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RMT |
IRDP - MATH-ECOLE CH 2007 Neuchâtel, Case postale 54, Tél: ++ 732 889
86 09 Fax: ++ 32 889
69 71, e-mail: francoisjaquet@dp.unine.ch |
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RALLY MATEMATICO TRANSALPINO |
UNIVERSITÀ DI
PARMA I - 43100
Parma, Dipartimento di Matematica, Via d 'Azeglio 85 tel: ++ 39 0521902 316, Fax: ++ 39 0521902 350, e-mail:
grugnetti@prmat.math.unipr.it |
IL RALLY MATHEMATICO TRANSALPINO
(di Lucia Grugnetti e François Jaquet)
§
Dibattito e lavoro di gruppo in matematica.
§
Osservazione degli allievi e valutazione
§
Valorizzazione della ricerca in didattica della matematica
§
Soluzione di problemi e attività matematica
Dibattito e lavoro di
gruppo in matematica.
Molto spesso
l'insegnante ritiene d’essere il responsabile della riuscita dei propri allievi
quando questi si trovano a risolvere un problema. Egli ha quindi la tendenza a
dirigere il lavoro, a dare indicazioni che portano alle strategie più efficaci,
ad aggirare gli ostacoli, ad erigere protezioni contro gli errori, ad indicare
la buona strada. E' ancora lui che informa gli allievi della pertinenza del
loro lavoro, che giudica procedure e risultati.
Nel dibattito attuale sull'insegnamento e l'apprendimento, la
tendenza è quella di dare agli allievi l'occasione di argomentare, di discutere
le proprie soluzioni, di sostenere le proprie affermazioni, di dar loro
fiducia, lasciando loro il carico e la responsabilità della ricerca.
Tutto ciò è
assicurato dalla prima regola del Rally:
l'insegnante non può intervenire anzi, non è presente in aula. Egli
è sostituito da un "osservatore esterno (gli insegnanti cambiano di classe
nel corso della gara.
Gli alunni devono sapersi
organizzare: dividere il lavoro fra i vari gruppi,
gestire il tempo a disposizione, accettare i contributi di tutti,
entrare nei punto di vista degli altri. Tali capacità non sono da acquisire, ma esse diventano indispensabili se ci si vuole adattare alla società attuale
In una prova del Rally i problemi da risolvere in 50 minuti sono
troppi per un solo allievo, anche molto capace. La cooperazione e la valorizzazione
delle interazioni tra gli allievi sono garantite.
Osservazione degli allievi e valutazione
Come si è detto,
le regole del Rally conferiscono all'insegnante il ruolo di
osservatore nella propria classe durante le prove di allenamento e in quella di
un collega durante la gara. In questa veste egli assiste ai dibattiti (fra gli
allievi) che offrono l'occasione di evidenziare fenomeni, atteggiamenti, competenze,
lacune, ostacoli difficilmente percepibili in condizioni abituali. La
discussione di tali aspetti, che fa seguito alla gara, può consentire di
mettere a punto attività complementari riguardanti una valutazione formativa.
Valorizzazione della ricerca in didattica della matematica
Il Rally non è solo una gara, è anche l'occasione per un approfondito
lavoro di analisi didattica. Nell'ambito della preparazione dei problemi
l'équipe di redazione degli stessi deve condurre un'analisi a priori
relativa alle possibili procedure che gli allievi metteranno in opera, agli
ostacoli che incontreranno, alle immagini mentali che si faranno delle
consegne.
C'è poi la redazione
vera e propria dei testi dei problemi.
Dopo la gara ci sarà
la fase di correzione nell'ambito della quale le spiegazioni degli allievi
(talvolta vere "perle") e il rigore di certe giustificazioni non
potranno non sorprendere i correttori.
E finalmente l'analisi
a posteriori, che permette di confermare o invalidare le ipotesi di partenza,
di mettere in luce strategie o rappresentazioni non previste, di calcolare
la frequenza di certi tipi di procedure, di misurare le difficoltà incontrate
dagli allievi.
Il Rally è dunque un'occasione di incontro, di scambi tra la pratica in classe e la riflessione pedagogica e
didattica.
Soluzione di problemi e attività matematica
E' nel
risolvere i problemi con i quali era costretto a confrontarsi che l'uomo ha
cominciato ad elaborare le sue conoscenze matematiche. E' lecito pensare che
succeda la stessa cosa nel caso dell'allievo. Numerosi pedagogisti e didattici
affermano che la risoluzione di problemi, per il senso che dà alle situazioni
da matematizzare, costituisca uno degli stimoli essenziali all'apprendimento.
Ma bisogna capirsi sul significato da attribuire a "problema"
Il Rally propone situazioni
per le quali non si dispone di una soluzione immediata e che conducono a inventare
una strategia, a fare tentativi, a verificare, a giustificare la soluzione.
Questa definizione di
problema si avvicina a quella di "problema aperto": vi si trovano
sfide, piacere della ricerca, aspetti ludici. Non si tratta dunque di "problemi
di applicazione" destinati a rafforzare assimilare conoscenze,
situati generalmente alla fine della sequenza di apprendimento di una nozione
ma non si tratta neppure di "situazioni-problema" destinate a costruire
nuove: conoscenze e che esigono diverse fasi di ricerca, dibattiti, fasi di
istituzionalizzazione e che si sviluppano nel tempo.
Il problema del Rally deve essere inedito, ricco e stimolante per
gli allievi.
Un'altra condizione, imposta questa volta dal contesto scolare. è
che questi problemi si possono utilizzare in classe. Anche dopo la gara, Il Rally
de\'e essere parte integrante del programma. In particolare per ciò che attiene
ad una iniziazione al procedimento scientifico: sviluppo dell'autonomia,
organizzazione di una ricerca, rigore delle notazioni, comunicazione dei risultati
Obiettivi e principi
Il principio del Rally: una competizione per
le classi, ripartite per "regioni" (la Svizzera romanda è una di
queste, così come la provincia di Parma) secondo diverse categorie: terza,
quarta, quinta elementare, prima, seconda e terza media.
All'atto di ciascuna prova la classe riceve una decina di problemi
da risolvere in unità oraria (50 minuti)
Tali problemi sono scelti, in numero e grado di difficoltà in modo
tale che il singolo allievo, indipendentemente dalle sue capacità, non possa
affrontarli tutti e si renda conto della necessità del lavoro di gruppo.
L'insegnante diventa "osservatore" in una classe non sua,
salvo nel caso delle prove di allenamento, durante le quali rimane nella
propria classe.
Gli allievi devono produrre un'unica risposta per ciascun problema e la classe intera è responsabile delle risposte date.
Ai fini della graduatoria non conteranno solo le risposte corrette
e complete, ma si terrà conto anche delle argomentazioni e delle risposte
parziali.
Agli allievi il Rally propone di:
-
fare matematica nel risolvere problemi;
-
appropriarsi delle regole elementari del dibattito
scientifico, discutendo e difendendo le diverse soluzioni proposte;
-
sviluppare capacità, oggi essenziali, di
lavorare in gruppo sentendosi responsabili;
-
confrontarsi con i compagni, anche di altre classi.
All'insegnante il Rally consente di:
-
osservare gli allievi (i propri e quelli di altre
classi) in attività di risoluzione di problemi;
-
valutare le produzioni dei propri allievi e le
loro capacità organizzati ve, discutere le soluzioni in classe;
-
introdurre elementi di rinnovamento nel proprio
insegnamento e realizzare scambi con altri insegnanti su problemi stimolanti;
-
partecipare alla preparazione e alla scelta dei
problemi, alla correzione comune, all'analisi delle soluzioni.