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L'ultimo lupo ipertesto tratto dal romanzo di Mino Milani

Il Vecchio

LA

VECCHIAIA

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ENDE

FORSE

CIECHI GLI ANZIANI?

NO! LORO

CONOSCONO,

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INIMA PARTE DEL POSTO

IN CUI VIVONO. P

ORTARLI VIA SAREBBE UN ATTO IMPERDONABILE

vecchio

Viveva

Eremita

Chiuso in

Casa e per

Hobby amava

Intagliare

Oggetti di legno


Un vecchio rimane in un paese e si chiede se valga la pena di restare, ma si rende conto che non puo' farne a meno, perche' nell'acqua, nell'erba, nelle piante c'e' qualcosa di suo da cui non puo' staccarsi.

uno dei nostri vecchiSpesso gli anziani restano coinvolti in un fenomeno molto grave che scatena nella loro mente un innumerevole insorgere di dubbi: l'emigrazione dai paesi verso le citta'.
Molti anziani seguono le famiglie dei figli e dei nipoti verso le citta' e in solo vent'anni il proprio paese rischia di rimanere abitato da una sola persona.
Questa si pone mentalmente due principali domande: restare o andare? Si trova costretta a cercare delle ragioni. L'anziano in ogni punto di riferimento come il fiume, l'erba, il bosco ritrova qualcosa di se stesso e deprivarlo di questi elementi sarebbe un danno interiore a suo discapito.
Il vecchio e' infatti, facendo riferimento alla poesia "Perche' restare" di Giorgio Caproni, con se stesso perche' se neanche lui facesse da leva e da supporto per il suo spirito morale sprofonderebbe in un pozzo oscuro: la vera solitudine.
Infatti non vuole fare come il grillotalpa che, nella notte va in cerca d'altro buio.
Oltre tutto in paese ha un suo interlocutore. se stesso. In citta' non lo avrebbe perche' c'e' troppo rumore, il rumore vago lo soffoca se il rispetto per gli anziani ridotto al minimo causerebbe un ulteriore danno morale, perche' per gli anziani un danno morale e' paragonabile a una lesione dell'animo e quindi una morte interiore. Infatti, molte volte, la loro mente non e' capace di proiettarsi sul futuro ed ogni episodio puo' suscitare ricordi dai piu' svariati e terrorizzanti che nella loro mente hanno costituito un chiodo fisso ai piu' felici e belli. Infatti un giorno ero a casa di nonno davanti al focolare e ogni tanto si sentiva un crepitio di brace emerso da chissa' dove e svanito nel nulla. Stavamo parlando dei conflitti tra America e l'impero di Saddam Hussein e dicevo che non doveva preoccuparsi perche' era una guerra lontana e, sicuramente non ci avrebbe coinvolto quando il volto di nonno divenne triste. Parlo' della guerra e disse che spesso partono da lontano e coinvolgono lo stesso i Paesi piu' distanti o cercato ho cercato di deviare il discorso, per non portare a ricordi atroci.
Un obiettivo importante dell'anno 1999 che anche Oscar Luigi Scalfaro ha ricordato e' quello di incrementare il rispetto verso gli anziani.
Gli anziani spesso, si vogliono rendere utili fino alla fine ella loro esistenza e ne hanno tutte le capacita' sia intelletive che motorie.
Sono vere e proprie casseforti di saggezza e la maggior parte di loro raccomanda sempre di risolvere i problemi pacificamente perche' la guerra porterebbe ulteriore scompiglio
Nel libro "L 'ultimo lupo" di Mino Milani si narra di un vecchio di nome Calvi Mario che a 84 anni assiste al progressivo e sempre piu' rapido spopolamento del proprio paese natio. Un giorno viene convocato dal sindaco che gli dice che deve andarsene al piu' presto possibile e che, uno dei suoi nipoti Giovanni verra' a prenderlo per portarlo in un ospizio a Vallunga: "Casa Serena" Mario Calvi oppone resistenza ma, alla fine, si convince. Una volta a Casa Serena le partite a carte, gli amici, la TV vengono da lui ignorati e trascurati, nonostante l'ordine e la pulizia efficiente, Mario si sente estraneo da quel luogo perche' ha bisogno di quell'aria alpina che da anni e anni ha respirato e di quella dolce melodia diffusa dagli usignoli che sembrava sottolineare un solenne inno.
Secondo me la tutela dei diritti degli anziani e' molto importante.
Una maggiore sensibilizzazione da parte dei mezzi informativi come Mass Media ecc... e un maggiore interesse sociale verso gli anziani e una migliore occupazione di loro, sarebbero eccellenti dato che ci si puo' occupare benissimo dei profughi albanesi e kosovari.

Paolo


vecchi e giovaniL'abbandono degli anziani e' un problema che richiede di essere affrontato. Negli ultimi tempi, in classe, abbiamo trattato spesso questo argomento, presente nel libro "L'ultimo lupo" e la poesia "Perche' restare" . In entrambi i testi , si parla di un anziano rimasto solo nel proprio paese, che lotta per potervi rimanere. Per ogni personaggio la forza di restare e' data da cio' che li circonda e dal fatto che sono da sempre in quel luogo e lasciarlo significherebbe morire. Giorgio Caproni , nella poesia, tratta infatti lo spopolamento dei paesi verso la citta' dopo la II guerra mondiale; dice che il paese e' ormai vuoto , ma vi e' rimasto un solo uomo che, nonostsnte la sua eta' avanzata, e' convinto: vuole rimanere nella sua casa. Anche Mario Calvi , il protagonista del libro , la pensa in ugual modo. Sa bene che in un ospizio, riceverebbe cure ed attenzioni, sarebbe in compagnia di altre persone....???
Ma non avrebbe mai potuto fare di quella sua casa, restare sarebbe come tradire se' stesso??? Tutte e due gli anziani vedono nella natura del paese natio, qualcosa che hanno da sempre, che non intendono lasciare. Pur essendo cieco, un anziano vedrebbe nella propria casa perche' la conosce. Nella citta', un luogo per qualcuno " estraneo" invece, si sentirebbe perso, non riuscirebbe piu' a parlare con la propria anima. Come un mondo buio, senza luce alcuna, senza calore.
Tutte le persone anziane, hanno una tale sensibilita' nel vedere le cose, una sensibilita' che noi non riusciamo a comprendere e la tralasciamo, non consideriamo il legame, quel rapporto d'affetto venuto a formarsi con il proprio paese in una vita intera. Cosi', pensando di fare il meglio, li portiamo in case di riposo o li chiudiamo in un appartamento con donne di servizio. Li' trovano invece la solitudine, il dispiacere. Si sentirebbero prigionieri. Noi, pensiamo di capirli, ma certe esperienze non si riescono a comprendere, fin quando non si vivono personalmente. Alcuni anziani si mostrano legati ad usi ed oggetti antichi, altri si divertono con persone della loro stessa eta', alcuni desiderano restare con i propri figli e nipoti. Ci sono momenti in cui "portiamo" molti dispiaceri ai nostri nonni. Mi e' capitato tante volte di ignorarli, di fingere di ascoltarli e pensare ad altro ed attendere che stiano zitti. Invece comprenderli mi porterebbe a capire il vero aspetto delle cose. Mi riferisco a quando vengono delle amiche e il nonno cerca di essere gentile, noi ce ne andiamo; quando vogliono aiutarci li respingiamo; a volte e' impossibile discutere con loro e lasciamo perdere. E' proprio cosi' che gli rechiamo "ferite" che li fanno sentire perduti. Si considerano un peso, perche' loro voglio dimostrarsi utili, non sopportano di rimanere inattivi e dipendere dagli altri. Si sentono fuori dal tempo, completamente dimenticati come una ruota che gira a una velocita' incredibile e loro, loro non riescono a fermarla...
Anziani seduti sui muretti a scrutare l'orizzonte, a salutare l'ultima luce del giorno che scompare lasciandogli un ricordo una carezza sul viso. E la sera che viene, il cielo diventa bruno, ecco la luna che spunta. " E un altro giorno se ne va" sospirano i loro occhi lucidi.
Vecchi seduti a fissare un punto, senza guardarlo, senza parlare; pensando a qualcosa, forse a nulla, forse alla loro infanzia, o forse attendono la morte.
Non lo so non riesco a capire e se cerco di indagare, mi guardano, aprono la bocca -silenzio- poi si voltano. Mi rendo conto che e' un segreto e lascio perdere. Gli anziani sono strani: sono testardi a volte, pensano che sia tutto come una volta, amano raccontarti le loro esperienze, sanno essere premurosi e severi.
Ogni persona anziana, deve vivere quel poco che gli resta, come vuole, senza essere costretta a scelte non proprie.

Giulia


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Progettazione e realizzazione ipertestuale, grafica, HTML, a cura di Claudia Valentini.
Progettazione, organizzazione, realizzazione didattica a cura di Luciana Pace.
Istituzione: Direzione Didattica G.Galilei AQ.
Realizzato nell'anno scolastico 1998/1999.