Riccio

Nome scientifico: Erinaceus europaeus

Ordine: Erinaceidi

Descrizione: Presenta sulla parte superiore del corpo da 15.000 a 16.000 aculei lunghi pochi centimetri e acuminati fissati alla cute mediante piccoli ingrossamenti.
Sotto la cute si trova un grande muscolo ovale che circonda a sua volta il muscolo caudo-dorsale a forma di cupola. I due muscoli formano una calotta arcuata che quando si contrae avvolge come in un sacco tutto il corpo (capo e arti compresi) mentre la cute del dorso si tende facendo drizzare gli aculei, conferendo al riccio un aspetto spinoso. Possiede un muso a grugno, arti brevi e robusti con 5 dita unghiate.

Habitat: abitante dei boschi, delle zone coltivate e cespugliose.

Note caratteristiche/curiosità: Dotato di olfatto finissimo, durante la notte esce dalla tana per andare a caccia d'insetti, lombrichi, rane, molluschi, topi; non disdegna però funghi, ghiande e bacche. La storia vorrebbe il riccio gran cacciatore di topi e immune al veleno delle vipere, in realtà i topi che aggredisce sono quelli debilitati, in quanto non potrebbe competere in velocità con quelli sani; per quanto riguarda il veleno delle vipere il riccio deve la sua fortuna alla protezione concessagli da madre natura che lo rende difficilmente aggredibile dai morsi.
La durata media della sua vita, oscilla tra gli 8-10 anni. Il letargo invernale dura da novembre a marzo, che lui trascorre in tane di foglie secche ben nascoste. Chi vuole approntare un rifugio per il proprio riccio, può mettere una scatola di legno ben foderata e foglie secche in una zona secca e ben riparata del giardino. Se la temperatura esterna scende sotto i 2°C il riccio si sveglia per evitare danni dal congelamento. E' un animale molto timido ma non difficile da manipolare se si usa una grande delicatezza. In commercio è possibile acquistare dei mangimi preparati appositamente per questo simpatico animaletto, in modo da venire incontro alle sue esigenze alimentari.