Nelle voliere dei Centro avifaunistico vi è un ospite d'eccezione: l'Ibis eremita (Geronticus eremita) un uccello strano e particolare divenuto oggi molto raro e minacciato di estinzione. Questo ciconiforme dalle abitudini gregarie viveva in epoca remota in alcune zone d'Europa dove aveva fondato le sue colonie: in Germania, Austria, Svizzera, nelle falesie istriane, e pare anche in Italia. Passò alla storia grazie ad un editto emanato nel Settecento dall'Arcivescovo di Salisburgo che ne vietava la caccia per riservarla ai nobili. Sappiamo casi che, soprattutto i giovani della specie, venivano considerati "mensarum deliciae" cioè delizia delle mense. La prelibatezza delle carni, insieme all'aspetto non troppo piacevole, che gli meritò infatti l'appellativo "Geronticus" (che significa vecchio nell'aspetto) determinarono forse l'inizio delle avverse fortune della specie.
Ma non furono tanto i palati raffinati dei buongustai, a decretare la fine di questo strano uccello, quanto gli indiscriminati sfruttamenti ambientali ad opera dell'uomo, che spezzando i delicati equilibri su cui si reggono gli ecosistemi naturali, distrussero le condizioni di vita favorevoli per la specie.
Oggi l'ultima colonia naturale esistente sulla terra di Ibis eremita si trova in Marocco e consta di circa centocinquanta esemplari sul fiume Dràa. Nel 1989 si è estinta la colonia di Birecik in Turchia, che appena all'inizio del secolo contava mille coppie di specie nidificanti. Recependo l'appello lanciato da vari naturalisti sensibili ai problemi dell'estinzione, anche la nascente oasi fagagnese ha deciso di offrire un'ultima chance ad un animale che sta per scomparire dalla faccia della terra. Non sappiamo quando e se questo animale potrà essere introdotto di nuovo in Europa in habitat idonei, ma l'allevamento per ora è stato coronato da successo: da alcuni anni infatti gli Ibis dei nostro centro si stanno riproducendo.

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