SEQUENZE NARRATIVE-DESCRITTIVE-RIFLESSIVE-DIALOGICHE
Sequenze della prima macrosequenza
- La frazione si chiamava Fonterossa: una ventina di case aggrappate alla montagna strette attorno a una piccola chiesa. Il paese vero e proprio quello col bar, la posta, la parrocchiale, il negozio ed il sindaco era sette chilometri a valle.
- Tutti erano andati via, tutti tranne lui, Mario Calvi. Non aveva nessuna paura di restare da solo lui. Perché andarsene?
Sequenze della seconda macrosequenza
- Quando Mario si ritrovò senza lavoro andò a parlare con il sindaco ma questo gli disse: "Eh no, Mario, mi spiace, non posso passarti la paga." Devi riposarti. Ho parlato con tuo nipote Giovanni, gran brava persona. Ti vuole bene. Si preoccupa della tua salute. Infine parlò severo: " Devi andartene A Vallunga, in una casa di riposo".
- Mario aveva lottato fino a quando aveva capito che era tutto inutile. Infine aveva risposto con un filo di voce: "Va bene".
- A Casa Serena la vita scorreva monotona: no, non gli piaceva. Tutto era in ordine, pulito, le lenzuola di bucato…. Era rimasto ad ascoltare i colpi di tosse, i lamenti dei tre vecchi, che dormivano nella stessa stanza.
Sequenze della terza macrosequenza
- Sei, sette giorni di attesa che il nipote andasse a trovarlo, di passi sempre più stanchi nel giardino. Poi decise e studiò la cosa.
- Di lì a 11 giorni attese con pazienza la libera uscita e se ne andò al caffè con due compagni. Nessuno badò a lui quando prese la strada che doveva prendere e sparì.
- Tre giorni, tanto impiegò a tornare a casa. Gliela aveva fatta a quelli di Vallunga!
IL RAGAZZO
Sequenze della prima macrosequenza
- Enzo, dodici anni, un ragazzo come gli altri, niente di speciale. Giocava a calcio ma non aveva la stoffa del campione. A scuola andava né bene né male. Andava a lezione di tennis e di inglese. Dopo queste due cose venivano i vedeogames alla pari con gli amici e la TV. Trovava giusto sentirsi esattamente come gli altri.
Sequenze della seconda macrosequenza
- Enzo viene spinto da Melania (di cui è innamorato) a riflettere sulla fuga dello zio Mario del quale aveva imprudentemente parlato in classe.
- Melania vorrebbe saperne di più, ma Enzo è seccato perché in classe qualcuno lo aveva chiamato "il nipote del solitario".
- Il ragazzo mortificato per l’atteggiamento di Melania che lo "ignora" palesemente, si informa sulla sorte dello zio Mario. La ragazza gli confida che anche lei aveva avuto uno zio, che però non era riuscito a "scappare". Riflette infine sulla necessità della fuga.
Sequenze della terza macrosequenza
- Un mese e mezzo. Sulla faccenda Enzo non era più tornato e nemmeno Melania. Poi un giorno il papà annunciò che sarebbe andato a Fonterossa con gli amici per una battuta di caccia e avrebbe portato anche Enzo.
- Il ragazzo cercò di opporsi, ma con moglie e figlio contro l’uomo si sentì più deciso ad imporre la sua volontà.
- Avendo saputo dalla mamma che si trattava della caccia "all’ultimo lupo", Enzo tornò sulla decisione e si preparò a seguire il babbo a Fonterossa.
IL BOSCO
Sequenze della prima macrosequenza
- Un tempo lontano il bosco ricopriva non solo le montagne, ma la valle intera e la pianura che scendeva verso il fiume. Era tutto una immensa foresta prima che gli uomini venissero e con le loro scuri cominciassero ad abbatterla per ricavare terreni da coltivare e sui quali costruire capanne e recinti.
….Lo avevano ricacciato sempre più indietro, sempre più lontano e più in alto. Campi, case, fattorie, dapprima poi paesi e città e fabbriche avevano preso il posto degli alberi.
- Come l’uomo non aveva pietà degli alberi, che abbatteva quando voleva, così il bosco non aveva pietà del bambino che aveva perduto la strada, né dell’uomo che si era fatto sorprendere dalla nevicata.
- Un tempo era stato "un dare e un avere". Il bosco aveva fornito cibo umile e l’uomo pur sfruttandolo, lo aveva aiutato a rimanere "vivo" tagliando gli alberi ormai vecchi ripulendo le sorgenti, domando gli incendi.
Sequenze della seconda macrosequenza
- In seguito gli uomini si erano accorti di non avere più bisogno di terreno, di non avere più bisogno del bosco e l’avevano abbandonato.
- La selvaggina sopravvissuta si era moltiplicata: lo sparviero, le volpi, le vipere, le faine, le donnole e i cinghiali avevano fatto la loro comparsa fino alle case del paese.
Sequenze della terza macrosequenza
- La porta si aprì ed Enzo vide lo zio: era alto, anche se stava curvo, magrissimo, capelli bianchi arruffatissimi, braccia molto lunghe, grosse mani strette a pugno; vestiva un vecchio abito, che era stato nero, calzava grosse scarpe slabbrate. Aveva un volto scavato, lungo, secco, occhi attenti e cauti.
- Enzo guardava sottecchi lo zio e pensava con sgomento alla povertà di quella baracca, assediata dalle erbacce, dalle mura di pietra e mattoni sconnessi.
- Il ragazzo cercò disperatamente di andar via da quel posto e quando vide il padre allontanarsi si sentì abbandonato a se stesso.
Sequenze della quarta macrosequenza
- Il ragazzo seguì lo zio verso il bosco: ad un tratto cominciò a farsi sentire un rumore d’acqua, chiaro e gaio, il silenzio si fece più profondo e il profumo più intenso.
- Sebbene riluttante assaporò una fragolina, lo zio gli fece notare le tracce delle bestie e poi vide la valle: "di fronte a loro, fino a perdita d’occhio, cime e dorsi uguali e solenni, come se tutto il resto del mondo fosse montagna". L’indifferenza del ragazzo si incrinò.
- Lo zio rivolgendosi ad Enzo chiese la sua opinione sulla caccia e fece comprendere esplicitamente il suo disaccordo.
- La sera fra Enzo e lo zio si instaurò un delicato rapporto confidenziale. Parlarono della fuga dall’ospizio ed Enzo scoprì nelle sue parole le stesse riflessioni che aveva già fatto Melania: "Quando uno scappa, ce l’avrà il suo motivo, no?
- Il vecchio portò gradualmente Enzo a riflettere sulla vita: "La vita è una cosa complicata" disse "ma per questo è bella". Quindi aggiunse: "E poi vedi non c’è niente di cui aver paura".
Sequenze della quinta macrosequenza
- Tornati a Fontrerossa, dopo aver fatto una breve escursione in paese trovarono il babbo con i suoi compagni di caccia. Enzo provò una certa delusione: avrebbe preferito rimanere ancora con il vecchio per tornare nel bosco.
IL LUPO
Sequenze della prima macrosequenza
- Gli amici del babbo, pieni di entusiasmo, coinvolsero Enzo nei preparativi: gli chiesero di controllare i fucili di precisione, gli mostrarono le fotografie del lupo avvistato e lo trattarono come se fosse un esperto. Egli ne fu felice.
- Durante la cena lo zio mise in dubbio la presenza del lupo ed Enzo percepì chiaramente la sua ostilità.
- Enzo cercò di decidere con chi stare: se con lo zio o con il babbo e i cacciatori.
- Non poteva più stare dalla parte di quell’uomo: in poche ore fra loro si era come scavata una fossa. Si addormentò con un filo di rimorso.
Sequenze della seconda macrosequenza
- Il babbo affidò Enzo a Pietro, il cacciatore più esperto. Sulla soglia della casetta incontrò lo sguardo dello zio e ne fu quasi spaventato.
- Arrancò faticosamente nel bosco dietro a Pietro, che grande e grosso avanzava, guardava dappertutto, si fermava chinandosi ad osservare il terreno. Parlava sommessamente tra sé, si voltava a guardare Enzo, chiedendogli in silenzio se tutto andava bene.
- Dopo tre ore di cammino Enzo s’era sentito stanco e l’emozione era sparita. Si andava convincendo che non avrebbero mai trovato il lupo senza l’aiuto dello zio.
- Pietro sosteneva che il lupo era ormai in fuga, spaventato, stanco e dunque in svantaggio. Perciò l’avrebbero preso.
- Enzo fu turbato da queste parole e dal tono con il quale Pietro le aveva pronunciate. Erano parole crudeli. Il suo pensiero volò a Melania per via di quello zio che non era riuscito a scappare. Forse si era fermato, anche lui, s’era nascosto e lo avevano preso.
- L’idea del lupo che viveva solo e fuggiva inseguito dai cacciatori si sovrappose a quella dello zio Mario.
- Enzo venne spedito a perlustrare una zona poco distante. Procedette cauto, gli occhi al terreno… s’immobilizzò. Fu percorso da un brivido. Trattenne il respiro, annusò l’aria. Era un odore di selvaggio. Odore di lupo.
- Guardò in un buco della roccia. Adagio allungò il braccio, scostò i rami: vide il lupo. Non ebbe né paura né sorpresa. Nulla. E quegli occhi risposero al suo sguardo.
- Il lupo giaceva sul terreno della caverna, giaceva su un fianco, le zampe in avanti, in un atteggiamento di infinita stanchezza; guardava il ragazzo con grandi occhi liquidi come di lacrime selvagge…
- Immobile Enzo sostenne lo sguardo, poi cominciò a farsi indietro, adagio, gli occhi negli occhi liquidi del lupo. Infine si volse e scese la china quasi fuggendo.
Sequenze della quarta macrosequenza
- Un bidone, ecco cos’è. Non c’è nessun lupo. Se ci fosse stato l’avremmo trovato. Il babbo e gli amici, pieni di malumore s’erano scambiati battute e imprecazioni.
- Enzo non sapeva cosa provava: se essere pieno di rabbia o di gioia, di delusione o di trionfo. Aveva tradito? Forse si non dando l’allarme aveva tradito i cacciatori, non certo lo zio e nemmeno il lupo.
- Quando Enzo alzò gli occhi dal piatto incontrò quelli dello zio che lo fissavano. Fu certo che lo zio aveva capito e che sapeva tutto!
LA VITA
Sequenze della prima macrosequenza
- La sera stessa, al momento della partenza, Enzo provò un forte sentimento di rimpianto, di rammarico, di addio. Lo zio furtivamente rivolse al ragazzo parole di ammirazione: ragazzi come te, non ce ne sono. Tu l’hai salvata, hai salvato l’ultimo esemplare di femmina rimasta. Hai salvato l’ultimo lupo.
- Enzo rifletté sulla sorte dello zio: "Lo zio non sarebbe mai veramente morto. Avrebbe smesso di respirare, si, ma la sua anima sarebbe andata nei boschi, per mettersi con i lupi e le altre bestie del bosco, e correre con loro". "E solo io" si disse Enzo " saprei dove trovarlo.
Sequenze della seconda macrosequenza
- Enzo raccontò a Melania la sua avventura e ritrovò ancora una volta, le parole dello zio in quelle della ragazza: "Com’è complicata la vita vero?"
- Enzo chiese spiegazioni a Melania circa suo zio e la ragazza gli svelò che era stato costretto a fuggire per via di quel cognome…lungo la sua strada non aveva incontrato nessuno disposto a salvarlo…
- Enzo ora si sentiva veramente diverso dai suoi compagni: lui aveva salvato l’ultimo lupo e adesso sapeva che la vita era complicata ma che non c’era nulla di cui aver paura.
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Progettazione e realizzazione ipertestuale, grafica, HTML, a cura di Claudia Valentini.
Progettazione, organizzazione, realizzazione didattica a cura di Luciana Pace.
Istituzione: Direzione
Didattica G.Galilei AQ.
Realizzato nell'anno scolastico 1998/1999.
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