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LO
SPAZZACAMINO visto
attraverso gli occhi di Matteo Mannu
Giovedì
20 marzo è venuto a scuola uno spazzacamino di nome
Alberto. Tutti lo aspettavamo con ansia perché non ne
avevamo mai visto uno in carne ed ossa. Anch’io ero
molto emozionato e volevo chiedergli tante cose.
Parlando del suo mestiere ci ha raccontato che visita
solo due clienti al giorno: uno al mattino e uno al
pomeriggio per sei giorni alla settimana.
Egli, dopo aver frequentato la scuola di base, ha
seguito un corso di spazzacamino.
Ha 31 anni ed è figlio d’arte perché anche suo
padre, oltre che a fabbricare cucine in muratura, puliva
comignoli.
Porta una divisa di colore nero con dieci bottoni
d’oro. Non riuscendo a trovare quei bottoni in Italia,
ha dovuto farli arrivare appositamente dalla Germania.
Alberto è sempre felice e allegro perché ama tanto il
suo lavoro.
Gli abbiamo chiesto parecchie cose e lui ha sempre
risposto a tutte le nostre curiosità.
Io, che sono originario della Sardegna, gli ho domandato
se conoscesse qualche spazzacamino sardo e lui mi ha
risposto di sì. Quando va alle riunioni nazionali della
sua categoria incontra i colleghi di tutte le regioni
d’Italia. Ma mi ha raccontato che in Sardegna non c’è
granché da fare in questo settore perché il clima è
più caldo e non ci sono tanti camini da pulire.
Io sono rimasto molto soddisfatto per la risposta
esauriente che ha saputo dare alla mia richiesta.
Poi siamo usciti a dare un’occhiata al suo furgoncino.
Ci ha fatto vedere la telecamera, le spazzole e il kit
di soccorso. Quando è arrivata l’ora di lasciarci, lo
spazzacamino mi ha salutato in maniera particolare.
Poi siamo andati tutti a casa. |