Scuola-Città Pestalozzi

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cenni storici

CENNI STORICI::festina lente

La scuola, fondata da Ernesto Codignola nel 1945, nacque con obiettivi ben precisi: offrire un servizio sociale alle famiglie disagiate di Santa Croce (l'orario era infatti di otto ore ed era compresa la mensa); un impegno educativo nella formazione democratica del cittadino, immerso in una realtà quotidiana da ricostruire non solo materialmente ma anche moralmente e democraticamente. Quest'ultimo obiettivo si realizzava nella pratica in una cogestione della scuola, sia degli adulti che degli alunni, come se fosse una città, con tanto di sindaco, assessori, consiglieri, ecc...da questi aspetti una parte del nome della scuola..

Venivano valorizzate in modo forte le attività manuali come tipografia, falegnameria, orto, giardino; accanto a queste videro la luce due strutture importanti per la formazione culturale dei ragazzi: il giornale e la biblioteca.

A oltre cinquant'anni dalla sua fondazione, Scuola-Città Pestalozzi è oggi una scuola di base, sperimentale e statale, unitaria negli otto anni dell'obbligo, suddivisa in quattro bienni e in rapporto con la scuola dell'infanzia e con la scuola media superiore. Una scuola che cerca di organizzare il lavoro di progettazione da parte degli adulti, in modo da mettere tutti in condizione di partecipare effettivamente alla preparazione e realizzazione dei progetti didattici, e che allo stesso tempo, cerca di rinnovare le forme della vita comunitaria dentro la scuola, tenendo presente l'interazione tra ragazzi, insegnanti e genitori, in modo che alla socialità e alla formazione sociale sia attribuito un ruolo fondamentale.

La sperimentazione continua viene attuata su un curricolo ottennale che, eliminando inutili ripetizioni, lascia spazio al potenziamento di attività laboratoriali.

Alla base di tutto c'è la collaborazione effettiva fra i docenti della scuola elementare e media che si realizza con varie modalità a seconda dell'età degli alunni, delle programmazioni e delle esigenze specifiche di ogni biennio. Nel terzo biennio viene particolarmente curato il passaggio fra quinta elementare e prima media con compresenze fra professori e maestri articolate per progetti e per aree disciplinari.

LE TRASFORMAZIONI

1945

La scuola, fondata da Ernesto Codignola, nasce come scuola di Differenziazione Didattica, è a tempo pieno e dura otto anni. Al centro dell'educazione la formazione democratica del cittadino.

Si sviluppa su due direttrici: educare i ragazzi all'auto governo (applicando il metodo antiautoritario) e all'autoaffermazione (le motivazioni dell'apprendere sono tratte dalle esigenze della vita quotidiana).

1946

Scuola-Città viene riconosciuta dal Ministero della Pubblica Istruzione "Scuola di differenziazione didattica" (nome dato allora alle scuole sperimentali).

1958

Direttore della scuola il Prof. Raffaele Laporta. Sotto la sua direzione, come sviluppo del pensiero dei fondatori, nasce il Collegio degli insegnanti che doveva determinare la linea educativa della scuola, ed il Consiglio di Direzione, organo esecutivo più ristretto, chiamato a condividerne le responsabilità. Nascono anche i gruppi pomeridiani interclasse di attività opzionali.

1963

Viene istituita la nuova scuola media. Gli insegnanti della scuola media lavorano a Scuola-Città come completamento di orario rispetto alla scuola di titolarità.

1964/1971

Direttrice della scuola la prof.ssa Lydia Tornatore.

In questi anni viene prestata una particolare attenzione ad esperienze innovative nel campo matematico-scientifico. Alcune delle innovazioni didattiche sperimentate negli anni a Scuola-Città vengono diffuse nelle altre scuole italiane.

1972/1975

Direttrice della scuola la Prof.ssa Giovanna Barbieri. Proseguendo sulla strada aperta da Lydia Tornatore, ha dato un particolare impulso al settore linguistico.

1975

Riconoscimento da parte del Ministero della Pubblica Istruzione di scuola totalmente sperimentale (cfr. Decreti Delegati, 1974).

1975/1978

Direttore della scuola Aldo Pettini.

Esaurita l'idea di Scuola-Città come scuola totalmente diversa dalle altre, in questi anni avviene la trasformazione in scuola-laboratorio per sperimentare le innovazioni a livello sia strutturale sia didattico.

Si inizia a studiare il problema della continuità nella scuola di base.

1978/1984

Direttore della scuola il prof. Giuseppe Mazzei.

Durante la sua presidenza, nel 1980/81, viene formulato il primo progetto per la continuità tra scuola elementare e media, organizzando le classi in quattro bienni di cui il terzo viene ad acquistare una specifica rilevanza come elemento di connessione fra i due gradi di scuola dell'obbligo.

1985

Direttore della scuola il prof. Andrea Binazzi. Sotto la sua direzione, nel 1990/1991, viene effettuata la verifica del primo e la stesura del secondo Progetto per la continuità tra scuola elementare e media.

1992/1993

Prende avvio il nuovo Progetto di sperimentazione sulla continuità scuola elementare-media ed avrà durata quadriennale.

1994

Direttore della scuola il prof. Carlo Testi.

1995

Nel novembre di questo anno viene celebrato il cinquantesimo anniversario della fondazione della scuola con un convegno nazionale dal titolo "Sperimentazione nella scuola di base - Cinquant'anni di Scuola-Città Pestalozzi"

1996

Verifica e conferma, con alcune variazioni e approfondimenti, dell'ultimo piano di sperimentazione per il prossimo quadriennio (1996/2000)

1997

La scuola definisce anche organizzativamente il suo ruolo come Centro Risorse per la Formazione dei Docenti.

2000/2001
Prende avvio il Nuovo progetto di sperimentazione attualmente in fase di realizzazione.

ATTUALI CARATTERISTICHE PRINCIPALI

A oltre cinquant'anni dalla sua fondazione, Scuola-Città Pestalozzi è oggi una scuola di base, sperimentale e statale, unitaria negli otto anni della scuola elementare e media, organizzata in quattro bienni e in rapporto con la scuola dell'infanzia e con la scuola media superiore. Una scuola fortemente impegnata ad attuare forme di sperimentazione metodologica e didattica, che promuove una partecipazione effettiva di alunni e insegnanti alla realizzazione dei progetti e al rinnovamento dei curricoli attraverso una didattica laboratoriale. Allo stesso tempo, cerca di rinnovare le forme della vita comunitaria ponendo al centro della sua sperimentazione una costante attenzione alle relazioni personali di tutte le sue componenti, alunni, insegnanti, genitori, personale. Si presenta col duplice aspetto e funzione di Scuola Sperimentale e di Centro Risorse per la formazione di docenti in servizio anche in collaborazione con l'Università attraverso Convenzioni, per tutoraggio e conduzione di laboratori per studenti di Scienze della Formazione Primaria.

SPAZI-AULE-ATTREZZATURE

La scuola è ubicata nel quartiere di Santa Croce, in pieno centro storico della città. I locali sono in parte di costruzione recente in parte ricavati da adattamento di ambienti antichi. C'è un piano terra dove si trovano le aule dei primi tre bienni, la falegnameria, la biblioteca, il giornale, la stanza multimedia, il teatro, la cucina con adiacente una stanza multiuso attrezzata con videoregistratore e televisore, la palestra oltre ai locali della direzione e della segreteria. Al piano ammezzato si trova l'aula della terza media e il laboratorio di musica, al primo piano il laboratorio di arte e l'aula di seconda media. Ci sono altri piccoli locali adibiti ad attività di gruppo.

I locali sono piccoli e questo oltre a provocare qualche difficoltà per l'organizzazione delle attività ci costringe a limitare il numero degli alunni nelle classi.

Scuola Città Pestalozzi nel 2003

Viene rilevata una contraddizione tra il Decreto Ministeriale istitutivo della nostra scuola come scuola totalmente sperimentale (1975 rivisto nel 1985) e la legge sull'Autonomia scolastica del 1999; dopo un anno di lotta e lavoro in stato di emergenza (a febbraio è rimosso il Direttore Prof. Testi al quale viene affidato un nuovo incarico di dirigente scolastico) alla metà di agosto dalla Direzione Scolastica Regionale viene adottato il provvedimento di riduzione del personale insegnante di 5 unità e viene negata la nomina di un Direttore di Scuola Città, coordinatore della sperimentazione e nominato dal Comitato Scientifico. Rispetto al progetto presentato a luglio ’03 le risorse concesse per la sperimentazione vengono ridotte notevolmente, la Scuola viene aggregata al Circolo 1 di Firenze il cui Dirigente dott. Giorgi viene ad essere il Dirigente di Scuola Città. Successivamente nella riunione del l’8 .10.03 il Comitato riconosce nel Dirigente Ugo Giorgi il coordinatore didattico e garante del progetto di sperimentazione.

Scuola Città Pestalozzi nel 2004

L’organico non è stato reintegrato, e anzi il rischio di una sua ulteriore riduzione ha fatto sì che i genitori degli alunni organizzassero varie forme di protesta, fra le quali l’attuazione di una assemblea permanente nei locali della scuola dal mese di giugno. Anche gli enti locali sono intervenuti a sostegno della prosecuzione della esperienza di Scuola Città Pestalozzi promuovendo un tavolo di trattative interistituzionale con i rappresentanti del Ministero dell’Istruzione. A questi ultimi, in particolare nella figura del dott. Angotti, i docenti di Scuola Città hanno presentato il nuovo Progetto 2004, ad illustrazione della quantità e qualità del lavoro che si intende svolgere a Scuola Città anche per questo anno scolastico e nonostante le difficoltà dovute alla mancata reintegrazione del personale che coincide con la limitazione degli spazi dovuta al permanere dei cantieri edili.

A settembre Scuola Città ha riaperto con l’organico docente numericamente uguale a quello dell’anno scolastico precedente ma con una unità ATA in meno, e con la determinazione di continuare a essere un luogo di sperimentazione e ricerca.

Scuola-Città Pestalozzi vuole infatti continuare a configurarsi come una comunità educativa d'apprendimento, che coinvolge tutto il personale (docente e non docente), gli alunni e i genitori nella gestione della scuola.

L'ottica, anche attuale, rimane quella di una "scuola laboratorio" - come è stata definita fino dal Piano di sperimentazione 1992/'96 - che cerca di valorizzare le competenze di ciascuno in modo che ciascuno possa rappresentare una risorsa per l’organizzazione, responsabilizzare e coinvolgere al massimo adulti e ragazzi, mettendo in pratica, dopo aver scelto gli strumenti adatti, i percorsi di apprendimento individuati nel momento della progettazione condivisa.

Più nello specifico, concentra da tempo la sua attenzione, sviluppando attività per gli alunni e riflessione professionale di tutti i docenti, su alcune tematiche fondamentali:

  • la continuità elementare - media (interna alla scuola stessa) e la continuità sul versante della scuola dell'infanzia e della scuola secondaria superiore, anche nell'ambito di un articolato progetto per l'orientamento all'interno del quale è stato già avviato un lavoro di ricerca e sperimentazione sul portfolio;

  • l’uso dei laboratori attrezzati (biblioteca, falegnameria, giornale, teatro, aula di arte, aula multimediale, aula di musica, palestra);

  • approccio laboratoriale anche per l'apprendimento delle discipline e lo sviluppo di competenze trasversali;

  • il lavoro per progetti con la modalità della ricerca-azione, dando importanza particolare all'educazione alla cittadinanza, alla diversità (multiculturalità), all'educazione affettiva e all'educazione ambientale, integrate tendenzialmente con le discipline.

  • l'uso degli strumenti multimediali, diffuso nell'arco degli otto anni, per potenziare gli apprendimenti e per costruirne di nuovi;

  • l'apprendimento della lingua inglese a partire dalla prima elementare.

Scuola-Città Pestalozzi dunque è un laboratorio didattico permanente, con l'elaborazione di percorsi di apprendimento innovativi, e un laboratorio di ricerca pedagogica, in collegamento con enti di ricerca ed enti di formazione.

Tali caratteristiche sono indispensabili per organizzare la scuola come Centro Risorse per la formazione dei docenti, fortemente basato sul saper fare dei docenti in un'ottica di sviluppo dell'apprendimento cooperativo, e come Centro di documentazione strutturato in stretta relazione con quanto si sta sviluppando in questo campo a livello nazionale attraverso l'INDIRE.

Il rapporto stabile con l'Università ha permesso, sulla base di un'apposita convenzione, di partecipare a progetti di ricerca e di organizzare forme sistematiche di tutoraggio e laboratori didattici per gli studenti.

Il progetto attuale, presentato alla Direzione Scolastica regionale a luglio 2004, rappresenta una evoluzione del "Piano di sperimentazione, innovazione e sviluppo", già definito per gli anni 2000-2008 (verifica intermedia 2004), con il potenziamento di alcune caratteristiche e funzioni della scuola, in primo luogo quelle relative a sostegno della formazione iniziale e in servizio dei docenti.

Nell’ottica di sviluppo e potenziamento di questa nostra realtà scolastica, c'è la scommessa sulla utilizzabilità da parte della scuola italiana tutta, di un'organizzazione e di un clima che esprimano globalmente senso e valore nel percorso di formazione personale di ciascun individuo. L'Università ed altri Enti di ricerca e di formazione dei docenti, con cui si sono ampliati i contatti negli ultimi anni, si presentano adesso come importanti mediatori che consentono una effettiva relazione con un numero alto di realtà scolastiche, di docenti e studenti, ponendo la Scuola-Città Pestalozzi come un nodo privilegiato di riflessione. Nodo privilegiato in quanto la scuola tutta e non singoli docenti sono coinvolti nella riflessione sulla didattica e nell'impegno di documentazione e diffusione delle buone pratiche educative. Ma per proseguire in questa direzione è indispensabile un favorevole rapporto numerico fra operatori scolastici e alunni, che permetta un costante e attento monitoraggio su tutte le attività che si svolgono nella scuola a vantaggio delle realtà scolastiche non sperimentali, che possono così utilizzare percorsi accuratamente testati e valutati, spesso progettati sulla base di bisogni espressi dall’esterno, riscontrati nella nostra specificità di sportello, e filtrati dagli Enti specialisti nella ricerca didattica e pedagogica.

La modalità di rete, sia umana che informatica, consente che la ricchezza della nostra sperimentazione raggiunga molte, diversificate, realtà scolastiche e di formazione per insegnanti e con esse si confronti. Per questo è ritenuta fondamentale e privilegiata da Scuola Città come strumento di crescita e riflessione collettiva.

Scuola Città è entrata nel 2004 a far parte di due nuove reti, promosse e costituite anche grazie a SCP stessa: a livello locale si tratta della RETE delle Scuole dell'Area Fiorentina, Scuole e Città, mentre a livello nazionale della Rete delle scuole sperimentali pubbliche (Rinascita di Milano e Don Milani di Genova) che stanno attualmente elaborando e approfondendo il loro progetto sperimentale alla luce dell’art.11 della Legge sull’autonomia scolastica.

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