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Ciao! Io sono un topolino dal pelo
grigio – marrone, liscio e lucido. Ma la parte più
graziosa di me sono gli occhi: due gemme nere e lucenti
che mandano in “tilt” tutte le topine che incontro.
Mi chiamo Celestino. A dire il vero, questo è il nome che
mi è stato dato dalle persone che abitano qui, ma per gli
amici sono “Corto-circuito” perché la mia passione è
rosicchiare i fili elettrici. Abito nel ripostiglio della
caldaia a metano, sulla terrazza di un appartamento al
primo piano. D’inverno questo è il posto ideale: non ci
sono spifferi e la temperatura è costante.
D’estate, a dire il vero, fa un po’ troppo caldo,
soprattutto quando si accende la caldaia. Io mi sono fatto
un morbido nido con tanti pezzetti di carta. Questo è il
mio rifugio sicuro.
Un giorno, rosicchiando dei fili elettrici, feci cadere
dei tubi accatastati dal padrone sul terrazzo.
Pensai:
- Questa volta l’ho combinata grossa. È meglio
scappare!
Durante la corsa mi accorsi che vicino al muro c’era un
pezzetto di gorgonzola ed esclamai:
- Evviva! Per la prima volta in vita mia posso assaggiare
questo meraviglioso formaggio.
Mi affrettavo a raggiungere quella prelibatezza quando, da
lontano, udii qualcuno urlare:
- Se ti prendo non sai cosa ti faccio!
L’ho scampata bella, per mille provoloni! Il padrone ha
incolpato la “vecchia bacucca”, una gatta che abita
dentro l’appartamento e con cui devo battagliare ogni
giorno.
Adesso avrei potuto finalmente addentare il formaggio più
buono del mondo. Ahm…..
Santo cielo! Senza che io me ne accorgessi, la gatta si
era avvicinata a me con l’intenzione di divorarmi.
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Per fortuna è cieca, così
quando tentò di saltarmi addosso, andò a sbattere
contro il muro ed io trovai un piccolo varco dove mi
rifugiai. Appena quella bacucca si allontanò, uscii allo
scoperto.
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Capperi! – esclamai – Entrando in quel buchino ho
scoperto una nuova stanza. Devo avvertire i miei amici!
Quella notte ci radunammo tutti sotto la vecchia caldaia e
preparammo l’occorrente. Avevamo: lampade, fiammiferi e
pennarelli. Presi anche la mia graffetta portafortuna (non
oso mai separarmene nei momenti più rischiosi). Dopo un
po’ entrammo dentro la fenditura. Era tutto buio, quindi
accendemmo subito un fiammifero e ad un certo punto fummo
dentro uno stanzone sotterraneo. S’intravedeva un sasso
altissimo, con in cima qualcosa che non riuscivo a
distinguere. Allora lanciai, alla maniera di un
“lazo”, un filo sottilissimo che riuscii ad agganciare
ad una sporgenza (sono molto esperto, vista la mia
passione per i film western). Ci arrampicammo e scoprimmo
che il misterioso oggetto era uno scrigno.
-E’
chiuso a chiave – disse un mio amico che vive presso un
fabbro.
Riflettemmo
molto sul da farsi finché non ebbi un’idea geniale:
- La graffetta ci può aiutare!
Con il mio portafortuna aprii la serratura.
Dentro lo scrigno c’erano decine di
formaggi, freschi e stagionati, dolci e salati.
Superato il primo momento di meraviglia, ci guardammo
negli occhi e ci tuffammo dentro il contenitore per
un’enorme scorpacciata. Tutto quel ben di Dio bastò a
sfamare la nostra piccola comunità per oltre un mese.
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