l'impatto con un mondo diverso dal
mio abituale, i colori e le forme. il modo di vivere. Ho potuto avere
conferma di quanto le persone siano calorose ed accoglienti . e anche di
quanto in fondo siamo molto simili ! E di come la globalizzazione avanza
anche qui. Sto osservando ogni piccolo dettaglio. ma è come se lo
conoscessi già. La notte scorsa, mentre mi scorrevano nella testa le
immagini delle situazioni viste finora. ho avuto una forte emozione che mi
ha fatto piangere e ridere insieme. ho pensato che quello che stiamo
facendo ci porterà molto lontano e che ero molto fortunato ad essere dove
mi trovavo !
Vorrei trasmettervi tante sensazioni, ma non so da dove cominciare.
Sicuramente una cosa che mi ha colpito molto è stato trovare qui una rete
organizzata di persone. (grazie al lavoro fatto dai nostri mitici Ele e
Michele) ho potuto constatare meglio la grandezza di quello che stiamo
facendo. Ho l'impressione che veramente possiamo lavorare bene insieme. mi
facevo tanti problemi riguardo alla comunicazione in francese con Daouda e
gli altri, ma ci siamo capiti subito (anche il mio francese non è poi
male.). A Daouda ho già letto la mano (azzeccando più o meno tutto) e
stasera insieme a Souleymane si va. in vitaaa ! I bambini. sono
bellissimi. me li porterei via tutti (scherzo...) Già Amidou me l'ha
proposto. (il suo compreso.). E le donne ? Avevano proprio ragione Mauro e
Salvatore. bellissime.Una cosa fresca di oggi invece, quando siamo andati
a Moribabougou. Mi sono sentito veramente a disagio con quello spettacolo
davanti a me: un quadro variopinto di donne bellissime che ci ascoltavano.
e alla fine mi ha molto emozionato vedere che facevano un rito
propiziatorio (molto simile al nostro rosario.) perché tutto andasse a
buon fine secondo le loro migliori intenzioni. Ieri dovevate assistere ad
un colloquio fra me e Sadjo il nuovo guardiano (che parla esclusivamente
bambarà). a cui io cercavo di chiedere di andare a
comprare per noi due baguettes (del pane). Inoltre stanotte quando siamo
andati a dormire, sotto casa hanno improvvisato una specie di discoteca,
con radio a volume altissimo. Non ci ho visto più e, con l'appoggio della
Ele, sono uscito fuori ed ho fatto una strigliata da vero uomo bianco, che
vuole dormire in pace !
Con questo chiudo abbracciandovi tutti calorosamente ! Alla prossima !
N'ty . Pigno in bambarà.
06/10/04
Questa mattina prima di uscire ho fatto un'operazione strategica: ho
impregnato la mia zanzariera da letto con dell'insetticida. É una
semplice, ma molto importante operazione che dovremmo insegnare nei
quartieri dove é attiva la campagna Stop Malaria. Poi sono andato alla
scuola di Mme Togo nel quartiere di Djicoroni Para, per preparare insieme
la riunione di venerdí pomeriggio con i vari delegati d'équipe (cioé i
responsabili dei gruppi alla base, composti da circa una decina di
persone). Come di consueto, una riunione é composta da una prima parte di
lavoro personale (un interscambio su un tema scelto di volta in volta) e
da una seconda parte organizzativa. Per la parte di lavoro personale
abbiamo scelto il tema della Forza Interna. Questi momenti non sono dei
momenti di " insegnamento ", ma piuttosto di interscambio tra i
partecipanti. È quindi importante che ognuno esprima il suo punto di vista
attraverso la sua esperienza personale. Nel preparare la riunione, quindi,
Mme Togo mi ha parlato che un momento particolarmente difficile nella sua
vita, fu quando il proprietario della scuola dove lei insegnava le ha
proposto di diventarne la direttrice. Invece che esserne contenta, fu
subito rimasta come schiacciata dalla situazione. I primi giorni non ne
parló con nessuno. Era molto preoccupata, perché in nessuna scuola che lei
conoscesse, aveva mai visto una direttrice donna. Come avrebbe fatto a
coordinare i vari insegnanti, tutti uomini ? Anche il suo atteggiamento
verso il mondo risentiva di questa situazione : lei sempre estroversa e
amante della compagnia, si stava isolando. Che fare ? Ovviamente, chiedere
consiglio ad un anziano ! Dato che suo padre era giá morto, la
consuetudine locale consiglia di andare da un amico del padre, che in
qualche modo, diventa un secondo padre. Costui non ha dubbi e molto
brevemente le dice : " Figlia, devi essere contenta di questa proposta.
Non avere dubbi, sarai all'altezza della situazione. " Queste poche parole
sono state sufficienti a fugare ogni dubbio dalla mente di Mme Togo :
mente e cuore avevano trovato il loro accordo. Fu cosí che Mme Togo
sperimentó una forza in lei di cui non sospettava l'esistenza. Imparó in
fretta il nuovo incarico, che oggi svolge meglio di molti altri uomini.
Venerdí vedremo quali altri esempi personali faranno i vari partecipanti.
Per la parte organizzativa invece parleremo dell'alfabetizzazione delle
donne, dei progetti che potranno essere sostenuti durante questo mio
viaggio e di come lanciare anche qui la campagna Stop Malaria. Ho quindi
lasciato Mme Togo e dopo una ventina di minuti a piedi sono arrivato alla
scuola di Hamidou Coulibaly (Ecole du Pedagogue) che si trova sempre a
Djicoroni Para. Qui sono rimasto fino a tardo pomeriggio. Abbiamo
chiacchierato molto e soprattutto hanno " approfittato " della mia
presenza per chiedermi consulenze pratiche su Excel ! C'é stato anche il
tempo di fare una contrattazione in tempo reale con l'Italia, via SMS.
Hamidou infatti ha bisogno di una stampante, ma qui in Mali costano
troppo, quindi ha chiesto a noi di comprarla in Italia per suo conto.
Buonanotte, Michele
5/10/04
Della giornata di ieri vi racconto l'incontro con le donne di
Bacodjicoroni. Sono andato la mattina per preparare la riunione con la
responsabile (Mme Haïdara - per inciso Mme sta per Madame, e quindi indica
che la donna é sposata). La riunione é poi cominciata alle 13.30, dopo
pranzo. Sono state 3 ore dalle quali sono uscito decisamente provato.
Andava tutto bene, finché, parlando di soldi, qualcuno ha cominciato a
pensare che qualcun altro si fosse intascato qualcosa... allora si é
dovuta ricostruire tutta la storia delle collette pagate dai vari gruppi
di donne da gennaio di quest'anno ad oggi. Insomma la sfiducia nell'altro
é sempre presente, soprattutto quando al centro del discorso ci sono i
soldi. Certo si capisce da dove ha origine tutto ció: sono realmente molti
i casi in cui chi puó non ci pensa due volte ad approfittare della sua
posizione per intascarsi soldi che non gli competono. Ma è altrettanto
chiaro che una struttura umana solida deve essere costruita su basi di
fiducia reciproca... per cui ogni tanto una sana verifica collettiva non
fa mai male (tranne a me ovviamente...). Comunque alla fine erano stati
commessi solo dei piccoli errori da parte della responsabile: niente di
grave quindi.
Oggi invece ho completato di vedere la situazione del sostegno scolastico
a distanza con i due responsabili: Drissa per il quartiere di Kalaban
Coura e Abdoulaye per il quartiere di Banconi. A Kalaban Coura stiamo
sostenendo 21 bambini (l'anno scorso erano 11): 5 beneficiano del solo
sostegno scolastico, mentre 16 beneficiano del sostegno completo (spese
scolastiche, alimentazione, assistenza
sanitaria, vestiti, zanzariera). A Banconi stiamo sostenendo 14 bambini
(l'anno scorso erano 9): 13 beneficiano del solo sostegno scolastico,
mentre 1 beneficia del sostegno completo. Fra un paio di settimane invece,
sará organizzata con Monica, che arriverá qui sabato 16 ottobre, la
consegna dei 20 Kg di vestitini raccolti in Italia. Come alcuni di voi
sapranno a giugno di quest'anno abbiamo sostenuto l'attivitá del CSCOM
(Centre de Santé Communautaire) del villaggio di B6, nel distretto di
Niono, a circa 450 km da Bamako, con l'acquisto di uno stock di medicine.
Le medicine peró non le ho consegnate io, ma Abdoulaye e solo oggi sono
venuto a conoscenza dell'avventura passata sia da lui che dalle...
medicine. La prima parte del viaggio da Bamako a B6 , si fa su un pullman
che fa duetappe intermedie. La prima a Segou (a 310 km da Bamako) e la
seconda a Markalá (a 50 km da Segou). A Markalá una donna scendendo dal
pullman, scaricando i suoi bagagli, ha preso lo scatolone delle medicine
per il CSCOM di Niono, confondendolo per il suo scatolone... Quando
Abdoulaye e arrivato a Niono, c'era anche Maya ad attenderlo, la
responsabile della struttura locale. Dovevano prendere un mezzo di
trasporto locale per andare al villaggio, ma lo scatolone delle medicine
era sparito !
Abdoulaye aveva peró osservato che tra i bagagli del pullman era rimasto
uno scatolone molto simile al suo, con su scritta la destinazione :
Markalá. Dentro c'erano dei giochi per bambini, che probabilmente la donna
aveva comprato a Bamako per rivendere a Markalá. Abdoulaye ha subito
pensato che qualcuno avesse confuso il suo scatolone con quello delle
medicine. Quindi ha chiamato la stazione di Markalá, ma lí ne ssuno aveva
ancora ricevuto dei reclami per i bagagli. Due idee si rafforzavano minuto
dopo minuto nella testa di Abdoulaye. La prima era che nessuno si sarebbe
mosso rapidamente alla stazione di Markalá e la seconda era che a tuttii
costi avrebbe ritrovato il " suo " scatolone. Ha quindi chiamato la sede
di una stazione radio molto ascoltata a Markalá e che, tra l'altro, ha la
sua sede vicino alla stazione degli autobus. Quindi ha chiesto di dare
alla radio il seguente annuncio, pena la vita di una persona: " La persona
che é appena arrivata da Bamako con uno scatolone di giochi per bambini ha
confuso il suo scatolone con uno di medicine destinato a Niono per una
persona gravemente malata, che si trova giá ricoverata all'ospedale. É
urgentissimo che queste medicine vengano riconsegnate immediamente ". Dopo
5 minuti la donna portava le medicine alla sede della Radio ! Le medicine
venivano quindi caricate sul primo autobus per Niono e appena arrivate, lo
scatolone di giochi ripartiva per Markalá ! Come vi dicevo nel messaggio
precedente, qui le cose semplici si complicano, ma per spesso le cose
complicate si semplificano. Un caro saluto a tutti,
Michele
03/10/04
Ormai sono entrato nel ritmo maliano e il tempo che posso dedicare a
scrivervi si ridurrá piano piano. Quindi cercheró di priorizzare in
qualche modo quello che ho da raccontarvi... Devo dirvi che il Mali non
finirá mai di stupirmi: ogni giorno ci sono sempre cose nuove ed
impreviste che mi succedono... Questa mattina per esempio dovevo andare a
Bacodjicoroni, che se ricordate é dall'altra parte del fiume rispetto a
dove abitiamo noi. Salgo quindi su un mezzo di trasporto locale
(praticamente é un furgone nel quale sono state installate delle panche
per far sedere la gente): è un mezzo di trasporto pubblico, ma
l'iniziativa è privata. É una vera carretta della strada. É vero che qui
il 90% dei mezzi di trasporto sono delle carrette, ma questo lo é in modo
particolare. Comunque sono tranquillo. Il problema é a livello del motore,
quindi al massimo si fermerá... Una decina di minuti dopo... si ferma.
Tutti giú, alla ricerca di un altro furgone. Normalmente non é cosí facile
trovare subito un'alternativa, non lo sarebbe nemmeno in Italia... E,
invece, proprio in quel momento passa un furgone semivuoto che non ci
pensa su un attimo e ci carica tutti quanti... piú di 15 persone. Posso
cosí arrivare, puntuale come sempre al mio appuntamento: ormai sulla
puntualitá ho una reputazione da difendere!
A Bacodjicoroni ho avuto l'opportunitá di chiacchierare con Amina
(Aminata Haïdara) una figlia di Mme Haïdara. Mi ha raccontato di una sua
amica che é stata sua compagna di scuola ed ora si trova in Francia, come
immigrata extra-comunitaria. Non so se sia andata lí perché lo voleva, ma
in ogni caso ora vorrebbe ritornare in Mali. Purtroppo non è di questo
avviso sua madre, che al contrario vuole che resti in Francia, cosicché
possa mandare in Mali dei soldi per la famiglia. Il suo malessere in
Francia é tale, che ha giá tentato il suicidio una volta... Lascio a voi
ogni ulteriore riflessione...
Nel pomeriggio invece sono andato a Banconi Sikoroni Koda (uno dei milioni
di quartieri di Bamako), insieme ad Abdoulaye, per incontrare "le donne di
Oumou Coulibaly". É stato il primo incontro con questo gruppo e Abdoulaye
mi ha aiutato a spiegare come funzionano i nostri progetti, cosa sono
l'"autorganizzazione" e la "reciprocitá", che tipo di sostegno possiamo
dare alle loro attivitá. Tra le 16 donne presenti solo 3 comprendevano
(non molto comunque) il francese. Quindi tutta la riunione si é tenuta in
bambara e Abdoulaye faceva da traduttore all'occorrenza. Piú volte Oumou
mi ha detto: " Michele voglio lavorare. Puoi trovarmi un lavoro? "
2/10/04
Oggi non ho fatto grandi cose, complice anche un disguido di questa
mattina. Avevo appuntamento con Mme Oumou, nella sede della sua ONG. Mme
Oumou é responsabile di diversi gruppi di donne nel quartiere di Kalaban
Coura. Le
donne che hanno aderito al progetto del Movimento Umanista sono circa un
centinaio. Fin'ora abbiamo appoggiato solo due gruppi uno per la
produzione di sapone e l'altro per un'attivitá in cui si insegna taglio e
cucito. Durante questo viaggio dovremo appoggiare la creazione di una
cooperativa per il commercio di cereali e un'attivitá di tintura di
tessuti. Le due attivitá coinvolgeranno 65 donne ed il contributo previsto
é di 900.000 FCFA (circa 1.370 EUR). Purtroppo quando sono arrivato
all'appuntamento ho saputo che Mme Oumou era dovuta andare al villaggio
per accompagnare una sua parente malata. Quindi ho fatto retro front...
Avendo del tempo inaspettatamente libero ho invitato a pranzo Drissa.
Avevo tre ore per comprare qualche spezia che mi mancava per preparare il
mio nuovo esperimento culinario: riso e fagioli, che ho comprato ieri
freschi, con cipolle, aglio, zenzero e facoj (una spezia usata soprattutto
nel nord del Mali). Per la prima volta ho avuto i complimenti di Drissa,
che rimane sempre abbastanza disgustato dai miei "pastoni". Anche Drissa é
un responsabile di gruppi locali del Movimento Umanista. Da lui le
attivitá sono legate al microcredito e al sostegno scolastico a distanza.
Dovremmo comunque continuare il nostro incontro settimana prossima.
Un caro saluto a tutti,
Michele
1/10/04
E' appena finita la mia prima giornata completamente maliana. Sono le
21.00 e per fortuna ho giá cenato, quindi ho tempo di scrivervi qualche
riga prima di farmi una doccia ed andare a dormire. Questa mattina mi sono
occupato di alcune faccende burocratiche che qui ometteró per non
annoiarvi. Dopo pranzo sono uscito molto presto. Alle 13.30 ero giá fuori
di casa, per andare da Mme Haïdara, a Bacodjicoroni un quartiere di Bamako
che é dall'altra parte del fiume rispetto a casa nostra. Sono arrivato
verso le 14.20 assetato: sta infatti facendo un gran caldo. Mme Haïdara é
una donna sui 40 anni, molto forte e molto attiva nel sociale. É
responsabile di 15 gruppi di donne sparsi in diverse zone del suo stesso
quartiere. Sono poco piú di 160 donne che partecipano ai nostri progetti
di microcredito. Mme
Haïdara ha un tenore di vita un po' piú alto della media, in realtá il suo
cognome indica l'appartenenza ad una casta nobile. Abbiamo chiacchierato
per circa 2 ore e mezza sia di temi piú personali che delle attivitá e ho
scoperto uno scorcio di vita per me decisamente nuovo in Mali. É un
periodo che Mme Haïdara ha sempre qualche familiare ammalato e l'ultima
della serie é sua figlia ventiquattrenne. Negli ultimi mesi hanno fatto 11
esami medici diversi senza che nessuno di questi riuscisse a chiarire la
radice del suo problema. L'ultimo medico ha infine consigliato loro di
rivolgersi alla medina tradizionale. Chiacchierando con Mme Haïdara, mi
sono reso conto di quanto la malattia di sua figlia potesse essere in
qualche modo simile alla nostra tristemente diffusa depressione. Anche le
condizioni esterne che l'avrebbero generata sono abbastanza " occidentali
". Tra l'altro questa storia ha un tragico precedente. La prima figlia di
Mme Haïdara é morta a 19 anni di crepacuore. Era la prima della classe e
dopo un esame andato male, dalla disperazione si é lasciata morire piano
piano !! Insomma tristi sprazzi di Occidente anche qui in Mali. Parlando
delle attivitá abbiamo visto che 10 gruppi del quartiere devono rimborsare
parte dei prestiti ricevuti. Inoltre vorremmo organizzare, come a
Djicoroni Para, dei corsi di alfabetizzazione per le donne. Infine, dal
2005 potrebbe cominciare anche qui la campagna StopMalaria, che per ora é
attiva solo nel quartiere di Banconi. Per discutere di tutto ció é
necessario fare una riunione con le responsabili dei vari gruppi nel
quartiere. Riunione che dovremmo fare lunedí prossimo. Il tardo pomeriggio
invece l'ho passato da Abdoulaye Koné a Banconi. Abdoulaye é un ragazzo di
28 anni che conosco dal 2000. É responsabile di una struttura (umana) di
circa 230 persone distribuita nel suo quartiere e a Niono a circa 450 Km
dalla capitale. Le attivitá in moto riguardano la raccolta di rifiuti casa
per casa, diversi progetti di microcredito, il sostegno scolastico a
distanza e la campagna StopMalaria. Io sono andato da lui per portare le
mie condoglianze. Lunedí infatti é morta sua madre all'etá approssimativa
di 70 anni. Soffriva di ipertensione e tre anni fa ha avuto un ictus. Da
quel momento non si mai piú ripresa, rimanendo semiparalizzata. Ho cenato
da loro all' " africana ", mangiando con le mani il Tô (una polenta a base
di miglio) condita con una salsa a base di gombó (spezia locale) e la
bouilli sempre di miglio, cioé una bevanda dolce e calda fatta con miglio
bollito a lungo, insieme allo zenzero e poi zuccherata. Fino a domani
Abdoulaye sará impegnato in varie commissioni, poi... la vita riprende il
suo normale corso. Rimane la nostalgia, ma non c'é nessuna disperazione.
Io ormai mi sento giá a casa ! Ciao ciao,
Michele
30/09/04
Questa mattina sono arrivato a casa a Bamako verso le 4.00. Tutto in
orario, nessun contrattempo. Dopo qualche ora di riposo, con il guardiano,
ci siamo dedicati alle pulizie di casa... terra e cacche di salamandre
dappertutto... Comunque il programma della giornata era abbastanza
tranquillo. Alcune telefonate per organizzare un po' di appuntamenti e
alle 16.00 l'incontro con Mme Togo di Djicoroni Para. Ecco... in Mali i
programmi spesso vengono modificati, se non stravolti dagli eventi, alcune
volte i cambiamenti sono positivi ed altre volte lo sono meno...
Questa volta il cambiamento é stato sicuramente molto positivo. Alle 11.00
é venuta a trovarmi Oumou Coulibaly, una ragazza che ha sentito parlare di
noi e che, con un gruppo di 45 donne vuole aderire al Movimento Umanista!
Queste donne fanno la classica " Tontine ", molto tipica in tutto il Mali
e non solo. In pratica ogni donna versa una quota di 500 FCFA (80 cent. di
EUR) ogni mese. Il 20% viene tenuto in cassa, mentre il resto va ad una
donna del gruppo a rotazione, come somma per poter risolvere un suo
particolare problema (cerimonie religiose, avvio di una piccola attività,
ecc...). Con il 20% messo da parte si fa una festa di fine anno dove si
mangia e si balla.
L'idea che hanno avuto ora é di non sprecare questi soldi per una festa,
ma di investirli in alcune attività artigianali (produzione di sapone,
tintura di tessuti e fare le trecce), visto che il 90% delle donne non ha
un lavoro vero e proprio, facendo semplicemente la casalinga. Ovviamente
il piccolo fondo da loro raccolto dovrà essere completato da un nostro
prestito, permettendo cosí l'avvio delle attivitá. Oumou Coulibaly ha una
sua parente che fa parte Movimento Umanista a Baguineda, un villaggio a 40
km da Bamako ed é da lei che ha saputo del mio arrivo. Quindi é venuta
subito qui, per chiedermi UNA MANO AD ORGANIZZARSI con le sue amiche !
Come meglio avrei potuto cominciare questo mio soggiorno in Mali, proprio
non saprei... Poi nel pomeriggio ho visto Mme Togo: una donna di una
sessantina d'anni, piena d'energia, responsabile di una struttura di circa
160 persone a Djicoroni Para e quartieri limitrofi. Abbiamo parlato del
contributo che i nostri amici di Villasimius in Sardegna hanno dato, per
dare una mano ai
progetti che stiamo portando avanti nel suo quartiere, ma anche del
contributo per l'acquisto di materiale didattico in favore degli alunni
della scuola di cui Mme Togo é direttrice. Questa scuola è infatti
gemellata con la scuola elementare e media di Villasimius. Settimana
prossima faremo una riunione con i vari responsabili della struttura di
Mme Togo. Anche da Mme Togo ho avuto una piacevole sorpresa : a
Sebenincoro (quartiere confinante con Djicoroni Para) 200 donne che
vogliono aderire ai nostri progetti di microcredito. Chiudo la sintesi
della giornata raccontandovi come anche in Mali, i politici approfittino
del Volontariato per i loro fini. La nuova amministrazione comunale ha
convocato per una settimana i rappresentanti dell'associazionismo
femminile e altre persone attive nel sociale per confrontarsi insieme
sulle iniziative da realizzare nel comune da qui alla fine del loro
mandato. Una settimana di lavoro gratuito (che periodicamente verrá
ripetuta) per definire le strategie di intervento nei quartieri del comune
n. 4 di Bamako. Spesso tali strategie vengono peró concretizzate grazie
alle associazioni femminili stesse o alla libera iniziativa di pochi
volenterosi e quasi mai dall'amministrazione comunale. Perché ?
Sicuramente i mezzi a disposizione sono pochi, ma ancora di piú per un
disinteresse totale verso la parte piú povera della popolazione. Insomma
il classico armiamoci e combattete. Allora chiedo a Mme Togo perché si
rendono disponibili per queste manovre... Lei mi risponde che come
rappresentanti delle associazioni femminili sono obbligate a partecipare,
altrimenti verrebbero additate come cittadine che non fanno il loro
dovere...
Buona notte a tutti,
Michele
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