PROGETTO CICOGNA BIANCA.

    

Ospiti del centro avifaunistico sono parecchie cicogne (una trentina di esemplari adulti liberi e altrettanti giovani in voliera). La cicogna bianca è diventata il simbolo della nostra oasi e senza dubbio ne è la principale attrazione da quando la zona dei "Quadris" con i suoi ambienti umidi e le strutture già allestite è stata scelta per l'insediamento di una delle "stazioni sperimentali per la reintroduzione della cicogna bianca" in Italia. Le Cicogne sono uccelli migratori che svernano nei paesi caldi dell'Africa e si dirigono verso l'Europa per passarvi l'estate e nidificare. Un tempo nidificavano anche in Italia, ma non si sa con certezza né il periodo né le cause del decremento numerico e poi dell'estinzione della specie come nidificante. Anche in altri paesi dell'Europa, soprattutto occidentale, si è assistito ad una notevole diminuzione delle coppie di cicogne censite e, in alcuni, anche alla scomparsa. È per questo motivo che molti paesi, non solo europei, ma anche africani, stanno avviando programmi di tutela delle popolazioni nidificanti e progetti di ripopolamento (dove la specie è in declino) o di reintroduzione (dove la specie è scomparsa).L'Italia ha seguito le orme degli altri paesi europei (dapprima la Svizzera e poi l'Alsazia) costituendo il suo primo centro per la reintroduzione della Cicogna bianca a Racconigi, in Piemonte, nel 1985, a cura della LIPU su progetto redatto dall'ornitologo Fabio Perco; è venuta poi la volta di Fagagna, il cui centro è sorto nel 1989, per iniziativa dello stesso ornitologo, a seguito del successo dell'esperimento piemontese. Qui a Fagagna abbiamo iniziato con 11 cicogne adulte (5 dono della provincia di Pavia e 6 svizzere) e due giovani esemplari salvati da un nido abbandonato di una coppia di cicogne selvatiche che aveva tentato di nidificare a Dignano. L'esperimento fagagnese è ancora nella prima fase dei progetto che consiste nel costituire una popolazione locale stanziale della specie.Ciò è possibile facendo perdere agli individui l'istinto migratorio, impedendo loro di volare per un breve periodo (2 o 3 anni), sino a raggiunta maturità sessuale. Dopo tale periodo, si è visto che, lasciati liberi, gli individui, una volta accoppiati, tendono a rimanere nei luogo detta riproduzione, anche durante gli inverni. Questa fase della reintroduzione può sembrare una forzatura, ma creare una popolazione stanziale è una tappa d'obbligo per la ricostituzione di una vera e propria popolazione spontanea; l'esperienza svizzera ha dimostrato infatti che se la popolazione stanziale diventa troppo cospicua e non viene più alimentata artificialmente, man mano recupera spontaneamente il movimento migratorio. Inoltre una popolazione stanziale funge da richiamo per i conspecifici di passo, come è già successo anche a Fagagna ove alcune cicogne selvatiche si sono fermate per periodi più o meno lunghi. La seconda fase del progetto prevede che, raggiunto il numero base di una sessantina di esemplari, i nuovi nati vengano lasciati liberi di volare. Le varie esperienze europee hanno dimostrato che i giovani nati nei vari centri, ritornano per nidificare nel luogo di nascita. L'esperienza Fagagnese può considerarsi oggi a buon punto: giunta quasi al termine della prima fase:partita nell'89 con 11 esemplari adulti e due giovani ha raggiunto oggi la meta della sessantina di esemplari. La prima nidificazione e la prima nascita si sono avute nel 1990, seguite poi da 2 nascite nel 1991; negli anni seguenti si è assistito ad un progressivo incremento sia delle coppie nidificanti che delle nascite che sono salite a 11 nel 1996 e a 18 nel 1997. Quando il "progetto Cicogna bianca" è partito la gestione di questo era a carico del Comune di Fagagna, ma fin dalla nascita questa iniziativa è stata seguita da un gruppo di volontari che hanno prestato la loro opera sia per l'allestimento delle strutture del centro, che per coadiuvare il personale comunale nelle innumerevoli mansioni. È a questo gruppo di volontari, che costituisce l'Associazione "Amici dell'Oasi", che il Comune ha affidato sia la gestione della nascente oasi che la realizzazione del progetto Cicogna.


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