di Francesco Piazzi
Non potremo trovare rimedi se prima non avremo trovato il male, o
meglio ancora, le cause del male. Che cosa ha finora ritardato
l'attività didattica e suoi progressi, tanto che la maggior parte di
coloro che hanno trascorso anche tutta la vita sui banchi di scuola
non hanno appreso fino in fondo le scienze e le arti, anzi certune
neppure le hanno salutate dalla soglia? Ecco le cause più
verosimili:
Primo: non erano mai stabilite le mete che gli scolari dovessero
raggiungere ogni anno, mese, giorno; tutto era quindi lasciato nel
vago;
Secondo: non erano tracciati percorsi di insegnamento che
conducessero senza errori alla meta;
Terzo: gli insegnamenti, che sono collegati per materia, si
impartivano tenendoli separati senza connessione alcuna.
(Comenio, Didactica Magna, Amsterdam 1657)
La Didattica Breve non è una metodologia univoca, ma un insieme di metodologie - o anche di semplici procedure, tecniche, artifizi dettati dall'esperienza - atte a velocizzare l'insegnamento nel rispetto del rigore scientifico. L'ottica eminentemente pragmatica e operativa esime la D. B. dall'obbligo di esibire riferimenti assiologici univoci. La costruzione del "modello didattico", soprattutto nell'area umanistica, è avvenuta di pari passo col lavoro di ricerca metodologico-disciplinare e in dipendenza da questo. In altri termini, i ricercatori D.B. (tutti insegnanti di scuola media superiore) hanno avuto come prima preoccupazione quella di produrre concreti materiali didattici, che fossero scientificamente rigorosi e consentissero un significativo risparmio di tempo, ottenuto non già mediante una riduzione quantitativa della materia (bignamizzazione), ma attraverso una sua ristrutturazione e razionalizzazione.
A partire dai materiali, riconosciuti particolarmente validi da un elevato numero di colleghi (convocati in vari seminari residenziali, tenuti a Bellaria), si è passati "induttivamente" a costruire il "modello". Il vantaggio di questo procedere induttivamente è stato da un lato quello di non escludere a priori contributi utili - ciò che accade facilmente quando si parte da un modello rigidamente definito - dall'altro di offrire ai colleghi quello che i pedagogisti, con i loro modelli ben forniti di riferimenti assiologici - non ci hanno mai dato: esempi concreti di didattica di buona qualità, nati da una seria ricerca disciplinare. La ricerca metodologica didattica (RMD) è infatti il vero elemento caratterizzante della D. B.: una ricerca che, in quanto razionalizza la materia, elimina gli sprechi e inevitabilmente produce brevità. Una brevità, dunque, che scaturisce dalla ricerca della chiarezza, della semplicità, della pulizia logica.