Già nel XIII secolo si era segnalata la decadenza di Cividale, sito in una posizione piuttosto eccentrica rispetto alle vie di comunicazione. Nello stesso secolo il patriarcato si era trasferito a Udine. Con l’avvento della repubblica di San Marco accrebbe sempre più il ruolo della città centro - friulana.
I luogotenenti veneziani furono in genere gente capace e molti di loro diventarono successivamente dogi.

Le invasioni dei Turchi Bosniaci, verso il ’500, misero a ferro e fuoco il Friuli e furono deleterie per la popolazione e per l’economia della nostra zona.

Nel 1500 si estinse casato dei conti di Gorizia.
L’impero Austriaco ne ereditò possedimenti, così Massimiliano II d’Asburgo diventò sovrano del Friuli Orientale, dopo una guerra e  gli accordi di Worms (1521).

 

Già nel 1382 il libero comune di Trieste si era donato spontaneamente all’Austria nella speranza di ottenere benefici commerciali. Lo strapotere marittimo di Venezia non lasciò realizzare queste prospettive fino al XVIII secolo.

 

Nel 1511 alcuni violenti terremoti devastarono la regione e, come in tutta Europa, si ebbero rivolte delle popolazioni (affamate dalla carestia) contro i nobili. La repubblica  dovette riconoscere una nuova organizzazione sociale chiamata “contadinanza” che difendesse gli interessi della gente comune.

 

Nel 1593 Venezia fece costruire la città - fortezza di Palmanova, che però non fu mai utilizzata militarmente né contro i Turchi, né contro gli Austriaci.

 

Alla fine del  XVII secolo l’agronomo Antonio Zanon introdusse in Friuli la coltivazione del mais che portò grossi benefici alimentari alla popolazione. Ma il cereale stentò, in un primo momento, ad essere accettato dagli agricoltori.

 

Nel XVIII secolo cominciò ad affermarsi Trieste con una crescita della città in termini economici e di popolazione. Questo si verificò a fronte della decadenza della repubblica di Venezia e per le nuove iniziative commerciali intraprese sotto gli auspici degli imperatori Maria Teresa e Giuseppe II.

 

Nel 1797 arrivarono i francesi e sconfissero gli austriaci nella battaglia del Tagliamento. Con la pace di Campoformido, il Friuli fu ceduto da Napoleone Bonaparte al nemico, assieme a tutto il territorio della Serenissima. 
Ci fu una breve parentesi in cui il Friuli fece parte del Regno d’Italia napoleonico (sotto l’egida dei francesi, ritornati nel nostro paese.)

Nel 1818, essendo il Lombardo Veneto sotto dominio austriaco, il distretto di Portogruaro passò dalla provincia di Udine a quella di Venezia.

Il Friuli fu assegnato al Regno Sabaudo solamente nel 1866 dopo la III guerra d’indipendenza, mentre Gorizia e Trieste rimasero agli austriaci.

 

La fine del XIX sec. e l’inizio del XX videro una forte emigrazione verso l’America settentrionale, meridionale ed i Paesi europei.

A fine ‘800 si svilupparono a Trieste dei movimenti indipendentisti  e filo - italiani che culminarono con il fallito attentato a Francesco Giuseppe ad opera di Guglielmo Oberdan.

Il Friuli con i vicini Veneto e Trentino, furono teatro della prima guerra mondiale e la Venezia Giulia, passò al Regno d'Italia dopo la “grande guerra”.

 

Lo scontento italiano per i le risultanze del patto di Londra portò alla conquista dannunziana di Fiume, ratificata nel trattato di Roma del 1924 fra Italia e Jugoslavia con l'Istituzione del "Territorio Libero di Fiume".
Durante il dopoguerra il Friuli fu raggruppato tra le province della “Venezia Euganea”, mentre la Venezia Giulia, comprendente anche l’Istria, costituiva una regione a sè stante.
Il regime fascista instauratosi in Italia portò inevitabilmente il nostro paese in guerra a fianco della Germania.

 

La seconda guerra mondiale vide molti friulani impegnati sui vari fronti  bellici: in Grecia ed Albania, in Russia e in Africa. L’arrivo dei tedeschi dopo l’8 settembre del 1943 suscitò un’intensa attività partigiana in Carnia e nella Bassa Friulana e poi la formazione della Repubblica di Ampezzo, smantellata successivamente dalle truppe cosacche al servizio dei tedeschi. 
Durante la guerra si è avuto a Trieste l'unico campo di concentramento nazista in Italia: la Risiera di San Sabba, dove sono morte circa 5OOO persone, soprattutto ebrei.
Nel 1945 gli americani liberarono il Friuli con l’aiuto delle forze partigiane, mentre la Venezia Giulia fu occupata dalle truppe Jugoslave.
Parecchi istriani sono stati "infoibati"
dai "titini" solo per il fatto di essere italiani. Molti sono fuggiti dalla loro terra per paura di rappresaglie
Si calcol
a che se ne siano andati più di 350.000.

 

Dopo la II guerra mondiale, la maggior parte della Venezia Giulia passò alla Iugoslavia per cui si dovette accorpare in un’unica regione il Friuli e quanto rimasto della zona giuliana.
Fu anche istituito il territorio libero di Trieste che più avanti venne diviso tra zona “A” e zona “B”. Con il “Memorandum di Londra” del 1954 Trieste e la zona “A” tornarono all’Italia.
Nel 1963 il Friuli Venezia Giulia fu proclamato Regione a Statuto speciale.
Del secondo dopoguerra possiamo ricordare anche la tragedia del Vaiont del 1964 e il violento terremoto del 1976 che devastò una parte del Friuli Centrale
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