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Ieri, domenica
13 ottobre, abbiamo pranzato verso l’una. Mentre
mangiavamo si discuteva su come passare il pomeriggio.
Alla mamma era venuta l’idea di andare in collina,
precisamente a Valle di Soffumbergo, per la castagnata. L’idea
migliore, però, è sembrata quella di papà (anche se poi
si è rivelata la peggiore): recarsi a “Friuli doc”.
Finite l’insalata e la macedonia, preparate da me e da
mia sorella Dania, ci siamo precipitati ognuno nella
propria camera da letto, dove abbiamo scelto, con molta
indecisione, i vestiti da indossare.
Mio padre si è preparato velocemente poi ha telefonato a
un suo collega di lavoro, presso la Questura di Udine, per
sapere se ci fosse qualche parcheggio libero. Le parole
dell’amico sono state: - Be’, forse due posti ci sono.
Erano esattamente le 14.45 quando siamo saliti in auto.
Ci siamo avviati verso Udine, convinti di trovare ancora
qualche parcheggio vuoto.
Abbiamo osservato attentamente i cigli della strada come
degli avvoltoi in cerca di una preda da mettere nello
stomaco.
I miei genitori erano arrabbiati e ripetevano:
- Perché la gente parcheggia in quel modo, lasciando due
metri e mezzo tra un’auto e l’altra?
Non smettevano più di brontolare.
Dopo vari minuti abbiamo capito che l’idea migliore era
quella di cercare un parcheggio fuori città, tra l’altro
gratuito, allo Stadio.
Avanzando verso lo Stadio dei Rizzi, ci siamo accorti di
una brutta sorpresa: altre cento o più persone avevano
avuto la nostra stessa idea. |
Poi la mamma
ha telefonato con il cellulare alla sua amica Alessandra
per chiederle di venire con noi. Quando questa è arrivata
con suo marito e suo figlio, abbiamo discusso sul da
farsi.
La mamma, allora, ha ribadito la sua saggia proposta di
andare in collina, ma noi abbiamo insistito per recarci a “Friuli
doc” con l’autobus.
Abbiamo atteso a lungo ed il mezzo pubblico è arrivato.
Dopo tre tappe siamo finalmente scesi in piazza I maggio,
sfiniti e accaldati.
Sbalordita, guardando l’orologio, ho osservato che erano
già le 17.00.
Ci siamo messi in cammino e, trovato un chiosco, abbiamo
ordinato delle bibite. Divorando un gelato ci siamo fatti
largo in mezzo alla folla, tentando di dirigerci verso il
castello.
Estremamente sfiniti, ci siamo rifocillati con patatine
fritte e Coca – Cola poi, considerato che erano già le
19.00 e cominciava a far freddo, ci siamo diretti verso la
fermata dell’autobus più vicina. Il bus era già
affollato e siamo saliti spingendoci l’un l’altro. Mi
sembrava proprio di essere una sardina rinchiusa in una
scatoletta.
Dopo un breve e insopportabile tragitto, abbiamo chiesto
al conducente di farci scendere. Abbiamo quindi preferito
farci una camminata fino al parcheggio dell’ospedale
piuttosto che morire soffocati.
Finalmente abbiamo recuperato l’auto e ci siamo diretti
verso casa dove abbiamo cenato assieme ai nostri amici con
uno squisito piatto di spaghetti alle vongole.
Chiacchierando a lungo, siamo stati in compagnia fino alle
22.30.
Nonostante le difficoltà, questa tremenda giornata
è stata ricca di….sorprese e allegria.

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