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I fiumi
Il
fiume più lungo della regione è il
Tagliamento (Tiliaventum) 172
km. Il Fella nasce dall’Alpe di Ugovizza, scende verso Camporosso, dove si trova lo spartiacque con l’Austria, passa per la Val Canale e il Canal del Ferro fino a sfociare nel bacino del Tagliamento Il fiume con maggior portata d’acqua è invece l’Isonzo (Aesontium) 130 km, teatro di sanguinose battaglie durante la I guerra mondiale. Nasce in territorio sloveno (Monte Iàlluz) dove scorre per la maggior parte del suo percorso. Entra in Italia presso Gorizia, riceve le acque del Vipacco (suo principale affluente) e del Torre. Arriva alla foce con molte anse. Sbocca nel golfo di Panzano attraverso il ramo della Sdobba, mentre il ramo Est della Quarantìa è stato chiuso nel 1937 perché portava disturbo ai Cantieri di Monfalcone. Il fiume Livenza (Liquentia), nasce dall’altipiano del Cansiglio ma può essere considerato un fiume friulano perché i suoi principali affluenti sono quelli di sinistra. Fa per un tratto da confine tra la nostra regione il Veneto. Il Natisone (47 Km) nasce in Comune di Taipana e sconfina in Slovenia per poi rientrare dal valico di Stupizza. Transita per Cividale, scorrendo dentro profonde rocce calcaree, fino a Buttrio. Si getta nel greto del Torre presso Soleschiano dove le sue acque si inabissano prontamente. Lo Iudrio nasce dalle Prealpi Giulie (Monte Còlovrat) e fa per un tratto da confine con la Slovenia; attraversa il Collio e scende in pianura, dove si immette nel greto del Torre poco prima della confluenza di questo nell’Isonzo. Fino al 1918, il suo intero percorso ha segnato la demarcazione fra il Regno d’Italia e l’Impero Austro-Ungarico. Il Torre (65 km) nasce dai Monti Musi, procede tra Cjampon e Gran Monte e discende incassato ai piedi della Bernadia, fino alla stretta di Crosis, dove incontra uno sbarramento artificiale. Dopo Tarcento e Nimis riceve il Cornappo. Da Zompitta l’acqua svanisce nelle le profondità del greto fino a Soleschiano e qui il suo bacino riceve il Natisone. Fa altrettanto con lo Iudrio per poi immettersi nell’Isonzo all’altezza di Pieris.
Il
Cellina e il
Meduna
nascono dalle Prealpi Carniche e sono affluenti
indiretto e diretto del Livenza. Entrambi detentori a monte di dighe
idroelettriche, giunti in pianura tendono ad inabissarsi. Il terreno montano e della
nostra alta pianura è calcareo e permeabile. I fiumi hanno spesso
difficoltà a mantenere le loro acque che penetrano nel sottosuolo. Per
questa ragione il Tagliamento,
il
Torre, il Cellina e il Meduna ecc... sono sovente in secca.
I
fiumi preoccupano talvolta per motivi opposti, in periodi di particolare
piovosità. Il Tagliamento ha gravemente allagato Latisana.
Il Cellina e il Meduna escono saltuariamente dai propri greti provocando danni
notevoli. Tutti ricordano l'alluvione del rio Uque che ha sommerso
Ugovizza nel 2003.
I laghi
Nella nostra Regione non ci sono grandi laghi. Le lagune
Le lagune
di Marano e di Grado
sono in realtà un unico
ecosistema diviso tra due territori comunali, delimitato a ovest dalla
foce del Tagliamento e grossomodo a est dall’Isonzo. Caratteristiche
per la flora e la fauna di “zona umida”, spesso vi sfociano fiumi di risorgiva come lo
Stella,
il Natissa, l’Aussa,
il Corno…
I canali
Come già scritto, la parte settentrionale della pianura friulana è contrassegnata dalla siccità dovuta al suolo molto permeabile.
Per queste ragioni in passato furono scavate diverse “Rogge” che attingevano l’acqua dai fiumi prima che questa sparisse nelle profondità del suolo. L’insieme delle rogge, che partiva da Reana del Roiale e Savorgnano, garantiva l’approvvigionamento idrico di Udine. Il loro corso faceva funzionare le macine dei mulini, le segherie, le officine e permetteva la lavatura dei panni in città. Proseguivano poi il loro cammino anche a sud di Udine. Va pure ricordato il canale Ledra - Tagliamento che prende l’acqua dai due fiumi, costruito soprattutto per l’irrigazione. |