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L’ORCO
Trae nome dalla divinità infernale
Orcus, presa dal mondo latino.
è un essere grande e potente come una
montagna, il terremoto (orcolat), una grandinata.
Può mutare aspetto
e sempre a danno degli uomini.
Diventa una grossa palla in grado di
rincorrere le persone per schiacciarle, oppure si trasforma in un asino
che inizia improvvisamente a scalciare.
Talvolta crea del ghiaccio sulla
strada e il malcapitato che scivola lo sente sghignazzare tra gli
arbusti.
Fa sbagliare sentiero al viandante e questi si ritrova la sera
al punto di partenza dopo aver camminato tutto il santo giorno.
In
Friuli si dice di un uomo che “sembra un orco” se è cattivo, antipatico
o semplicemente se ha la voce rauca.
Un giorno l’Orco capita dalle parti di Corno di Rosazzo, dove vive un
signore terribilmente avaro. Questo esempio di altruismo aveva una
figlia bellissima e altrettanto buona, ma egli l’avrebbe
tranquillamente sacrificata per denaro.
Dunque il taccagno, quando viene a sapere dell’arrivo dell’Orco, si
mette a ricercarlo e gli dice: “Se mi farai diventare molto ricco, ti
darò in sposa mia figlia”.
L’Orco lo conduce nel bosco e dichiara: “Qua sotto giace un gran
tesoro. Io scaverò un buco, mentre tu mi porterai, verso mezzanotte, tua
figlia su un carro trascinato da due buoi”.
L’Orco scava subito la fossa con le sue mani grosse come badili e verso
mezzanotte arriva fino all’inferno. Da lì estrae il tesoro e poi attende
il suo futuro suocero.
Intanto quello arriva a casa e dà ordine alla figlia di prepararsi per
lo sposalizio.
La ragazza si mette a piangere per la disperazione.
Allora la madre chiede soccorso alle fate del Colle di San Biagio che la
figlia aveva spesso aiutato nel lavaggio dei panni al ruscello.
Le buone
fate corrono in fretta nel bosco e, approfittando del buio, riescono a
rapire la figlia a quel padre snaturato, e questi nemmeno se ne accorge.
Quando l’uomo arriva sul posto, scorge l’Orco e, accanto a lui, un sacco
pieno di monete d’oro. Già stanno caricandolo sul carro, quando entrambi si
rendono conto che la sposa non c’è.
L’Orco vuole riprendersi il sacco,
l’uomo gli si oppone.
Ne nasce una lite tremenda e tutti e due cadono
dentro il baratro scavato dall’Orco, insieme al tesoro, al carro e ai
buoi.
La gente che vive attorno alla “Buca del Mare” racconta che durante
l’inverno si odono talvolta, le grida dei dannati, il muggire dei buoi e
il tintinnio delle monete d’oro provenienti da quel baratro. |