.La storia
di

 
Octavianus

 

 

Questa è la storia immaginaria di “Octavianus”, prima soldato e poi agricoltore.  Potremmo definirlo “fondatore di Tavagnacco”, una località in provincia di Udine. 
Probabilmente non è andata proprio così ma ….

Salve, sono Octavianus e voglio raccontarti la storia della mia vita.   
In realtà il mio vero nome non è
Octavianus: questo è un “cognomen” (soprannome) che mi hanno assegnato da quando ho cominciato a far parte della “legio” (legione). 
E’ un appellativo di cui vado molto fiero perché ricorda il grande  imperatore  “Gaius Julius Caesar Octavianus Augustus”.
In realtà non ho niente a che fare con le famiglie romane 
“Julia e Octavia”, sono nato vicino a “Mediolanum" (Milano) nel nord Italia. 
I miei
“parentes” erano Galli della Pianura Padana: in particolare il mio “avus” ha combattuto nella “Gallia Transalpina” con il grande “Caesar”, zio dell’imperatore. 
Mio padre era un semplice
“colonus” (colono – contadino) e vivevamo  nelle “suburbia” di “Mediolanum”. 
Mio
“pater” voleva che io diventassi un “agricola” (contadino) come lui ma io avevo altro per la testa e, a 16 anni, mi sono arruolato nell’”exercitus”. Adesso ho 35 anni e sono stato congedato come “centuriatus” (grado di centurione), una specie di maresciallo di oggi. Mi hanno destinato alcuni “iugerum” di terra da coltivare nella pianura.

Ma io non ricordavo più come si fa il contadino. Così mi hanno assegnato provvisoriamente alla compagine di “Colonia” (Colugna), dove ho reimparato  il mestiere e dove ho conosciuto “Licia” che è diventata da poco mia moglie. 
Non pensate che la pianura sia spoglia ed erbosa come ai vostri tempi! Qui è tutta una grande
“silva” che sto disboscando per piantare  il “far” (varietà di frumento), l’”ordeum” (orzo), il “milium” (miglio), la “vitis” (vite), come faceva mio padre. 
Ho da poco costruito una
“casa” (casupola), a cui aggiungerò presto una stalla e poi altre stanze perché arriveranno tanti “filii et filiae” (figli e figlie). 
I miei
“commilitones” hanno ricevuto tutti dei “praedes”(terreni) qui vicino, ma io non vedo quasi mai gli amici  perché abbiamo tanto lavoro nei nostri rispettivi poderi. 
Qualche volta divento
“venator” (cacciatore), soprattutto in “autumnus” quando non ho tanto lavoro. Così mi capita di incontrare qualcuno di loro, magari nel bosco detto “Filictus”  (Feletto) perché ricco di felci o in quello più lontano di “Saltus” (Salt – Bosco). 
Ma io mi posso spingere ancora oltre fino al bosco detto
Populetus (pioppeto- Povoletto) o a Faganea (da fagus – faggio, Fagagna). Raramente sono andato fino a "Tricesimum” (Tricesimo, trentesimo miglio da Aquileia)), una stazione sulla via Julia Augusta. Per arrivare fin là conviene muoversi per la strada romana. 
Non mi sono mai recato fino ai poderi di
Cassius (Cassacco),  Fircellius (Fraelacco), Lonerius (Loneriacco) e Senius (Segnacco). 
Il prossimo inverno andrò a trovare i miei amici e dirò loro:
“Venite ad Octavianacum” per alcuni “dies festus” (giorni di festa). I miei cari amici Panius (Pagnacco), Martinius (Martignacco), Lavius (Laipacco), Leo (Leonacco), Caballus (Cavalicco), Atilius (Adegliacco) verranno qui “cum familias” per “bibere vinum meum” (bere il mio vino) e parlare delle nostre  “res bellicae” (imprese militari) del passato. 
I miei
“commilitones” sono di diversa provenienza. Alcuni vengono come me dalla pianura padana, altri direttamente da queste zone, altri ancora dal centro Italia, ma siamo in maggioranza “Galli” anche se di varie regioni. 
Abbiamo combattuto con Tiberio contro i Reti e poi contro i Pannoni in territori lontani. 
Mi vedo ancora, armato del mio
“pilum” (lancia) e del “gladium” (spada corta) e dello “scutum” (scudo) mentre rincorriamo il nemico in fuga. 
Ho subìto diverse
“vulnera” (ferite) di cui porto oggi alcune conseguenze. Alla fine della mia carriera, dopo che ho insegnato a tanti “iuvenes” le regole del combattimento, mi hanno premiato regalandomi questi terreni. 

MAPPA DI UNA ZONA DEL FRIULI CENTRALE 
dove ci sono forti tracce di centuriazione
CLICCA SUI BOTTONI A DESTRA
per seguire l'evoluzione dei toponimi fino ad oggi.

I nomi di località in rapporto con la centuriazione sono scritti in rosso

Il toponimo “Tavagnacco”, secondo alcuni studiosi di lingua friulana deriva dal nome romano Octavianus. Sarebbe stato il “cognomen”   o il “praenomen” del legionario romano che ricevette in dotazione il “praedium” su cui ora giace il paese.
Il primo documento che porta la denominazione del comune risale al XIII sec. d.c. parla di
“in villa Tavanaci” ed è in latino, mentre vi è uno successivo che dice “de Tavangiaco”. Possiamo affermare che Tavangiaco sia già praticamente Tavagnacco.

Ora vorremmo immaginare la storia oscura della trasformazione  di Octavianus in Tavagnacco.
Per indicare i terreni assegnati a
“Octavianus” si sarebbe potuto dire: “Eo ad Octavian-anum (praedium) / eo ad Octavian-acum (praedium)”, aggiungendo il suffisso latino o quello carno. 
Entrambi i nomi risulterebbero difficili da pronunciare. 

Nell’antica colonia sicuramente prevale il ceto carno per cui si indica la località con il nome di “Octavianacum”.

         1) Octavianacum, toponimo troppo lungo, viene accorciato in Tavianacum perdendo, si fa per dire, …la testa.

         2) In Tavianacum cadono via via le finali latine, fenomeno capitato in tutte le lingue neolatine: l’italiano ne ha persa qualcuna di meno rispetto al friulano, il francese ne ha persa qualcuna di più dell’italiano e del friulano. Diventa quindi, un poco alla volta – Tavianacu, Tavianac, Tavianà.

         3) Non sappiamo esattamente in quale momento, forse anche contemporaneamente alla perdita delle finali, accade un altro fenomeno all’interno della parola, la vocale “i” si sposta dietro la “n” e diventa più forte mente la “a” prende il suo posto: Tavianà  - Tavanià.

         4) Da qui a Tavangià o Tavagnà il passo è breve.