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Progetto
scientifico

La ricerca didattica in campo scientifico è una
delle connotazioni essenziali del nostro Circolo ormai da più di
un decennio. Molte sono le consapevolezze teoriche e le "buone pratiche"
che oggi costituiscono bagaglio condiviso e irrinunciabile degli insegnanti.
L'analisi e le valutazione delle esperienze fino ad oggi realizzate portano
gli insegnanti ad evidenziare alcune criticità ancora attive in
alcuni aspetti specifici del "fare scienze": il rinvenimento
di un efficace modello di programmazione "per laboratori", la
capacità di accompagnare esperienze ben condotte ad una pluralità
di occasioni di modellizzazione, la capacità di far convergere
- senza dispersioni - i materiali più significativi in una documentazione
ben strutturata ed efficace, articolata nei vari supporti (compreso il
multimediale).
La programmazione di un laboratorio scientifico implica come è
noto una serie di scelte condivise afferenti ai tempi, agli spazi, ai
materiali, ai modelli operativi-valutativi, al tipo di relazione che si
intende stabilire tra l'adulto e il singolo allievo, l'adulto e la classe,
i pari tra loro. Queste scelte influiscono necessariamente sull'andamento
del laboratorio. Determinano comportamenti, osservazioni, riflessioni,
favorendo certi apprendimenti piuttosto che altri. L'anello ancora debole
della fitta trama di esperienze di laboratorio che il circolo può
vantare, sembra essere sostanzialmente una declinazione più accorta
e consapevole del progetto generale nelle singole realtà di classe
e sezione.
Dato il progetto di massima, espresso con correttezza di approccio, come
programmare il laboratorio? Quali aspetti privilegiare, come portare le
scelte finora inespresse ad una chiarezza che tenda a rendere il progetto
comprensibile anche da terzi e, soprattutto, padroneggiabile da tutti
i componenti del team?
Una delle scelte discriminanti e più difficile da esplicitare appare
essere quella dei materiali. La proposta dei materiali da osservare e
"studiare" nel laboratorio implica da parte degli insegnanti,
la conoscenza di potenzialità percettive e cognitive specifiche.
E' necessario che gli adulti gestiscano almeno in parte la complessità
di proprietà e caratteristiche di ogni materiale sottoposto ad
analisi. Il materiale diviene un "problema" quando si mette
in contatto e relazione con altri materiali, quando lo si osservi potenziando
le nostre capacità percettive attraverso strumenti come lenti,
microscopi, etc.,quando lo si "obblighi" a raccontare di più
di sé attraverso il cambiamento delle condizioni iniziali (immissioni
di variabili).
Come è evidente, ognuno di questi passaggi va previsto e organizzato
programmato, appunto. Il laboratorio scientifico terrà sempre,
come orizzonte di riferimento, l'intreccio di tre dimensioni irrinunciabili
"FARE - DIRE - PENSARE". Al laboratorio come metodo si affianca
ora la possibilità di far frequentare ai bambini un vero e proprio
laboratorio di scienze, attrezzato con
trumenti e apparecchiature scientifiche selezionate. Il lavoro nel laboratorio
scientifico non dovrà essere però pensato come luogo di
"esercizio" di
alcune prassi più o meno comprese o padroneggiate. E' un luogo
che offre momenti di stimolo ulteriori, di cambiamento di prospettiva,
di sollecitazione formativa attraverso un intenzionale conflitto cognitivo.
"Un laboratorio scientifico si presta ad un uso saltuario, anche
se programmato, ed è una cosa importante, ma diversa dalla classe-laboratorio,
provvista di una varietà di oggetti, materiali, strumenti di uso
comune, che possono essere direttamente utilizzati, o con cui si possono
costruire semplici attrezzature per un uso sperimentale delle scienze.
Ma soprattutto è un' aula in cui esiste uno spazio (che può
anche ridursi ad un banco libero, ad un tavolo, al davanzale, al ripiano
dell'armadio) in cui si possa lasciare per tutto il tempo che è
necessario un "esperimento" montato, un allevamento delle piante,
una collezione in allestimento. Questo è tanto più necessario
per la biologia, i cui fenomeni sono spessi lenti e graduali, devono svolgersi
in tranquillità e necessitano di osservazioni ripetitive---"
(G. Torosantucci, M. V. Missoni)
La dimensione di quotidiana familiarità, di abitudine e cura nei
confronti dei materiali di laboratorio in classe prepara ad osservare
in maniera accorta e sistemica gli esperimenti di laboratorio scientifico:
un laboratorio di "secondo livello" a cui si accede con delle
competenze solidificate attorno all'esperienza del quotidiano, problematizzata
attraverso il gioco cognitivo condiviso dal gruppo e articolato nella
dimensione dell'apprendimento di tipo cooperativo.
Il "fare, dire, pensare" come dimensione della formazione (scientifica)
entrano a pieno diritto anche nel laboratorio attrezzato d'istituto o
di Scuola, che dovrà rifuggire da banalizzazioni (sintesi univoche
e lontane dall'esperienza) o da "scolasticizzazioni" che riducono
l'esperimento ad una prassi lontana da ogni relazione con l'esperienza
dei bambini (e spesso degli adulti).
Il laboratorio dovrebbe concludersi con l'elaborazione di un modello "provvisorio"
che fornisca, per così dire, un fermo-immagine sul "momento"
dell'apprendimento, immagine che può, di volta in volta, essere
collettiva o personale. Il linguaggio di ogni singola modellizzazione
potrebbe variare: un disegno, una modellizzazione plastica, un particolare
riassunto, appunti personali (classi avanzate della primaria).
Accompagnati sempre da una legenda-mediata dall'insegnante per piccoli
gruppi che ne sveli la simbologia. Noi perseguiamo la modellizzazione,
infatti, proprio per questa sua capacità di portare l'alunno ad
esprimere una percezione ad un livello complesso di rappresentazione.
UN GRUPPO DI LAVORO PER PROGRAMMARE INSIEME
Un' attenta programmazione del laboratorio può fornire a tutti
gli insegnanti del team utili elementi di valutazione del percorso esperienziale
e didattico. Può essere il momento in cui si chiariscono dubbi
strategici o metodologici, soprattutto quando è il team a prendersi
carico della difficoltà logica o scientifica che si vuol proporre
agli allievi. La programmazione per classi parallele può, una volta
correttamente impostata nei suoi elementi organizzativi e didattici, fornire
un reale raccordo tra le classi e sciogliere monte almeno parte della
complessità che l'attivatore si trova ad affrontare,
così come indirizzare l'occhio dell'osservatore su focus condivisi
a livello programmatico.
Il raccordo si gioca a livello di ordini di scuola diversi. Programmare
insieme i laboratori potrà dare l'occasione di fissare in concreto
significati e valori condivisi, dando ai singoli insegnanti la possibilità
di confrontarsi con declinazioni diverse dagli stessi problemi cognitivi,
indovinando utili propedeucità e valorizzando le esperienze pregresse
nel momento in cui si studiano i modi di far evolvere positivamente ciò
che già è posseduto.
Il gruppo costituito nel presente a.s. da insegnanti di Scuola dell'Infanzia
e Primaria, ha come finalità il rinvenimento, (attraverso un apposito
studio/documentazione da parte di ciascun componente) di routine percettivo-simboliche
afferenti alle scienze, da svolgersi quotidianamente nelle singole classi/sezioni.
Tale attività verrà programmata dal gruppo perché
abbia alti contenuti percettivi. Le esperienze legate alla routine saranno
svolte secondo strategie di apprendimento cooperativo, ordinate poi secondo
quaderni o cartelloni di sintesi e rielaborazione dati/modellizzazione.
L'avvio delle prime esperienze con gli alunni è previsto già
nel corso del presente a.s.. Sulla base della valutazione delle prime
fasi attuative, il gruppo elaborerà indicazioni di massima (da
condividere col Collegio) per la realizzazione di routine scientifiche
su più vasta scala a partire dal prossimo anno scolastico.
Gli incontri, ( 7 di 1h e 30 ciascuno) , verranno effettuati i a partire
dalla fine del mese di dicembre 2011.
Il coordinatore curerà il raccordo dei materiali e l'organizzazione
dei dati e si occuperà del rinvenimento dei materiali di studio
e lavoro.
Inoltre avvierà una fase di monitoraggio sulle modalità
di utilizzo dei materiali presenti nei laboratori scientifici.
Si prevede una documentazione sintetica delle attività del gruppo
e delle classi/sezioni coinvolte.
OBIETTIVO FORMATIVO
"Sviluppare la capacità di organizzare i dati di una ricca
percezione fatta di svariate esperienze, in una sistematizzazione via
via sempre più complessa"
Declinazioni dell' O. F.:
- Toccare le cose, sentire le consistenze, inventare modi
per modificarle,
coordinando in maniera sempre più efficace e finalizzata i movimenti,
per
realizzare sperimentalmente i propri progetti;
- collegare il fare al pensare, affinando gradualmente le proprie capacità
percettive e provando ad immaginare ciò che non si vede, per fornire
spiegazioni via via più complesse sui fatti e sui fenomeni indagati;
- utilizzare le proprie conoscenze in situazioni differenti, trovando
analogi e
correlando in spiegazioni organiche i molteplici aspetti dei fenomeni
osservati, per sviluppare riferimenti e connessioni con altri fenomeni
e per
interpretare altri aspetti del mondo.
Tale obiettivo formativo chiama in causa il potenziamento
delle seguenti capacità:
" Capacità di percezione
" Capacità di rappresentazione (realmente accaduto)
" Capacità di organizzare le esperienze
" Capacità di risolvere problemi.
TRAGUARDI PER LO SVILUPPO DELLE COMPETENZE AL TERMINE
DELLA SCUOLA DELL'INFANZIA
Come già evidenziato, il progetto Scientifico di Circolo chiama
in causa il raggiungimento di Obiettivi Formativi e di Competenze sui
quali già da molti anni gli insegnanti sono impegnati a lavorare,
che trovano piena rispondenza nella declinazione offerta nelle Indicazioni
per il curricolo di Scienze che di seguito riportiamo:
- osservare i fenomeni naturali e gli organismi viventi sulla base di
criteri e di
ipotesi, con attenzione e sistematicità;
- essere curiosi, esplorativi, porre domande, discutere, confrontare ipotesi,
spiegazioni, , soluzioni ed azioni;
- utilizzare un linguaggio appropriato per descrivere le osservazioni
e le esperienze
effettuate
TRAGUARDI PER LO SVILUPPO DELLE COMPETENZE AL TERMINE
DELLA SCUOLA PRIMARIA
- Acquisire capacità operative, progettuali e manuali da utilizzare
in contesti di
esperienza- conoscenza per un approccio scientifico ai fenomeni;
- imparare ad identificare in maniera autonoma gli eventi e le relazioni
tra i fatti in
gioco, non banalizzando la complessità dei fatti e dei fenomeni;
- far riferimento in modo pertinente alla realtà e in modo particolare
all'esperienza
condotta in classe, in laboratorio, sul campo, nel gioco, in famiglia,
per dare
supporto alle considerazioni effettuate e motivazione alle esigenze di
chiarimenti
via via emerse;
- porsi domande esplicite ed individuare problemi significativi da indagare
a partire
dalla propria esperienza, dai discorsi degli altri, dai mezzi di comunicazione
e dai
testi letti;
- formulare ipotesi e previsioni, osservare, registrare, classificare,
schematizzare,
identificare relazioni spazio-temporali, misurare, argomentare, dedurre,
prospettare soluzioni ed interpretazioni, prevedere alternative, produrre
rappresentazioni grafiche e schemi adeguati, sia con l'aiuto dell'insegnante
che in
collaborazione con i compagni, sia in maniera autonoma;
- analizzare e riferire in forma chiara e corretta quanto fatto ed appreso;
- acquisire atteggiamenti di cura e rispetto per l'ambiente sociale e
naturale e per
l'ambiente scolastico in particolare, come luogo di lavoro cooperativo
e finalizzato;
- assumere adeguati comportamenti di rispetto del proprio corpo, anche
attraverso l'acquisizione di adeguate regole alimentari.
METODOLOGIA
L'analisi delle esperienze concrete:
" saper leggere i fatti della realtà
" darne corrette interpretazioni scientifiche
" saperli collegare in reti di significato.
L'analisi delle interpretazioni dei bambini:
" saper capire cosa pensano i bambini
" saper interpretare i loro modelli dei fatti e dei fenomeni
" saperli organizzare in costruzioni coerenti.
L'analisi dei processi di conoscenza adulti e infantili:
" capire cosa serve per capire, per spiegare, per
far capire;
" intrecciare le nuove conoscenze a quelle precedenti;
" arricchire la complessità e la precisione del pensiero.
CLASSI COINVOLTE:
" Tutte le sezioni di scuola dell'Infanzia
del Circolo.
" Plesso di Paganica : IV A - V B
" Plesso di Torretta : V A
" Plesso di Ocre : I - II - III - IV - V
Docente Referente
Sara Paleri
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