Partecipiamo al concorso

Speriamo di vincere!

Tra le tante iniziative didattiche, la nostra scuola ha inserito con entusiasmo, anche la partecipazione al concorso indetto dal "Lions Club" relativo al tema " Il Ducato di Bari retto da Bona Sforza , regina di Polonia , nel XVI secolo". L’attività da dover intraprendere ci ha inizialmente un po’ demotivato perché si trattava di dover ricercare e consultare documenti e scritti relativi ad un periodo alquanto complesso … , poi a poco a poco ci siamo sentiti coinvolti perché abbiamo ricercato non già la storia del ducato , ma alcune curiosità sulla vita privata della duchessa e sul rapporto con i suoi collaboratori della corte barese .

Bona Sforza (Vigevano 1494 – Bari 1557)

Regina di Polonia e duchessa di Bari

Lo sapete che … Bona Sforza andò in sposa a Sigismondo, re di Polonia , il 6 Dicembre del 1517 ed il suo corredo nuziale nonché il suo matrimonio furono faraonici. 

Fra le tante se ne contavano diciassette di "cambraia" listate d’oro e due di "rusciato" d’oro, riservate al regal consorte.

Davvero ingente il numero degli abiti,due facevano particolare risalto: uno di raso cremisi ricoperto di foglie dorate di quercia e con fasce d’argento del valore di duemila ducati, ed un secondo di raso turchino ricamato a figure di api d’oro, del valore eccezionale di ben quattromila ducati corrispondente a non pochi milioni. Si pensi, come termine di paragone, che nel XVI secolo il monte di pietà di Bari dotava le ragazze povere con venticinque ducati l’una.

Ingresso del palazzo Zizzi – Bari – Città vecchia.

(fotografia scattata dagli alunni dell’Ungaretti)

Il pranzo di nozze durò nove ore con un numero straordinario di raffinate portate . Nel corredo le camicie occupavano il primo posto.

Inoltre nella città vecchia è situato "Palazzo Zizzi" la cui storia ha richiamato subito la nostra attenzione perché nel 1556 fu donato dalla duchessa Bona Sforza ad un medico minervinese, onorato Zizzi che caduto in disgrazia durante la costruzione, fece incidere sull'architrave del portone il motto "Post Tenebras spero lucem" la luce tornò presto a risplendere per il riconoscimento della sua innocenza. Il palazzo e la scritta sono ancora visibili in via Palazzo di Città che al tempo in cui i fatti accaddero si chiamava Rua Francigena. Noi siamo andati a visitarlo e fotografarlo e, con grande meraviglia, abbiamo rilevato che è stato attualmente comprato da un medico primario di Bari… Beato lui!

 

Ricerca della II D