Sradicamenti

di Annalisa Vukusa


Contenuto:


Premessa dell'autrice

Una bambina sola
Estraneo alla vita
In treno
Sradicato negli affetti
Una donna coraggiosa
Nella musica
Un emigrante musicista
Viaggio nella vita
Una seconda adolescenza

Monologo interiore sull'esodo
Di dove sei?
Ricerca delle radici
Ricordi d'infanzia: Zara e il suo mare
Distruzione di Zara
Ritorno del padre
Nonno Bepi e i suoi bauli
Saga familiare
Chi è rimasto
Rapporti con i nuovi croati
"Esule" e "profugo"
Profughi, figure di comunità
Le tradizioni
Memoria indiretta
Valori paterni
L'etichetta di profuga
Discussioni politiche
L'oggi e i nuovi profughi
L'accoglienza
Radici nel mare


Ti ricordi quando? ..................


















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Premessa dell'autrice, Annalisa Vukusa

Sono racconti a sfondo psicologico che riflettono momenti significativi della vita, esperienze ed incontri determinanti da cui non è sempre facile mantenere la dovuta distanza. Sono accomunati dal tema dello sradicamento, dell'estraneità da luoghi, affetti, persone e dalla ricerca delle radici che è, prima di tutto, ricerca di una propria identità, faticosa e complessa, come lo è la realtà stessa.

Di volta in volta, lo sradicamento è avvertito come mancanza di solide basi nella vita, come nostalgia ed invidia per chi le sue radici le ha trovate o crede di averle trovate, ma anche come motivo di condanna e solitudine. Ma è altresì inteso come desiderio e necessità interiore di essere sempre "altrove" per non radicarsi negli stereotipi e nei luoghi comuni più ricorrenti in un ambiente ed in un periodo storico.

Ognuno di noi, nella vita, può essere o sentirsi "altrove" desiderare un "altrove" ed anche essere costretto a recarsi altrove".

Il monologo interiore, invece, è la narrazione da cui sono partita e a cui sono ritornata alla fine del mio percorso: lo sento come la logica conclusione del lavoro, ma anche come la chiave di lettura di tutti gli altri.

In esso, il coinvolgimento emotivo è stato tale che non sono più riuscita e non ho voluto mantenere il distacco letterario dato dall'Io narrante esterno alla narrazione e mi sono identificata con esso, passando dalla terza alla prima persona. Tale modalità espressiva la sentivo più adatta al libero fluire di pensieri, ricordi, sensazioni, in cui la sequenza temporale alterna il piano del presente a quello del passato, con anticipazioni del futuro.

L'ultimo testo "Ti ricordi quando ... ?" è il "mio" ritorno: per ognuno è diverso, ma è indissolubilmente legato ai ricordi. Ed è anche l'epilogo del mio riandare con le parole nella memoria, per tentare di tingerla di poesia. Non contiene una conclusione, ma lascia aperte delle possibilità e delle attese.

Ne è emerso un guazzabuglio dell'anima, perché così l'ho sentito e scritto di getto, abbandonandomi alla meravigliosa avventura di scrivere, nell'urgenza di esprimermi e di comunicare qualcosa di mio che possa essere capito ed eventualmente condiviso da altri.

Il titolo da me scelto "Sradicamenti" mi sembrava riassumere efficacemente gli strappi e le lacerazioni affettive evidenziate nelle vicende, già a partire dal suono onomatopeico.

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