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di Mattia M.
Oggi ero un po’ triste perché a
scuola e a catechismo ci hanno parlato dei poveri bambini del Molise,
morti a causa del terremoto.
Dopo catechismo, la mamma per tirarmi su, mi ha chiesto se volessi
mangiare un’ottima “crem caramel.”
Ho accettato senza esitare.
Mentre lei versava il latte nella polvere per scioglierla, stringevo tra
le mani la bustina del caramello, provando una piacevole sensazione di
dolcezza e di morbidezza.
Mentre la mamma mescolava la crema sul gas, facevo i compiti, ma ogni
tanto riprendevo la bustina, la toccavo e mi “rilassavo”.
Ancora prima che finissi i compiti, la mamma aveva versato la crema nel
recipiente da mettere in frigo, allora ho lasciato il mio lavoro ed ho
ripulito il tegamino della crema: altro che lavastoviglie!
La mamma brontolava:
- Mattia sbrigati, perché devi finire i compiti!
Ma io non potevo ascoltarla mentre ripulivo con cura la pentola
raccogliendo con il cucchiaio ogni piccolo rimasuglio di crema.
Poi ho ripreso i compiti e, in questo momento, non vedo l’ora di finirli
per mangiare in pace la mia“crem-caramel”.
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