VERNISSAGE

Siamo andati a perlustrare in giardino per cercare un posto adatto ...
"Bisogna ripulirlo"

La gioia è uno stagno in ogni scuola!
Osservare - formulare ipotesi - sperimentare - trarre conclusioni - comunicare i risultati

Disegno n. 1
Pastello a cera 30*21
" Una ricerca
sulle tartarughe
in una vera biblioteca"

Disegno n 2
Pastello a cera:
30*19
"Il recinto della vasca è quasi pronto: si mette l'ultimo mattone. Titti riprende tutto con la telecamera"

Disegno n. 3
Pastello a cera
30*21
" Il lavoro procede velocemente: è stata messa anche una rete tra la terra e il cemento e così la vasca è praticamente finita"

Disegno n. 4
Pastello a cera
30*21
"Ci mettiamo in posa per fare la foto di gruppo con i muratori"

Progetto di un Percorso Didattico-Scientifico

Per chi non la conoscesse già, ecco

la storia dello"stagno" e dei suoi abitatori

raccontata dai bambini delle classi Elementari
di Via Reggio Calabria
In omaggio alla Maestra Titti
con tanti carissimi saluti!

1993 Uno stagno ancora da costruire
Mercoledì 31 Marzo è venuta la maestra Titti e abbiamo parlato del fIlmino che avevamo visto il lunedì precedente al laboratorio. La maestra ha chiesto a noi bambini di metterci a coppie per disegnare il nostro progetto. Come avevano fatto i bambini del filmino, abbiamo fatto una riunione per decidere se, dove e come possiamo fare uno stagno per ospitare le rane e i rospi che il WWF ci regalerà e le nostre tartarughe palustri che vivono nel laboratorio in un microambiente. Abbiamo realizzato un bel progetto e i disegni sono esposti nella nostra scuola.

Aprile 1993. Un progetto per lo stagno. Giovedì mattina è tornata la maestra Titti e ci ha detto che l'esperto del WWF, non potendo venire, le ha consegnato un disegno con il progetto. Lei lo ha disegnato per noi alla lavagna. In seguito siamo andati a perlustrare il giardino per cercare un posto adatto; esso doveva essere: terroso, con vegetazioni (ma senza pini) piovoso, provvisto di un tombino e di una presa d'acqua, ombroso e protetto dai gatti. Allora abbiamo fatto un bel giro per il giardino e abbiamo deciso che il posto giusto era un giardinetto interno nel quale la maestra ci ha ripreso con la telecamera. Ecco il progetto disegnato dal nostro compagno Giovanni con l'aiuto della maestra Titti.

Aprile 1993. Un esperto per dei consigli preziosi.
Oggi è venuto a trovarci Claudio, l'esperto del WWF. E' venuto per darci informazioni sullo stagno, su come costruirlo e cosa metterci dentro, e siccome avevamo dei dubbi, lui li ha sciolti. Ha controllato il nostro progetto e ci ha suggerito di utilizzare il rubinetto della presa d'acqua per riempire con il secchio il nostro stagno, soprattutto quando fa caldo e l'acqua evapora. Ci ha anche detto che qualsiasi pavimento utilizzeremo per il nostro stagno andrà bene per gli anfibi e ci ha suggerito di poggiare dei vasi con le piante sul fondale per far nascere così la vegetazione. Ci ha spiegato come fa la natura a fare gli stagni e che sono di due tipi: o perché il fiume esce dal suo letto e forma una palude o perché la pioggia riempie dei buchi nella terra. Ci ha indicato sulla cartina geografica le zone del Friuli e dello Slovenio che avevano molti stagni. E' importante che l'uomo costruisca degli stagni artificiali, perché così aiuta gli anfibi a vivere; Claudio ci ha raccontato che i rospi ululoni si sono adattati a vivere per due tre mesi soltanto nelle piscine abbandonate. Ha sconsigliato di mettere nel nostro stagno le tartarughe Pseudemide perché, essendo carnivore, mangerebbero sia i girini che le piccole rane e nemmeno i pesci rossi perché mangerebbero le uova degli anfibi. Ha consigliato invece di mettere dei diversi tipi di anfibi: il tritone punteggiato, il tritone crestato, il tritone normale, il rospo smeraldino e la rana verde minore. Siccome lo spazio che possiamo utilizzare per la costruzione del nostro stagno è piuttosto ristretto, ci accontenteremo dimetterci i cinque anfibi nominati sopra altrimenti se lo riempiamo troppo rischiamo di non permette agli anfibi di convivere felicemente e che magari alcuni di loro possono mangiare le uova degli altri. Siamo scesi poi nel chiostrino dove costruiremo il nostro stagno, Claudio lo ha trovato perfetto, come nuovo luogo e ci ha consigliato di lasciarci sia i due alberi che le due piante. Ora, grazie ai consigli di Claudio, preziosi ed indispensabili, ci sentiamo più sicuri ad andare avanti nella realizzazione del nostro stagno.

Dicembre 1993. Come realizzare il nostro stagno.
Ci siamo riletti il vecchio progetto dello stagno e ci siamo accorti che abbiamo bisogno di altre informazioni per realizzare il nostro stagno evitando errori irrecuperabili.
Ipotesi
Andrea: andiamo a visitare uno stagno naturale.
Alessandro e Claudia: visitiamo uno stagno costruito in un'altra scuola.
Filippo: non sono d'accordo perché non mi piace copiare.
Giulia: è vero, copiare vuol dire non pensare.
Federica: sono d'accordo con Filippo, ma è importante il confronto.
Ilaria: certo perché nel confronto si può evitare di commettere gli errori compiuti dagli altri e scambiarsi le esperienze. Alessia: ma per poter fare tutti da soli, bisogna documentarsi di più, soprattutto consultare i libri.
Andea: si potrebbe fare una prova realizzando il plastico dello stagno.
Teresa: ma ache per realizzare il plastico è necessario documentarsi.

Dicembre 1993. Domande rivolte ai libri sullo stagno.
Chiara: perché si costruiscono gli stagni e a cosa servono?
Andrea: quali animali vivono nello stagno e perché proprio quegli animali?
Ilaria: quali sono le cose che servono a far vivere bene gli anfibi che metteremo nello stagno?
Alessandro: quanto deve essere calda l'acqua dello stagno e quanto deve essere alta? Jessica: bisogna dare da mangiare agli anfibi?

Gennaio 1994. Risposte dei libri.
1) Siccome è sempre più difficile per la natura fare uno stagno, ci vuole l'intervento dell'uomo. Che costruendo gli stagni artificiali, consente agli anfibi di vivere e di evitare così la loro estinzione.
2) Nello stagno naturale possono vivere: crostacei, pesci, rettili, anfibi, anellidi, molluschi, insetti, aracnidi e insieme formano un ecosistema.
3) Per evitare i pericoli di morte per i nostri anfibi d'acqua, non metteremo gli insetti voraci come la nepa, la notonetta, l'idrometra, il ditisco, invece dare molta importanza alla vegetazione, alla presenza degli insetti commestibili per gli anfibi e al clima umido (ombra e acqua) ……………………………………………………. Febbraio 1994. Parlano i costruttori dello stagno.
Venerdì 14 è venuta la maestra Titti e ci ha detto che lunedì 17 i muratori avrebbero iniziato lo stagno. Ci sono voluti più giorni e in questa settimana hanno messo i mattoni e preparato la calce. Prima di iniziare a mettere i mattoni, hanno scavato ancora, perché la buca che avevano fatto l'anno scorso, era troppo bassa e troppo piccola. Finito di mettere i mattoni e scavare, hanno messo della pozzolana. Siamo scesi parecchie volte giù nel giardino, però sempre a gruppi di sei o cinque bambini. Mi è piaciuta l'esperienza del passamano e mi divertivo molto a passare i mattoni ai miei compagni. Mi interessavo a guardare il muratore che cementava i mattoni e la rete. Poi Pietro il muratore ci ha fatto vedere la stella sul cemento. Finita la parte dello stagno, abbiamo messo i mattoni in filo, per fare l'aiuola con della sabbia scura. E' stata una bella faticata portare i sacchi di sabbia scura perché pesavano circa 30 o 40 Kg! Poi Titti ci ha ripreso con la telecamera e ci ha fatto le foto. Giulio ha potato un albero perché non dava luce allo stagno, con i suoi lunghi rami. Adesso che è finita la parte in muratura dello stagno, ci metteremo l'acqua… e poi tutto il resto, per farci vivere le rane, i rospi e i tritoni crestati. Come sarà bello lo stagno pieno di vita!

Febbraio 1994. Lo stagno è finito: l'abbiamo riempito d' acqua.
Abbiamo provato oggi a mettere l'acqua nello stagno. Tutti noi bambini tenevamo a turno il tubo dell'acqua. Io ero emozionato come i miei compagni e c'era qualcuno che rischiava anche di cadere dentro lo stagno! Ad un certo punto, tutti in fila, tenevamo stretto il tubo dell'acqua, mentre la maestra Titti ci riprendeva con la telecamera. C'è voluto molto tempo per riempire tutta la vasca! Ma, alla fine, ci siamo riusciti e il nostro stagno è diventato splendente. Chissà come si troveranno bene i nostri anfibi lì dentro!

Febbraio 1994. Il giardino dello stagno. Il nostro stagno non è formato solo da una vasca, ma da un giardino diviso in aiuole. Intorno alle aiuole ci sono dei mattoni perché servono da confine. Nell'aiuola, sotto la vetrata dell'ingresso, sono disposti dei mattoni nel centro, in lunghezza, perché, quando nello stagno ci saranno le rane, non dovremo pestarle quando si fanno il loro giretto! Al centro dell'aiuola c'è un albero che fa molta ombra. C'è anche un altro albero, una pianta d'ortensia che abbiamo potato, ma che ha già tante gemme. Nell'aiuola lunga abbiamo piantato i bulbi di vari fiori: crocus, fresia, iris …. E nello stagno una ninfea!

Febbraio 1994. Lo stagno prende vita! Oggi è venuta la maestra Titti e ci ha detto che sarebbe venuto Claudio. Egli ci ha fatto vedere vari animali e piante, il primo animale è stata la raganella, poi il rospo smeraldino e le piante. Sulla raganella ci ha detto che aveva il pollice marrone e che saltava molto ed era più piccola del rospo smeraldino; ce lo ha fatto vedere che era tutto brufoloso e marrone e che si poteva attaccare dovunque. Poi ha detto che doveva prendere quattro bambini alla volta, ma per noi ha fatto un' eccezione e ne ha presi sei: Nicola, Andrea, Alessandro, Jessica, Ilaria ed io che mi chiamo Alessia. Gli altri miei compagni sono rimasti in classe e noi siamo andati a lavorare. Appena siamo scesi ci siamo messi le calosce e siamo entrati nel giardino. La maestra Titti ci ha ripreso mentre noi mettevamo tutte le piante nello stagno e le uova di rana agile e mentre noi facevamo questo lavoro, due bambini, Alessandro e Andrea, scavavano una buca per metterci dentro una bacinella che sarebbe servita per i tritoni punteggiati. Abbiamo sistemato le piante nello stagno e abbiamo formato una specie di tana per tutti gli abitanti; poi dopo aver fatto questo, abbiamo cominciato a pulire tutto il giardino.

Canzone sullo stagno.

Ma che bello questo stagno Quasi quasi mi ci bagno.
"No, no, no! Non si può", grida il rospo. "Ferma, stop!". Il tritone punteggiato
fa l'occhietto al crestato
ed insieme, mattacchioni, mangian due bei vermoni. Ecco arriva la ranocchia,
fa una bella giravolta;
poi saltella qua e là
ed infine se ne va.

 

Ode al rospo

Un giorno il rospo canterino Saltò nel mio giardino! Quando me ne accorsi Chiamai subito i rinforzi!
Ero troppo spaventata
E mi feci una risata!
Poi lo vidi: era buono! Proteggetelo: lui è un dono!

Federica

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