Il Presidente dell'Anp, Giorgio Rembado, ha scritto oggi al Capo Dipartimento, al Direttore del Servizio per gli affari economico-finanziari e al Direttore del personale del MIUR una lettera per chiedere l'applicazione della normativa contrattuale vigente in merito alla corresponsione dell'indennità di direzione ai presidi incaricati.
Si trascrive di seguito il testo della missiva.
|
associazione nazionale dirigenti e alte professionalità della scuola ADERENTE ALL'ESHA EUROPEAN SCHOOL HEADS ASSOCIATION |
Roma, 26 febbraio 2003
Al Capo Dipartimento MIUR
Dott. Pasquale Capo
Al Direttore del Servizio per
gli Affari Economico-Finanziari
dott. Maria Domenica Testa
Al Direttore del Personale
Dott. Antonio Zucaro
Viale Trastevere 76/a
00153 Roma
oggetto: indennità di direzione presidi incaricati.
Da informazioni pervenute alla scrivente Associazione, risulta che alcune direzioni regionali stanno mettendo in dubbio il diritto dei presidi incaricati a percepire, oltre all'indennità di incarico superiore, anche l'indennità di direzione. La motivazione di tale convincimento consisterebbe, secondo i predetti uffici, nel fatto che da una parte l'indennità di direzione è stata abolita dal CCNL/02 dell'Area V, e contestualmente sostituita dalla retribuzione di posizione, e dall'altra che il programma annuale non prevede un'apposita voce di bilancio.
Si tratta, ovviamente, di motivazioni del tutto pretestuose e prive di qualsiasi fondamento.
Infatti, il programma annuale può essere opportunamente integrato inserendo accanto alla voce “indennità di amministrazione” anche quella relativa all'”indennità di direzione” per i presidi incaricati.
Quanto al resto si deve ricordare che:
il CCNL/02 dell'Area V, nulla ha innovato (né poteva farlo) per i presidi incaricati , i quali continuano ad essere regolati sul piano retributivo dal CCNL/95 e successivi del Comparto Scuola. Dunque, per quanto riguarda la loro indennità di direzione, rimangono pienamente in vigore gli articoli 75, CCNL/95, e 21, CCNL/99, nonché l'art.33, CCNI/99, con annessa Tabella “B”;
correttamente, quindi, le Direzioni Provinciali del Tesoro continuano a riconoscere ai presidi incaricati nella retribuzione mensile la parte fissa dell'indennità di direzione;
il CCIN/02 dell'Area V, ai fini della costituzione di Fondi regionali da utilizzare per la retribuzione di posizione e di risultato dei dirigenti, ha conteggiato unicamente le risorse spettanti al personale dirigente (9.959 unità) e non anche quelle dei presidi incaricati, che sono rimaste, dunque, intatte. Pertanto, deve essere loro riconosciuta anche la parte variabile di detta indennità.
Allo scopo di garantire la corretta applicazione della normativa contrattuale vigente in relazione all'oggetto e a tutela dei diritti dei presidi incaricati, si chiede un intervento delle SS.LL. per uniformare i comportamenti degli Uffici Scolastici Regionali.
Distinti saluti.
F.to Giorgio Rembado
Presidente nazionale Anp
Come preannunciato il 21 febbraio scorso, le OO.SS. sono state invitate a partecipare ad una riunione fissata per il prossimo 5 marzo 2003, ore 10.00, presso la Direzione generale del personale della Scuola e dell'Amministrazione per proseguire la trattativa sulla retribuzione di risultato e sulle procedure di valutazione.
Retribuzione di risultato e valutazione
In apertura di riunione l'amministrazione ha presentato una bozza di accordo sulla sequenza contrattuale per la definizione dei criteri generali relativi alla retribuzione di risultato. La bozza accoglie in gran parte le indicazioni fornite dall'Anp in occasione del precente incontro del 3 febbraio, prevedendo, tuttavia, una soluzione per l'anno in corso non completamente accettabile.
A seguito di un'ampia discussione è stata raggiunta una prima intesa di massima da verificare in un prossimo incontro, anche alla luce delle procedure di valutazione adottate. Sono stati definiti i seguenti punti:
a regime (a.s.2003-2004) l'importo individuale annuo della retribuzione di risultato per coloro che hanno raggiunto una valutazione positiva sarà di norma (nei limiti delle risorse disponibili) il 20% del valore annuo della retribuzione di posizione percepita;
per l'anno in corso (2002-2003):
in prima applicazione, la retribuzione di risultato viene erogata in eguale misura a ciascun dirigente, salvo casi di acclarata responsabilità formalizzata in atti;
alcuni dirigenti disponibili, scelti con modalità che saranno definite nel prossimo incontro, potranno partecipare a seminari, gruppi di studio, o altre attività da definire, il cui obiettivo sarà quello di testare le procedure valutative da adottare per il prossimo anno scolastico; a tali incontri parteciperanno anche i valutatori di prima istanza individuati dall'amministrazione.
La prossima riunione è stata fissata per mercoledì 5 marzo 2003.
Concorso riservato
L'Amministrazione ha comunicato che non intende apportare alcuna modifica alla procedura concorsuale avviata e quindi non intende riaprire i termini per la presentazione delle domande. L'Anp ha insistito sulla possibilità di calcolare a livello nazionale il 10% di incremento dei posti disponibili nei corsi di formazione, come richiesto esplicitamente con lettera del 14 gennaio scorso.
L'impossibilità di acconsentire a questa, come ad altre modifiche richieste, è stata motivata con il parere dell'Ufficio legislativo del MIUR, per il quale ogni eventuale variazione sarebbe oggi destinata a provocare una nuova serie di ricorsi di numero superiore e di certo vincenti.
Questione CONSIP
A seguito della comunicazione dell'Anp del 19 febbraio scorso, il dott. Zucaro, direttore generale del personale, ha comunicato l'intenzione di convocare un incontro con i dirigenti degli uffici interessati per esaminare la situazione attuale e per cercare una soluzione.
Retribuzione di posizione e incarichi ex art.26 CCNL Area V
L'Anp ha rappresentato la necessità di fornire istruzioni tecniche precise (ad esempio, le aliquote applicate per le ritenute assitenziali e previdenziali) agli Uffici Scolastici Regionali per il calcolo della retribuzione di posizione, nonché l'opportunità di individuare uno o più capitoli di bilancio per i fondi regionali.
Ciò vale anche per la modalità di pagamento dei compensi per gli incarichi aggiuntivi, che sta per diventare una questione spinosa. La soluzione di tale problema richiede tempi lunghi, per cui l'Anp, al fine di evitare ulteriori ritardi nel pagamento degli incarichi aggiuntivi (assunti dopo il 23 settembre 2002), ha chiesto all'amministrazione di concordare il rinvio dell'applicazione dell'art.26 del CCNL. Ladecisione al riguardo potrà essere presa soltanto quando l'amministrazione sarà in grado di indicare le esatte modalità da seguire, senza penalizzare nel frattempo i dirigenti scolastici.
Il dott. Zucaro si è riservato di approfondire le tematiche proposte dall'Anp e di convocare a breve una riunione tecnica sulle stesse.
Assicurazione professionale
L'Amministrazione ha informato che il gruppo di lavoro costituito presso il Ministero dell'Economia ha sciolto molte delle riserve che fin qui avevano ostacolato la definizione del capitolato di gara per l'assicurazione professionale dei dirigenti dell'area I e dell'area V. Rimane invece in vigore la pregiudiziale avanzata dalla Corte dei Conti circa la condizione che tale assicurazione non debba coprire le ipotesi di responsabilità erariale nei confronti della Pubblica Amministrazione.
La motivazione addotta (non sarebbe lecito coprire con risorse dell'Amministrazione la responsabilità erariale del dirigente nei confronti dell'Amministrazione stessa) è sempre stata giudicata dall'Anp come non pertinente, in quanto le risorse in questione sono tratte dai fondi contrattuali: sono cioè soldi dei dirigenti e non dell'Amministrazione. Questa linea sarà da noi perseguita anche negli ulteriori sviluppi, anche se non è possibile prevedere in questo momento quale sarà l'esito conclusivo. Ricordiamo in ogni caso che la polizza assicurativa Anp copre anche tale ipotesi (per un importo pari ad un miliardo di lire) e che ovviamente valuteremo l'opportunità di mantenerla in vita - se non altro relativamente a questo punto - se dovesse essere confermato l'orientamento espresso dall'Amministrazione.
Sembra in ogni caso che il capitolato di gara sia già ad un avanzato stadio di elaborazione e che quindi i tempi di attesa non dovrebbero più essere molto lunghi.
Sandro Gigliotii, presidente dell'Apef, organizzazione con cui l'Anp ha sottoscritto un protocollo di intesa, ha indirizzato in questi giorni alle alte professionalità docenti una lettera. In essa, tra l'altro, sottolinea coe l'adesione all'Anp consenta di perseguire nell'attuale fase di cambiamento della scuola italiana obiettivi quali il rafforzamento dell'autonomia delle istituzioni scolastiche e la valorizzazione della professionalità docente.
Pubblichiamo di seguito il testo della lettera.
di Sandro Gigliotti
Cari colleghi,
il terzo millennio è già da tempo iniziato. Seppure tra mille contraddizioni, è il carattere globalizzato della società a porsi in evidenza, mentre è il tasso di know how a definire i margini di tenuta e di possibile sviluppo di ogni nazione. Cambiano sistemi, strutture, modelli interpretativi. Si va, in Occidente almeno, verso forme di decentramento sempre più accentuate che investono tutti i settori della società. Anche l'Istruzione italiana vive il suo momento di complessiva modifica. Autonomia gestionale e didattica, valorizzazione del segmento della formazione professionale, centralità del soggetto che apprende, responsabilità in merito ai risultati, efficienza amministrativa ed efficacia dell'azione didattica: la Scuola italiana diventa scuola europea, seppure cercando giustamente di mantenere saldi i tratti più positivi della sua tradizione.
Partecipare alla gestione di questo grande percorso di cambiamento è, per gli insegnanti, un dovere sociale, ma anche e soprattutto, una grande occasione per collocarsi al centro dell'attenzione della società e vedere riconosciuti, esaltati e valorizzati quei livelli di professionalità che un insieme di motivi (non ultimo dei quali una storica tendenza alla passività dell'intera nostra categoria) ha finora impedito che fossero dispiegati.
Il sindacalismo scolastico italiano, al di là dei proclami e delle affermazioni altisonanti, non è in grado di guidare questo processo di riscatto della funzione docente. E non lo è perché ha sempre privilegiato lo status quo al cambiamento. Uno status quo fondato sull'ugualitarismo, sull'appiattimento, sulla uniformità, che sono tratti che consentono agli apparati il controllo pieno di una categoria. Non ad altro è da ascrivere la modalità impiegatizia del lavoro che ha caratterizzato l'insegnamento da decenni.
Oggi si ripropone la questione della dimensione professionale. Cioè, per essere chiari, dei modi attraverso cui si è di fatto ( e non per petizione di principio) professionisti. E questi modi, sono da declinare, in ogni epoca e in ogni professione, così: responsabilità, qualità, diversità. Cioè l'opposto di ciò che caratterizza il lavoro impiegatizio ed esecutivo.
Questa declinazione è ancor più necessaria, oggi, per far funzionare al meglio la Scuola dell'Autonomia. Personalmente ho impiegato non pochi anni della mia vita a costruire una Associazione proiettata nella auspicata dimensione professionale. Il tentativo non è andato in porto, come molti sanno, ed ho fondato una nuova Associazione, l'A.p.e.f., che oggi si federa alla nuova organizzazione dei Dirigenti, dopo che questi hanno compiuto l'importante passo di cambiare ragione sociale aprendo le iscrizioni agli Insegnanti. Lavoreremo insieme, l'Apef sul versante dell'elaborazione professionale, l'Associazione Dirigenti e Alte Professionalità della Scuola su quello sindacale, per costringere il Parlamento ed il Governo ad assumersi le loro piene responsabilità, e per raggiungere il livello di rappresentatività necessario per partecipare alle trattative contrattuali.
Obiettivi: valorizzare la professionalità docente, ottenere contrattazione separata, definire una vera carriera. E, in più, costruire una mentalità che porti Docenti e Dirigenti a collaborare perché la Scuola sia luogo di responsabilità diffuse e reticolari, e per chiudere l'epoca della conflittualità permanente che fa dei Collegi dei Docenti, in modo del tutto improprio, luoghi sindacali invece che professionali.
Ai colleghi, soprattutto ai più giovani, che sono meno inclini al condizionamento ideologico, e che hanno diritto ad una prospettiva migliore di quella che abbiamo vissuto noi, chiediamo di farsi parte attiva in questa grande prospettiva, nell'interesse non solo della nostra categoria, ma dello sviluppo dell'intero nostro Paese.
Sandro Gigliotti
Presidente dell'APEF
SI PREGA DI AFFIGGERE ALL'ALBO SECONDO LA NORMATIVA VIGENTE
La Camera dei Deputati ha approvato ieri il D.d.L. recante «Delega al Governo per la definizione delle norme generali sull'istruzione e dei livelli essenziali delle prestazioni in materia di istruzione e formazione professionale». Il testo approvato dovrà ora tornare in terza lettura al Senato a seguito di alcune modifiche sulla copertura finanziazia della legge.
La Camera dei deputati ha varato anche alcuni ordini del giorno di accompagnamento, accolti dal Governo, uno dei quali (n. 9/3387/12) recupera e fa proprie le proposte che l'Anp ha sempre avanzato in materia di autonomia curricolare e didattica delle istituzioni scolastiche. Ne sono la riprova, da ultimo, le dichiarazioni rese dal presidente dell'Anp, Giorgio Rembado, in sede di audizione alla VII Commissione della Camera lo scorso dicembre. Salutiamo, pertanto, con vivo apprezzamento l'accoglimento dello stesso O.d.G., tanto più perchè gli "ordini del giorno" - che in altre circostanze erano destinati ad avere unicamente valore di testimonianza - questa volta avranno un peso significativo per due ragioni:
perchè hanno recepito alcuni emendamenti presentati da alcuni parlamentari della maggioranza e dell'opposizione e sono stati concordati con il Governo;
perchè accompagnano una legge che contiene ampie deleghe, e quindi sono destinati a condizionare il Governo al momento dell'approvazione dei relativi decreti delegati.
La Camera,
premesso che:
la modifica del titolo V della Costituzione ha elevato il concetto di «autonomia scolastica» al rango costituzionale, inserendolo nell'articolo 117;
tale articolo, infatti, nel prevedere tra le materie oggetto di legislazione concorrente tra lo Stato e le regioni quella dell'istruzione, fa esplicitamente salva l'autonomia delle singole istituzioni scolastiche;
la legge di riforma dei sistemi di istruzione e di formazione deve valorizzare e sostanziare l'attuazione dell'autonomia scolastica;
il disegno di legge in esame prevede, all'articolo 2, comma 1, lettera l), che i «piani di studio personalizzati» contengano un nucleo fondamentale uguale per tutti «su base nazionale» ed una quota riservata alle regioni, apparentemente negando di fatto alle istituzioni scolastiche l'esercizio della autonomia di progettazione didattica che viene loro riconosciuta dalla Costituzione;
lo stesso disegno di legge non prevede, all'articolo 7, comma 1, nell'ambito dei regolamenti applicativi da emanarsi ai sensi dell'articolo 17, comma 2, della legge 23 agosto 1988, n. 400, la determinazione del monte orario di insegnamento obbligatorio, suddiviso in quota nazionale e quota di pertinenza delle istituzioni scolastiche;
da più parti sono state espresse forti riserve su tale aspetto del provvedimento in esame, evidenziando la preoccupazione per l'annientamento della capacità progettuale autonoma delle singole istituzioni scolastiche,
ad attuare il principio costituzionale di autonomia delle istituzioni scolastiche riconoscendo alle stesse, all'interno dei rispettivi piani di studio, la disponibilità di una quota del monte orario annuo obbligatorio, destinata a differenziare l'offerta formativa rispetto ai bisogni degli utenti;
a prevedere che tale quota venga utilizzata per comporre in sintesi formativa coerente i fabbisogni dei singoli studenti con la domanda espressa dagli enti locali e dalle regioni.
9/3387/12. Butti, Angela Napoli, Landolfi, Castellani, Maggi, Cannella, Rositani, Garagnani, Santulli, Palmieri, Coronella.
Il presidente dell'Anp, Giorgio Rembado, ha scritto oggi una lettera al Capo di Gabinetto, al Capo Dipartimento, al Direttore del Servizio per gli affari economico-finanziari e al Direttore del personale del MIUR per fare il punto sulla situazione determinata dall'art.24 della Legge Finanziaria per il 2003.
Ha inviato una lettera di contenuto analogo anche al Presidente della Corte dei conti.
Trascriviamo di seguito le due lettere.
|
associazione nazionale dirigenti e alte professionalità della scuola ADERENTE ALL'ESHA EUROPEAN SCHOOL HEADS ASSOCIATION |
Roma, 19 febbraio 2003
Al Capo di Gabinetto MIUR
Avv. Michele Dipace
Al Capo Dipartimento MIUR
Dott. Pasquale Capo
Al Direttore del Servizio per
gli Affari Economico-Finanziari
dott. Maria Domenica Testa
Al Direttore del Personale
Dott. Antonio Zucaro
Viale Trastevere 76/a
00153 Roma
oggetto: Convenzioni CONSIP (rif. art.24 legge finanziaria 2003)
Come è noto alle SS.LL., l'art. 24 della legge finanziaria per il 2003 estende il campo di applicazione della preesistente normativa in materia di acquisti di beni e servizi da parte delle pubbliche Amministrazioni, vincolandole ad avvalersi delle convenzioni stipulate dalla CONSIP ed introducendo un regime sanzionatorio particolarmente stringente a carico dei dirigenti che non si attenessero a tali indicazioni.
Tale innovazione, che coinvolge anche le istituzioni scolastiche, rappresenta per queste una ulteriore ingiustificata penalizzazione. Le risorse finanziarie assegnate - per effetto dei ripetuti tagli deliberati - sono state ridotte in due anni a poco più della metà di quelle assegnate nel 2001: e, in aggiunta, non è neppure possibile utilizzarle al meglio attraverso la ricerca sul mercato di fornitori a prezzi più economici di quelli previsti dalle convenzioni CONSIP. Ci si chiede, inoltre, quale potrà essere il senso del controllo di gestione sull'operato dei dirigenti delle scuole, cui le risorse vengono costantemente ridotte (senza che sia consentito far ricorso all'autonomia finanziaria) ed ora viene anche imposto di utilizzarle per gli acquisti in regime di sostanziale monopolio.
L'Anp ha fin qui cercato, senza ottenere risposta, di ottenere un chiarimento amministrativo che consentisse almeno di considerare i prezzi CONSIP come punti di riferimento per una ricerca sul mercato di offerte più convenienti. Sembrerebbe anzi che un parere informale dell'Ufficio Legislativo, mai reso ufficialmente noto, si esprima in senso radicalmente contrario. Di fronte a tale situazione, che rappresenta un ulteriore attacco all'autonomia delle scuole ed una ingiustificata compressione del ruolo dei loro dirigenti, non può ulteriormente mantenere la linea del riserbo fin qui seguita.
Rende quindi noto di aver pubblicato sul proprio sito - in data 18 febbraio - il comunicato che qui si allega, con il quale invita i dirigenti delle scuole ad esperire comunque una gara al ribasso rispetto ai prezzi CONSIP prima di procedere agli acquisti; a chiedere l'autorizzazione della Corte dei Conti ad acquistare sul mercato in caso di prezzo più favorevole; e, in caso di diniego, ad attenersi alla legge finanziaria acquistando tramite CONSIP, inoltrando in pari tempo alla magistratura contabile un esposto per danno erariale a carico di persona da individuare.
La presente iniziativa viene assunta sia a tutela dei dirigenti delle scuole che degli interessi della Amministrazione, che non può non essere interessata all'economicità di gestione, all'efficienza ed alla efficacia delle istituzioni scolastiche, all'imparzialità nei confronti dei fornitori ed al buon andamento complessivo delle proprie strutture periferiche.
E' gradita l'occasione per porgere distinti saluti.
Giorgio Rembado
Presidente nazionale Anp
allegato: comunicato pubblicato sul sito Internet dell'Anp il 18 febbraio 2003
|
associazione nazionale dirigenti e alte professionalità della scuola ADERENTE ALL'ESHA EUROPEAN SCHOOL HEADS ASSOCIATION |
Roma, 19 febbraio 2003
Ill.mo Sig. Presidente
Corte dei Conti
Via Baiamonti 25
00195 ROMA
oggetto: Convenzioni CONSIP (rif. art.24 legge finanziaria 2003)
Questa organizzazione sindacale intende portare a conoscenza della Eccellentissima Corte dei Conti la situazione che si va determinando in seno alle istituzioni scolastiche per effetto dell'interpretazione restrittiva che l'Amministrazione del Tesoro - e, in subordine, quella dell'Istruzione - stanno dando della norma recata dall'art. 24 della legge finanziaria 2003.
Tale norma sembra estendere alle istituzioni scolastiche l'obbligo di acquistare tramite le convenzioni stipulate dalla CONSIP tutti i beni ed i servizi per i quali tali convenzioni risultino esistere, ed individua, a sostegno di tale obbligo, stringenti responsabilità personali del dirigente che abbia agito in difformità. Gli ordini effettuati in deroga sarebbero automaticamente nulli e darebbero luogo a responsabilità erariale, oltre a quella generale per inosservanza delle disposizioni di legge.
Un'applicazione letterale di tale precetto porta alla conclusione che, anche quando sia possibile reperire sul mercato prodotti identici o equivalenti a prezzo inferiore, le scuole dovrebbero comunque scegliere l'acquisto convenzionato; il che comporta, come è ovvio, un maggior onere non giustificato, oltre che un vulnus al principio di economicità, efficienza, efficacia e buon andamento della Amministrazione.
Questa organizzazione ha ripetutamente sollecitato per le vie brevi l'Amministrazione del Ministero dell'Istruzione affinché chiarisse in via amministrativa che l'obbligo non era vigente quando fosse possibile dimostrare documentalmente la maggior economicità dell'acquisto sul mercato. Nessuna risposta è venuta in forma ufficiale; in via ufficiosa, si ha peraltro conoscenza di un parere interno negativo reso dall'Ufficio Legislativo del Ministero. Ed a sostegno di tale interpretazione restrittiva risulta fra l'altro che si stiano attivando numerosi Revisori dei Conti.
Questa situazione - oltre a rappresentare una ingiustificata compressione dell'autonomia delle scuole e delle prerogative dei loro dirigenti - comporta consistenti ed attuali rischi di danno erariale, che l'Anp desidera portare all'attenzione di codesta Corte, per gli eventuali passi che Essa ritenesse di dover compiere nelle sedi opportune.
Nel frattempo, ha ritenuto di invitare i dirigenti delle scuole a verificare sistematicamente la convenienza dei prezzi CONSIP rispetto a quelli di mercato, mediante la consueta acquisizione di preventivi concorrenti. Nella prevedibile ipotesi di una maggior economicità del regime di concorrenza rispetto a quello di monopolio, li ha sollecitati a chiedere alle locali sezioni di codesta Corte specifica autorizzazione all'acquisto fuori CONSIP; in caso di silenzio o di diniego, ad attenersi alla legge finanziaria, ma ad inoltrare nel contempo esposto per danno erariale a carico di soggetto da individuare. Si allega copia del comunicato diffuso sul sito Internet dell'Associazione.
E' gradita l'occasione per porgere distinti saluti.
Giorgio Rembado
Presidente nazionale Anp
Da oltre un mese e mezzo - da quando è entrata in vigore la legge Finanziaria per il 2003 - un interrogativo circola nelle segreterie delle scuole e negli uffici ministeriali: quali sono gli esatti limiti di applicazione dell'art. 24 della stessa legge, che vincola le pubbliche Amministrazioni ad effettuare acquisti solo attraverso le convenzioni CONSIP per tutti quei beni per i quali tali convenzioni risultino stipulate?
Per chi non avesse seguito da vicino la questione, ricordiamo brevemente che la CONSIP è una società - completamente di proprietà del Ministero del Tesoro -
costituita qualche anno fa per gestire in forma collettiva gli acquisti delle Amministrazioni. Fino ad oggi, le scuole non sono state esplicitamente comprese nel numero delle Amministrazioni vincolate ad avvalersi: ma l'articolo 24 della Finanziaria estende il campo di applicazione ed appesantisce il vincolo con sanzioni molto pesanti a carico dei dirigenti che non vi si attengano. E' vero che la formulazione non è poi così cristallina da rimuovere ogni dubbio: e su questo si sono appuntati i tentativi condotti dall'Anp nelle scorse settimane per ottenere una pronuncia ministeriale che interpretasse la norma in senso meno restrittivo.
Finora ogni sollecitazione è rimasta senza esito: anzi giunge voce che l'Ufficio Legislativo del MIUR, interpellato in merito, abbia emesso un parere assolutamente rigido, nel senso che il vincolo opererebbe in ogni caso, anche a prescindere da ogni eventuale considerazione di convenienza economica dell'acquisto.
Siamo all'assurdo: mentre da un lato si tagliano le risorse finanziarie a disposizione delle scuole - ridotte in due anni a poco più della metà - dall'altra si pretende perfino di decidere dal centro quali debbano essere i fornitori obbligati. Si tratta di un attacco, l'ennesimo, all'autonomia effettiva delle scuole, che non può esser passato sotto silenzio.
L'Anp, per parte sua, torna a chiedere, pubblicamente e con forza, quel chiarimento che finora ha invano sollecitato in incontri riservati: che almeno sia consentito non avvalersi delle convenzioni CONSIP in tutti quei casi in cui sia possibile documentare la maggior convenienza di un acquisto sul libero mercato. Nel frattempo, a tutela delle responsabilità dei singoli, ma anche dell'autonomia e della buona amministrazione delle scuole, invita tutti i dirigenti delle stesse ad attenersi alle seguenti linee di comportamento:
LETTERA APERTA AI DOCENTI ITALIANI
Il Presidente dell'Anp Giorgio Rembado, facendo seguito ai deliberati del VI Congresso dell'Anp, ha inviato oggi una lettera aperta ai docenti italiani.
La pubblichiamo di seguito in versione html, ma è disponibile anche nei formati
doc
pdf.
|
associazione nazionale dirigenti e alte professionalità della scuola ADERENTE ALL'ESHA EUROPEAN SCHOOL HEADS ASSOCIATION |
Le scrivo mentre sta per essere firmato un altro contratto della scuola, che non promette di essere migliore di quelli che lo hanno preceduto: le magre risorse saranno distribuite con il criterio consueto, un po' a tutti e chi s'è visto s'è visto. Sappiamo bene che, se il sistema scuola ancora in qualche modo regge, è perché c'è chi si spende, in quantità e qualità di lavoro, ben oltre il dovere. Nonostante ciò, rivendicare il diritto alla differenza retributiva e di carriera appare politicamente scorretto; chiedere il riconoscimento della professionalità suona come un'utopia, in un contesto in cui l'anagrafe tiene luogo di merito ed un malinteso egualitarismo - peraltro sostenuto dai sindacati del personale - impone l'appiattimento dei compensi e delle carriere a fronte di pesanti disparità nella misura di lavoro individuale.
Eppure non c'è in questo nulla di fatale. Se ne convinsero per primi, quindici anni fa, gli allora presidi, che costituirono l'Anp ed iniziarono la battaglia per il riconoscimento della dignità della loro funzione. Quella scelta è risultata vincente perché si è legata fin dall'inizio ad obiettivi di qualità per la scuola ed ha rifiutato il fatalismo ed il conformismo, anche in quel tempo puntellato da un sindacato incapace di visione strategica ed innovatrice.
Quel passaggio può oggi ripetersi a beneficio dei docenti: in particolare, di quelli fra loro che, consapevoli di dare di più, vogliono mettersi in gioco; che comprendono come dietro le apparenze della solidarietà si celi in realtà lo sfruttamento del lavoro e dell'intelligenza dei migliori fra di loro.
In risposta alle pressanti sollecitazioni di molti, l'Anp ha ripetuto, nelle scorse settimane, il gesto di coraggio di quindici anni fa, aprendosi alle alte professionalità docenti - cambiando la sua denominazione in Associazione nazionale dirigenti e alte professionalità della scuola - quelle che già la legge di riforma dell'autonomia, tuttora in larga misura inattuata, indicava come strettamente collegate al lavoro del dirigente. Chi sono, oggi, queste alte professionalità? Potenzialmente ed augurabilmente, sono tutti i docenti; ma, qui ed ora, sono soprattutto coloro che si riconoscono tali; che si ritrovano nell'obiettivo di non trattare in modo eguale situazioni che uguali non sono; che non temono di essere valutati per il proprio lavoro perché sono consapevoli di svolgerlo bene, ma che esigono, a fronte di questo, eque differenziazioni di carriera e di retribuzione. Alcuni di loro svolgono da tempo funzioni complesse (docenti vicari e collaboratori del dirigente, responsabili della progettazione didattica e di dipartimenti, docenti attivi nella ricerca e nella formazione, supervisori del tirocinio,
) senza averne corrispettivi sostanziali; altri, invece, hanno scelto di ricercare l'eccellenza nel quotidiano compito di insegnare. Le loro aspettative di riconoscimento professionale sono legittimamente diverse ed accomunate solo, finora, dal fatto di non trovare una sede ed una voce per essere riconosciute.
Da oggi questa sede e questa voce esistono e sono quelle offerte dall'Anp: che però ha bisogno, per condurre questa battaglia, della forza che sola può venirle dalla convinta e numerosa adesione di chi si riconosce in essa. Il cammino è già iniziato, con la sottoscrizione di intese fra l'Anp e alcune associazioni professionali di docenti. Altre seguiranno. L'obiettivo è quello di sedere - di qui a due anni - al tavolo contrattuale, per far udire e pesare la voce di chi oggi svolge un lavoro di qualità nella scuola, senza altra prospettiva che quella di un'avara mancia prelevata annualmente dal fondo di istituto. Noi ci impegniamo a chiedere per loro riconoscimenti non effimeri, sia di status normativo che di livello retributivo: ma per far questo abbiamo la necessità di ricevere un mandato quanto più ampio e convinto possibile.
E' per questo che le chiediamo di non farci mancare il suo appoggio ed il contributo delle sue idee: sottoscriva la delega sindacale all'Anp e si unisca a noi per il riconoscimento del merito e per far uscire finalmente la scuola dalla mortificante condizione in cui è stata sospinta.
Il Presidente Nazionale dell'Anp
F.to Giorgio Rembado
La Direzione Generale del Personale della Scuola e dell'Amministrazione ha convocato il prossimo 20 febbraio 2003, ore 17.00, le OO.SS. dell'Area V per discutere sulla valutazione dei dirigenti scolastici.
In quella occasione, ribadiremo quanto da noi sostenuto nell'incontro del 3 febbraio scorso.
Inoltre, con riferimento al concorso riservato, chiederemo all'Amministrazione ragione delle lungaggini nella risposta alla nostra richiesta 14 gennaio scorso circa il modo di calcolare la maggiorazione del 10% rispetto al numero dei candidati da ammettere al corso. Abbiamo già dichiarato - riferendo dell'incontro dello scorso 7 febbraio - di non condividere la scelta del rinvio mediante coinvolgimento dell'ufficio legislativo. Crediamo che, giunti a questo punto, sia necessario fornire a tutti certezza sulle scelte, sui tempi e sulle procedure del concorso.
Nel frattempo informiamo che nel sito internet dell'USR del Lazio è stato pubblicato in data 12 febbraio 2003 il decreto istitutivo della commissione esaminatrice che opererà nella regione per il concorso riservato a dirigente scolastico.
Scuole italiane all'estero
Circolare MAE per la formazione delle Commissioni d'esame
Il Direttore generale per la Promozione e la Cooperazione Culturale del MAE, Ambasciatore Francesco Aloisi de Larderel, ha emanato oggi le disposizioni annuali per le nomine a presidente o commissario d'esame presso le scuole secondarie italiane funzionanti all'estero per anno scolastico 2002/03.
E' possibile scaricare la Circolare e gli allegati.
Firmato un protocollo d'intesa fra Anp e ANVI
E' stato sottoscritto ieri tra l'Anp - rappresentata dal presidente nazionale Giorgio Rembado - e l'ANVI - l'Associazione Nazionale dei Collaboratori Vicari, rappresentata dalla sua presidente nazionale Flavia De Vincenzi - un protocollo d'intesa con la finalitàdi pervenire al riconoscimento del ruolo e alla valorizzazione della funzione dei docenti vicari. Il protocollo prevede l'assunzione, da parte dell'Anp, della rappresentanza sindacale esclusiva degli iscritti all'ANVI.
Come preannunciato il 7 febbraio scorso, a seguito delle nostre reiterate richieste di intervento (cfr. da ultimo i comunicati del 17 gennaio, del 22 gennaio e la lettera del presidente Rembado al Ministro) il MIUR - Direzione Generale del Personale - ha emanato la Circolare prot.204, n.19, dell'11 febbraio 2003, concernente l'applicazione del Contratto Collettivo Integrativo Nazionale dell'Area V, nella quale si rammentano puntualmente le procedure che gli USR devono adottare per completare il più rapidamente possibile le operazioni di inquadramento e di corresponsione della retribuzione di posizione e di risultato.
Il MIUR ha voluto avviare con questa circolare un monitoraggio sullo stato di attuazione dei contratti integrativi regionali.
L'Anp, dopo aver da tempo attivato le sue strutture regionali per sollecitare i rispettivi USR alla puntuale applicazione dei contratti, ha intenzione di seguire da vicino gli ulteriori sviluppi e di intervenire anche sulle Ragionerie provinciali e sulle Direzioni Provinciali del Tesoro inandempienti.
Concorso riservato e code contrattuali
Esiti della riunione al MIUR
La riunione prevista per oggi verteva su due questioni: concorso riservato e code contrattuali, queste ultime puntualmente segnalate dalla lettera del presidente Giorgio Rembado al Ministro dell'Istruzione del 4 febbraio scorso. Con l'occasione, l'Amministrazione ha voluto anche trattare l'argomento del rientro in servizio di presidi e direttori didattici collocati in pensione prima dell'attribuzione della dirigenza.
In riferimento alle questioni ancora aperte la situazione è la seguente:
concorso riservato.
L'amministrazione ha dichiarato di non essere ancora in grado di sciogliere il dubbio circa la necessità o meno della riapertura dei termini per le domande dei candidati. La riapertura sarebbe determinata dalla modifica del Bando di concorso qualora si decidesse di tener conto di due problemi recentemente emersi:
una diversa modalità di calcolo (nazionale anziché regionale) dell'incremento del 10% del numero dei candidati da ammettere ai corsi di formazione, fermo restando il numero di 1.500 posti da attribuire;
la necessità di tener conto, per quanto riguarda il Friuli-Venezia Giulia, anche dei posti da assegnare alle scuole slovene;
rientro in servizio.
Con recente decreto dirigenziale i presidi e direttori didattici attualmente in servizio senza la qualifica dirigenziale (per non aver a suo tempo completato la frequenza dei corsi di formazione dirigenziale) sono stati ammessi a seguire i corsi che saranno istituiti in occasione del prossimo concorso riservato. In precedenza aveva già accolto positivamente le domande di rientro in servizio dei dirigenti scolastici pensionati Ora l'Amministrazione ha deciso di sciogliere par di capire in senso positivo - anche la questione relativa ai presidi e direttori didattici già collocati in pensione che hanno chiesto la riammissione in servizio. A tal proposito sarà inviata nei prossimi giorni una richiesta di parere al Dipartimento della Funzione Pubblica. Il rientro in servizio sarà comunque subordinato alla frequenza dei corsi di formazione dirigenziale;
code contrattuali.
L'Amministrazione ha accolto tutte le richieste dell'Anp, sia quelle segnalate con la recente lettera al Ministro, sia quelle tecnicamente più dettagliate contenute nella memoria inviata direttamente alla Direzione Generale del Personale, a seguito di accordi presi nel precedente incontro del 22 gennaio 2003.
In particolare il dott. Zucaro, direttore generale del personale, si è impegnato ad emanare in tempi rapidi una nota per i Dirigenti degli U.S.R. contenente precise indicazioni sui tempi e le procedure da applicare sia per gli inquadramenti relativi alla retribuzione tabellare, sia a quelli relativi alla retribuzione di posizione e di risultato.
Inoltre, per quanto riguarda l'assicurazione (art.36, CCNL/02), l'Amministrazione ha riferito che il Ministero dell'Economia ha chiesto all'Avvocatura dello Stato un parere per sciogliere i dubbi circa la legittimità della norma contrattuale in questione (resoconto della riunione del 3 febbraio scorso). Su richiesta delle OO.SS. l'Amministrazione ha convenuto sulla necessità di attivare tale istituto contrattuale per tutti i dirigenti pubblici in tempi rapidi e si è impegnata a intervenire immediatamente sul Ministero dell'Economia.
Quindi, sono state affrontate altre due questioni di sofferenza:
la prima legata alla richiesta dell'Anp, condivisa da tutte le altre OO.SS., di interpretazione autentica dell'art.26, comma 1, del CCNL/02, riguardante l'elencazione non esaustiva degli incarichi aggiuntivi previsti per legge. A questo proposito l'Anp ha sottolineato che alla richiesta deve essere dato riscontro inviando all'Aran un atto di indirizzo in proposito, soprattutto perché tale interpretazione autentica non comporta spese aggiuntive. Per quanto riguarda gli altri commi dell'art.26, l'Amministrazione si è impegnata ad intervenire con l'Ufficio Affari Economici del MIUR, perché emani anche su questo punto, oltre che sugli inquadramenti, precise indicazioni alle direzioni regionali;
la seconda relativa alla applicazione della normativa sulla sicurezza e alle responsabilità dirigenziali connesse. I dirigenti degli USR devono convocare le OO.SS. dei dirigenti delle scuole a livello regionale secondo quanto previsto dall'art. 7, comma 2 (materie di contrattazione a livello regionale). Sulla vicenda l'Amministrazione si è impegnata sia a costituire un osservatorio nazionale sulle problematiche della sicurezza, sia a porre la questione all'attenzione dei dirigenti degli U.S.R. in occasione della prossima conferenza di servizio.
Confronto sul secondo CCNL dei dirigenti delle scuole
Rinviata la riunione al MIUR
L'incontro previsto per domani 7 febbraio al MIUR "per avviare la fase prepararatoria e di ascolto finalizzata al rinnovo contrattuale dei dirigenti scolastici" è stato rinviato a data da destinarsi.
Resta confermato invece l'incontro previsto per le 9,30 per definire le questioni tuttora aperte relativamente al concorso riservato.
Il Direttore Generale del Personale ha firmato il 20 gennaio scorso un decreto con il quale i presidi e direttori didattici attualmente in servizio senza la qualifica dirigenziale (per non aver a suo tempo completato la frequenza dei corsi di formazione in servizio) vengono ammessi a seguire i corsi che saranno istituiti in occasione del prossimo concorso riservato.
Gli interessati dovranno produrre domanda di partecipazione all'Ufficio Scolastico Regionale di rispettiva competenza entro 30 giorni dalla pubblicazione del decreto. Viene precisato che la mancata presentazione della domanda (come pure il mancato completamento della successiva frequenza) esclude per il futuro il personale in questione dalla possibilità di essere preposto ad una istituzione scolastica autonoma (possibilità di cui invece avevano continuato ad usufruire fino ad oggi).
Il decreto in questione sarà pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale - Serie Generale - di domani 7 febbraio. Il termine di scadenza per la presentazione delle domande va quindi indicato nel 10 marzo prossimo, in quanto il 9 - trentesimo giorno utile - cade di domenica.
A rischio gli esoneri ai docenti vicari
Iniziativa politica dell'Anp
Voci ricorrenti danno per imminente un intervento - la cui natura è tuttora da determinare - per abolire gli esoneri e semiesoneri dei collaboratori vicari. Si tratterebbe di un mezzo per recuperare almeno parte dei 12500 posti da tagliare in organico per effetto delle recenti disposizioni della Finanziaria.
E' difficile peraltro non cogliere in questa iniziativa almeno due altri aspetti: una sostanziale indifferenza per la qualità del servizio, che verrebbe sacrificata ancora una volta in nome di logiche meramente contabili; ed un ulteriore passo verso l'isolamento della figura del dirigente, dopo la limitazione a due dei collaboratori che gli è dato designare e ricompensare con i fondi contrattuali.
Questa tendenza, se risultasse confermata, avvalorerebbe ancor di più la giustezza della recente scelta congressuale dell'Anp, che ha deciso di percorrere una strada opposta, allargando il fronte delle solidarietà professionali e sindacali all'interno della scuola, proprio per contrastare il disegno di impoverimento dell'autonomia attraverso la sterilizzazione della capacità di intervento del dirigente.
E' vero che nulla è ancora ufficialmente deciso: ma l'Anp ha compiuto - con la lettera al Ministro che di seguito si riporta - un deciso passo politico per bloccare sul nascere un disegno che si profila come potenzialmente assai pericoloso per la qualità del servizio non meno che per le condizioni di lavoro dei dirigenti e delle alte professionalità della scuola.
Roma, 5 febbraio 2003
Al Signor Ministro
Istruzione, Università e Ricerca
Dott.ssa Letizia Brichetto Moratti
Al Signor Capo di Gabinetto
Dott. Michele Dipace
Viale Trastevere, 76/a
00153 Roma
Oggetto: Collaboratori del dirigente con delega di funzioni vicarie. Esoneri e semi-esoneri.
Questa organizzazione sindacale registra con preoccupata attenzione le ricorrenti voci secondo cui l'Amministrazione starebbe per decidere l'abolizione degli esoneri e semi-esoneri per i docenti collaboratori del dirigente con delega di funzioni vicarie, attualmente previsti dall'art. 459 del Testo unico 297/94.
Una tale misura, se effettivamente adottata, avrebbe effetti gravemente destabilizzanti sul funzionamento delle scuole. Basti pensare che l'esonero viene di regola accordato solo in presenza di almeno cinquanta classi e comunque non meno di quarantuno in casi particolari. Si tratta quindi di scuole che presentano rilevanti aspetti di complessità, non foss'altro che in ragione della loro dimensione (che, quasi automaticamente, comporta anche la dislocazione su più plessi).
Quali che siano le motivazioni che possono aver fatto sorgere tale proposta, esse non possono avere la precedenza sulla esigenza di garantire alle scuole le condizioni organizzative minime per la propria quotidiana attività.
L'Anp - che annovera ormai fra i propri iscritti non pochi dei docenti coinvolti - è a doppio titolo interessata alla questione: sia per la tutela dei docenti vicari (sui quali verrebbe a gravare un ingiusto sovraccarico di lavoro) che per quella dei dirigenti delle scuole (ai quali verrebbe di fatto sottratto un altro strumento di gestione, con gravi ripercussioni sulla qualità del servizio).
Intende quindi esprimere la più ferma contrarietà rispetto a tale ipotesi e chiede un sollecito intervento del Ministro, in tutte le sedi politiche e contrattuali, al fine di bloccare ogni iniziativa che vada nella direzione indicata e per sviluppare invece tutte quelle misure che consentano al governo delle scuole di acquistare maggiore efficienza ed efficacia formativa ed organizzativa.
E' gradita l'occasione per porgere distinti saluti.
Continuano a pervenire da tutte le regioni segnalazioni circa la perdurante inerzia degli uffici centrali e periferici dell'Amministrazione nell'applicazione del contratto collettivo e di quelli integrativi - nazionale e regionali -, con la conseguente mancata corresponsione dell'indennità di posizione, ed altri ritardi.
Dopo numerosi solleciti in sede periferica ed in sede nazionale, il presidente dell'Anp ha indirizzato al Ministro dell'Istruzione una lettera di protesta e di sollecito, che qui riportiamo.
Roma, 3 febbraio 2003
Al Signor Ministro
Istruzione, Università e Ricerca
Dott.ssa Letizia Brichetto Moratti
Al Signor Capo di Gabinetto
Dott. Michele Dipace
Viale Trastevere, 76/a
00153 Roma
Oggetto: applicazione CCNL dirigenti delle istituzioni scolastiche.
Come è noto alle SS.LL., il contratto collettivo di lavoro dei dirigenti delle istituzioni scolastiche è stato firmato definitivamente il 1° marzo 2002, mentre quello integrativo nazionale si è concluso nel settembre scorso. A distanza di sei mesi da quest'ultimo e di quasi un anno dal primo, se ne deve registrare la persistente ed inspiegabile disapplicazione in parecchi istituti qualificanti:
non è stata data attuazione alla previsione relativa all'assicurazione sui rischi professionali dei dirigenti;
non sono stati chiariti importanti aspetti relativi ai compensi spettanti per gli incarichi aggiuntivi (e non è stato dato seguito, in violazione del contratto, ad una richiesta di interpretazione autentica, avanzata da questa organizzazione sindacale fin dal giugno scorso);
nessuno degli uffici scolastici regionali ha ancora completato l'inquadramento giuridico dei dirigenti delle scuole nel nuovo sistema retributivo ed alcuni non hanno neppure iniziato le procedure relative;
il trattamento economico fondamentale continua ad essere corrisposto sotto forma di acconto ed in misura incompleta, il che fra l'altro ha avuto e continua ad avere pesanti riflessi sul trattamento pensionistico dei dirigenti cessati dal servizio nel 2001 e nel 2002;
l'indennità di posizione, che dovrebbe essere corrisposta mensilmente, non è stata ancora liquidata a nessuno degli aventi diritto, in nessuna regione. In qualche regione non risulta ancora neppure attuata la determinazione delle misure spettanti a seconda delle fasce di complessità;
quasi tutti gli uffici regionali non sono neppure in grado di indicare una scadenza attendibile per il completamento delle operazioni. Ne consegue che - quando i decreti di inquadramento perverranno alle Direzioni Provinciali del Tesoro - queste ultime sospenderanno con effetto immediato la corresponsione della parte fissa della ex-indennità di direzione (non più spettante fin dal gennaio 2001) e provvederanno al recupero di quanto nel frattempo versato; mentre la retribuzione di posizione - che spetta dalla stessa data - non è stata ancora calcolata e non si sa quando verrà corrisposta. Il risultato sarà una diminuzione netta della retribuzione, aggravata dall'onere del recupero.
Questa organizzazione sindacale - la più rappresentativa della categoria - non può rimanere indifferente di fronte alla perdurante disapplicazione di aspetti sia normativi che retributivi del contratto a suo tempo sottoscritto; né può ritenersi soddisfatta della reiterata apertura di "tavoli tecnici" nelle diverse sedi nazionali e regionali, che non hanno finora sortito alcun risultato concreto se non quello di fornire argomenti per ulteriori rinvii ed approfondimenti.
Intende pertanto sollecitare un intervento del vertice politico dell'Amministrazione per dare un chiaro indirizzo agli uffici interessati per la più sollecita e puntuale applicazione di tutti gli istituti contrattuali vigenti, per far sì che ai doveri ed alle responsabilità ormai da tempo trasferiti sui dirigenti delle scuole faccia riscontro l'attuazione dei paralleli impegni datoriali in materia di retribuzione e di tutele normative.
Firmato un protocollo d'intesa fra Anp e APEF
E' stato sottoscritto oggi tra l'Anp - rappresentata dal presidente nazionale Giorgio Rembado - e l'APEF - Associazione Professionale Europea Formazione, rappresentata dal suo presidente nazionale Sandro Gigliotti - un protocollo d'intesa la cui finalità è quella di pervenire, attraverso modalità di rappresentanza sindacale che le due associazioni si impegnano a sviluppare, al riconoscimento ed alla valorizzazione della funzione docente, con l'obiettivo di un compiuto sviluppo di carriera.
Valutazione dei dirigenti e retribuzione di risultato
Esiti dell'incontro al MIUR
Si è tenuto oggi il previsto incontro con l'Amministrazione sulle code contrattuali, con particolare riferimento alla "nuova" procedura di valutazione dei dirigenti delle scuole e al conseguente accordo sulla retribuzione di risultato per l'a.s. 2002-2003.
E' stata esaminata l'ipotesi proposta dal MIUR sulla scorta dello studio affidato al Dipartimento di sociologia e ricerca sociale dell'Università di Milano Bicocca in collaborazione con Irso-Butera e Partners e validato dall'INVALSI. Il Direttore Generale del Personale, dott. Zucaro, ha poi aggiunto che l'Amministrazione ha intenzione di varare il nuovo sistema già per l'anno scolastico in corso.
Sul merito della proposta, l'Anp ha sottolineato la macchinosità della procedura che si vuole mettere in atto, a fronte di una retribuzione di risultato di importo irrisorio; nessuna area dirigenziale, nemmeno quelle che inquadrano un numero di dirigenti enormemente superiore a quello dell'Area V, prevede una produzione cartacea (esclusivamente cartecea, si noti!) così imponente. Infatti, le modalità proposte sono le stesse utilizzate per l'anno scolastico 1999-2000, tranne che per gli effetti poiché non producono punteggi e graduatorie, ma la collocazione di tutti i dirigenti che hanno conseguito gli obiettivi in tre livelli di retribuzione di risultato predefiniti.
L'Anp ha sottolineato, inoltre, come non sia possibile avviare un processo di valutazione in corso d'anno, senza aver reso noti nel contratto individuale gli obiettivi assegnati e le direttive impartite, operazione preliminare espressamente prevista dal CCNL Area V del 1 marzo 2002, art.27, e dal D.Lgs. 286/99.
Per questa ragione l'unica strada percorribile è quella di prevedere che a fronte della presentazione di una breve relazione descrittiva della situazione in atto - una sorta analisi delle risorse assegnate, del contesto operativo, delle dinamiche ambientali - da prendere in considerazione come atto preliminare e a livello di sperimentazione per la valutazione dell'anno scolastico 2003-3004, si corrisponda forfettariamente la retribuzione di risultato a tutti i dirigenti che abbiano aderito all'iniziativa.
I mesi restanti dell'anno in corso dovranno essere utilizzati per mettere a punto un sistema più semplice e più rispondente alla normativa legislativa e contrattuale in materia di valutazione dei dirigenti delle scuole.
Sulle "code" contrattuali, con particolare riferimento agli inquadramenti economici sul tabellare, alla retribuzione di posizione, alle modalità di retribuzione degli incarichi aggiuntivi, all'assicurazione, si è stabilito di costituire un tavolo tecnico - una sorta di monitoraggio sullo stato di applicazione del contratto nazionale e dei contratti integrativi regionali - la cui convocazione è prevista a breve.
Alcune osservazioni della Corte dei conti, in merito all'applicazione dell'art.36 (si tratta dell'assicurazione, procedura affidata alla CONSIP per tutti i dirigenti pubblici), sono assolutamente stupefacenti [lo Stato non potrebbe coprire con assicurazione le manchevolezze dei suoi dirigenti], dal momento che si tratta di risorse contrattuali, e quindi dei lavoratori dirigenti, e non dell'Amministrazione.
Concorso riservato
La situazione ad oggi
A conclusione della odierna riunione, secondo gli accordi assunti nell'incontro del 31 gennaio scorso, l'amministrazione ha presentato dati, purtroppo ancora parziali, relativi ai presidi incaricati che si avviano a conseguire nell'anno scolastico in corso il requisito della triennalità prevista dal bando per il concorso riservato.
Il loro numero ammonterebbe a circa 150 per il settore della scuola di base e a circa 50 per la scuola superiore.
Si tratta, dunque, solo di una informazione di massima. Per una disamina più articolata e documentata le parti si sono date appuntamento venerdì 7 febbraio 2003, anticipando alle ore 9.30 la riunione già fissata per le ore 11.00
alla pagina principale
alla pagina delle news
torna all'inizio della pagina