Direzione Didattica Galilei

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immagine pergamena UNICEF

Paganica 6/6/2001

Consegna pergamena scuola ambasciatrice UNICEF "F.Rossi" Paganica
Intervento di Antonietta Colasacco, Presidente Provinciale UNICEF L'Aquila

Il mio intervento mira a ripercorrere le tappe dell'avventura dell' Educazione allo Sviluppo sorpresa nell'atto di essere tradotta in pratica didattica nella scuola elementare di Paganica.
Agli inizi degli anni '80 aderimmo al progetto di Educazione allo Sviluppo proposto dall'UNICEF consapevoli di correre dei rischi: non avevamo le idee chiare rispetto alla proposta.
Nella nostra scuola veniva applicata la metodologia della ricerca. Era il periodo del tempo pieno, delle indagini sul territorio. Ci inventammo un lavoro di ricerca diviso per classi intorno ai temi del poco, dell'istruzione, dell'alimentazione, del lavoro, della pace.
Ci preoccupammo di:


  • far corrispondere la scelta dei temi alle effettive capacità degli alunni, facendo continua attenzione ai loro vissuti;
  • di impostare una corretta proposta operativa che dal punto di vista metodologico favorisse la problematizzazione dei fatti, l'individuazione di interrogativi stimolo, l'approccio alle fonti che diventavano, in maniera fondante il costante referente verso il cammino della conoscenza;
  • di procedere ad un costante confronto tra realtà vicine e lontane per scoprire somiglianze e differenze fra culture diverse.

Furono anni ricchi di idee, di esperienze, di lavoro di gruppo, di confronti. Si cresceva sia sul piano professionale per lo studio tecnico che tale lavoro richiedeva, sia su quello umano per quello che andavamo scoprendo attraverso un'indagine comparata tra realtà diverse e contrapposte.
Quando nella metà degli anni 80, allo scopo di rendere più agevole il lavoro degli insegnanti, la sezione "Programma di Educazione allo Sviluppo" del comitato italiano dell'UNICEF fornì indicazioni supplementari contenute in un progetto che prevedeva un'indagine sul territorio relative alla condizione dell'Infanzia a livello locale e alcuni temi che riguardavano l'istruzione, il lavoro, il tempo libero, le tradizioni locali, l'acqua, la nutrizione ecc ci rendemmo conto della bontà dell'impostazione del nostro lavoro sia per la scelta dei contenuti, sia per la metodologia che, richiedendo la formulazione di questionari, l'uso di interviste, lo studio di documenti coinvolgeva gli alunni come soggetti di ricerca e l'ambiente, gli enti, la struttura presso cui i ragazzi si recavano per raccogliere dati, come interlocutori privilegiati del discorso. Si imponeva soprattutto a conoscere il proprio territorio e a farsi un'idea sul suo assunto sociale.

| Educazione allo Sviluppo | Il Natale | New York | Scuola Ambasciatrice | 2001 |

 

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