In epoca preromana il Friuli fu abitato prima dai Veneti e poi dai Carni.

 

I Carni erano una popolazione gallica (celtica) che aveva allontanato i primi occupanti e si era insediata (dal 400 a. c.) su tutto l’arco montano, anche carsico ed in pianura. Tre Regioni limitrofe Carnia, Carinzia e Carniola hanno preso nome da loro.
Secondo alcuni studiosi anche la parola Carso (che designa l’entroterra montano, non alpino, della Venezia Giulia) deriva dalla comune radice “kar”. La loro discesa dalle montagne preoccupò Roma che decise di intervenire militarmente.

La costruzione dei “castellieri” può essere fatta risalire soprattutto ai più antichi dimoranti, i Veneti. 
Erano villaggi fortificati, chiusi da mura o recinzioni e spesso anche da fossati. 
All’interno vivevano gli abitanti, svolgendo le proprie normali attività: agricoltura, allevamento e artigianato. 
Vi sono numerosi castellieri in Friuli: alcuni sono stati esplorati, molti restano ancora da scavare. 
Una parte dei primi è stata sicuramente abitata anche durante il medioevo.


I romani arrivarono nel II secolo a.c. (chiamati dai Veneti, assillati dall’espansione Carnica ai loro danni) e nel 183 a.c. fondarono la città di Aquileia dove prima esisteva, probabilmente, un villaggio dei Carni. Ma questi furono definitivamente assoggettati da Tiberio e Druso (figliastri di Augusto), solo poco prima dell’epoca cristiana.

Aquileia divenne progressivamente la quarta città dell’impero per numero di abitanti dopo Roma, Capua e Mediolanum (stimati in 200.000). Vi fioriva l’attività artigianale (vetro, ceramica, ambra, gemme, lavori in marmo…) il commercio, basato sul porto fluviale del Natissa nonché quello terrestre verso il Norico e l’Illiria che si appoggiava sulle molteplici e funzionali strade romane.
Giulio Cesare lasciò un’impronta rilevante, facendo costruire la città di “Forum Julii” (ora Cividale). Più avanti la sigla miliare “Fr. Julii” diventò anche il nome della provincia (mentre la città, nel medioevo, venne ad essere chiamata “Civitas Forojuliana” o “Civitas Austriae” da cui Cividale).

Il cristianesimo si sviluppò più rapidamente in periferia che al centro e dopo l’editto di Costantino, Aquileia diventò un’importante sede patriarcale.