Gli alberi del bosco

Stefano SerenaCamminavamo in cinque sulla ampia strada; gli alberi ci parlavano, ci incoraggiavano. É grazie a loro che sono arrivata in cima. Zitti, sentivamo le voci del bosco. Ululava il vento, leggero. Con un gemito le foglie cadevano e si posavano a terra o sulle nostre giacche, bagnate dal sudore che gocciolava dalla testa e percorreva i lineamenti del nostro affaticato viso.
Ad un tratto un maestoso abete bianco ci parlò:
"Fatevi coraggio, la strada per la malga è questa!"
Era vero. Le sibille di quell'abete così alto erano esatte, poiché pochi passi più avanti un segnale ci illuminò: affermava che a solo sei chilometri c'era la famosa Malga Tullia. Poco più in là arrivò la guida che era già salita con i ragazzi di prima media. Si congratulò con noi e poco dopo se ne andò via.
Un ruscello, con il suo lieve chiacchierio, ci comunicò che la malga era in cima alla gigante salita. I fiori, con il loro profumo, mi incoraggiarono. Nella scalata, accidentalmente, toccai un fiore spinoso, che mi respinse. Mi rivenne in mente una bambina che era chiua in sé proprio come lui. Arrivai, e il vento ululò fortissimo, per amplificare la mia gioia e pensando a quel quadro mi sedetti e mangiai, ma prima gridai al vento.

Petri Nicole 5ª A


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