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È
la vigilia di Natale. Sta per arrivare Babbo Natale e io
gli preparo la “colazione”, sapendo che deve
affrontare un lungo viaggio. Terminati i preparativi, mi
metto sotto le coperte e mi addormento.
All’improvviso si affaccia un uomo alla porta della mia
camera: è lui, Babbo Natale! È molto grasso; i suoi
vestiti sono di un rosso fiammante come il fuoco; in testa
porta un cappello ugualmente rosso con in punta un
batuffolo bianco. Ai piedi calza grandi stivali neri che
arrivano fino alle ginocchia. La barba è lunghissima e
candida come la neve.
Si gira verso l’albero addobbato e prende la letterina
appoggiata su un ramo.
Noto che sulla schiena porta un
sacco marrone dalla cui cima traboccano regali di varie
forme e colori.
Allora, prima che se ne vada per visitare un’altra
famiglia, mi faccio coraggio, entro in cucina e gli
chiedo:
- Aspetta, Babbo Natale, ti voglio domandare alcune cose!
- Certo! Dimmi tutto - la voce suona grave ma i modi sono
dolci e tranquilli.
- Dove abiti? – chiedo.
-
Abito in Finlandia, precisamente a  |
Rovaniemi! - risponde.
- Quanti anni hai? – domando.
- Be’…ecco…io…io…non so! - esclama.
- Vuoi dei biscotti?
- Mi dispiace ma sono in ritardo, devo andare dalla
famiglia accanto! Comunque porto con me tutto il cibo!
- aggiunge lui.
Con uno schiocco delle dita chiama le sue renne. Poi sale
sulla slitta e appoggia il sacco dietro di sè.
A questo punto, guardo il mio albero di Natale e noto che
là sotto non ci sono regali. Forse per la fretta Babbo
Natale si è dimenticato di lasciarne. Allora gli grido:
- Ti sei dimenticato dei regali!
- Già, è vero! - esclama lui - Scusami, ma stanotte sono troppo sbadato!
E con uno schiocco delle dita
fa apparire sotto il mio albero, senza muoversi dalla
slitta, una serie di pacchetti colorati. Ci salutiamo
mentre osservo la slitta che parte e lascia dietro di sè,
come per magia, delle stelline brillanti. Pian piano
sparisce nel buio, quasi totale, della notte. Poi, per
sfortuna, mi sveglio e…. mi accorgo che è stato solo un
bel sogno. |