Progetto Intercultura
"
Il mondo a colori"
Premessa
Educare all'intercultura vuol dire educare ad un nuovo modo di intenderela
cultura e l'educazione a scuola. E' lì che l'insegnante diventa
un mediatore che aiuta i bambini a decodificare la realtà che
li circonda.
Assumere uno sguardo interculturale è ciò che ci viene
richiesto dalla società di cui facciamo parte e non è
legato alla presenza effettiva di bambini stranieri in classe ma presuppone
una cura e un'attenzioneai bisogni di ogni bambino. " Un percorso
interculturale deve rivolgersi sia ai bambini del posto, affinché
attraverso la conoscenza di altre culture possano imparare a conoscere
l'altro e se stessi ,sia agli stranieri, così che la loro differenza
diventi consapevolezza della propria identità che va rispettata
e valorizzata". L'educazione alle relazioni interculturali rappresenta,
quindi, uno degli aspetti dei quali la scuola deve imparare a farsi
carico. Punto di partenza , come sempre, siamo noi stessi, la nostra
capacità di accogliere, creare relazioni significative, destrutturare
pregiudizi e stereotipi. La nostra capacità di interrogarsi e
confrontarsi con i dubbi e con l'inatteso in modo costruttivo e sereno.
L'approccio interculturale quindi deve permeare tutta la "struttura"
scolastica dall'organizzazione, alla modalità di lavoro, ai contenuti.
Dalla pedagogia è poi necessario passare alla didattica , ossia
all'articolazione operativa dei contenuti educativi, affidandole il
compito di educare alla conoscenza dell'altro, all'incontro, all'ascolto,
al confronto , al dialogo , alla percezione delle differenze vissute
come ricchezza. "La prassi educativa deve adottare una metodologia
dell'ascolto: ascolto in primo luogo dei bisogni di accoglienza e riconoscimento
delle storie di vita, delle difficoltà e del disagio provocati
dall'ingresso in un contesto nuovo e spesso molto lontano da quello
famigliare". Le differenze, quindi, devono essere conosciute e
riconosciute, mai negate, con esse occorre non solo imparare a convivere
ma anche ricercare l'incontro, facendo della convivenza un'occasione
di apprendimento e arricchimento.
Finalità
del progetto.
a)
Decentramento culturale inteso come capacità di mettersi al posto
degli altri per capire le diverse realtà e i diversi punti di
vista;
b) Formazione di identità culturali orientate al pluralismo,
capaci di scoprire che anche la nostra cultura e la nostra quotidianità
di vita e di relazioni si presenta estremamente diversificata al suo
interno;
c) Valorizzazione delle differenze e delle uguaglianze che permette
di trovare punti e valori
comuni tra le diverse culture;
d) Formazione, a lungo termine, di un vero cittadino del mondo.
Cosa
si può fare concretamente ?
Obiettivi
che si intendono raggiungere :
Al
fine di trasmettere ai bambini e alle loro famiglie la nostra intenzione
di instaurare rapporti e relazioni positive, basate sul rispetto (le
differenze vanno infatti poste su un piano di pari dignità),
la scuola deve dotarsi di strumenti e deve organizzare gli ambienti
in modo tale che permettano a ciascuno di sentirsi accolto, riconoscendo
al suo interno tratti di quella parte di mondo da cui proviene. In altre
parole la scuola deve essere luogo che si apre al mondo e lo fa entrare,
luogo attraverso le cui pareti si parlino lingue diverse , si raccontino
e si leggano paesaggi, volti, modi di vivere di altri luoghi.
A tal fine , anche nel presente anno, si riprenderà il discorso
già avviato in passato di un allestimento multiculturale degli
ambienti scolastici. Verranno perciò predisposte:
1. Scritte in varie lingue che diano indicazione, a chi entri per la
prima volta nelle nostre scuole, rispetto alla collocazione di direzione,
segreteria, aula multimediale, biblioteca, palestra, bagno
..;
2. Si procederà a perfezionare lo "scaffale dell'accoglienza",
già presente in segreteria, e che contiene modulistica varia
in più lingue ( schede di iscrizione, certificazione, permessi,
autorizzazioni ecc.); opuscoli , nelle due lingue più rappresentate
nella scuola e che spiega ai genitori come funziona la scuola italiana
in generale ed in particolare quella da loro scelta;
3. Si inviteranno le singole scuole a dotarsi, con il coinvolgimento
dei bambini, di immagini, foto, musiche, oggetti che " parlino
più lingue" per la realizzazione anche di un "angolo
franco" (come già allestito con successo in alcune scuole
del nord) che si ricolleghi a culture diverse e che si arricchisca in
itinere con i materiali che derivano da esperienze interculturali realizzate
insieme;
4. Si implementerà lo scaffale multiculturale già presente
all'interno della biblioteca scolastica, acquistando ulteriori testi
specifici utilizzando, se necessario internet poiché, nelle librerie
cittadine, non è possibile reperire testi in ottica interculturale.
Ancora, rispetto al corpo docente :
I. Si doteranno le scuole che ancora non lo abbiano ricevuto, rispolverandolo
ed arricchendolo, di un pronto soccorso linguistico che permetta a tutti
di poter entrare in relazione fin dai primi momenti con i bambini che
ci vengono affidati. Si metterà a disposizione, per chi ne facesse
richiesta, una copia del "Dizionario trilingue italiano, albanese,
rumeno" su CD Rom, realizzato nelle scuole dell'infanzia del circolo
nell'ambito del Progetto "KidSmart per l'Abruzzo";
II. Si daranno indicazioni circa il " linguaggio dell'accoglienza";
III. Si daranno indicazioni rispetto a possibili attività pratiche
per ciascun ordine di scuola.
IV. Si distribuirà in ogni plesso una copia del fascicolo "Il
Quaderno delle culture".
Le
due Figure Strumentali, poi, oltre all'organizzazione, al reperimento
dei materiali e all'allestimento degli spazi, si occuperanno di:
a)
Raccogliere dati significativi circa il numero di bambini stranieri
, la loro provenienza, la loro conoscenza della lingua italiana, la
loro storia scolastica nel paese di origine attraverso un apposito questionario.
b) Provare a mettere giù i primi contatti che portino, in futuro,
ad una rete con le altre scuole, gli enti locali, le istituzioni, le
associazioni, al fine di coordinare il lavoro con quello di ciascuno.
Ognuno metterà a fattor comune le proprie esperienze e conoscenze
così da rendere veramente possibile un'accoglienza ed una convivenza
civili nell'ottica della formazione di " cittadini del mondo"
come richiesto anche dalle Indicazioni Ministeriali;
c) Promuovere la realizzazione di laboratori di L2 lì dove si
rendessero necessari continuando a coinvolgere, come in passato, le
scuole dell'infanzia del circolo. Non bisogna dimenticare, infatti,
come ci insegnano tutti i più grandi esperti di lingua e didattica,
che l'insegnamento precoce è alla base del successo.
d) Promuovere momenti di studio e ricerca anche allargati, se possibile,
alla partecipazione di genitori italiani e stranieri disposti a dare
una mano ( i cibi nel mondo, i giochi nel mondo ecc che potranno trasformarsi
in piccole pubblicazioni);
e) Promuovere corsi d'aggiornamento per insegnanti.
f) Organizzare, se i tempi si dimostreranno maturi, una giornata di
"incontro tra popoli e culture", a fine anno scolastico, le
cui caratteristiche si studieranno in seguito, in base al materiale
prodotto nell'anno scolastico.
Le
due F.S. saranno affiancate da una commissione, formata da una ristretta
rappresentanza dei due ordini di scuola, che oltre a tenere i contatti
con le colleghe, si farà carico di raccogliere eventuali proposte
su cui poter lavorare.
Se possibile, si ricorrerà alla figura di un mediatore linguistico
che possa intervenire in momenti "cardine" della vita scolastica
( consegna schede, riunione con i genitori, ecc
).
Valutazione
e verifica.
Ci
si preoccuperà di seguire per valutare ed eventualmente modificare,
secondo le necessità , l'intero progetto attraverso un contatto
diretto con il corpo insegnante che potrà segnalare difficoltà
, momenti di stasi, così come momenti di crescita da condividere
con tutti eventualmente sia direttamente alle F.S. sia attraverso posta
elettronica indirizzata alle stesse.
Documentazione
In
ultimo, gettando uno sguardo alla documentazione intesa come memoria
storica dei processi innovativi messi in atto in un determinato contesto
e nell'ottica della circolazione delle idee che permette di procedere
guardando avanti senza correre il rischio di ricominciare sempre da
zero, verrà predisposta un'adeguata documentazione del percorso
di crescita che il circolo sarà sicuramente in grado di attuare
e che potrà concretizzarsi attraverso la realizzazione di un
piccolo dossier che verrà a costituire una preziosa fonte di
notizie per tutti coloro che vorranno conoscere il cammino intrapreso
dal circolo.
Modalità
di realizzazione:
"
Tempi: intero anno scolastico;
" Figure coinvolte: le due F.S. , la commissione
Ore
aggiuntive richieste:
10
ore per ciascun membro della commissione, che saranno certificate dalla
firma che verrà di volta in volta posta sui verbali di commissione;
10 ore totali da ridistribuire tra i vari collaboratori di turno nei
giorni delle riunioni.
TOTALE
ORE: 20
Le funzioni Strumentali
Luisa Salutari
Alessandra Tetè