Le piante tessili - attivita’ di laboratorio

La diversita’ dei tessuti e la loro identificazione storica

       Recuperare il passato risulta sempre un viaggio estremamente affascinante.      

Il Progetto “Recupero del passato” ci ha condotti, quest’anno, alla scoperta del mondo delle fibre tessili.

      Noi alunni abbiamo condiviso, con la guida dei nostri docenti, un’ esperienza teorico-pratica che ci ha portati ad uno “sguardo” nuovo sulle caratteristiche del mondo che ci circonda: apprendere come nascono gli abiti che indossiamo, studiarne gli elementi costituenti e carpire i segreti della loro fattura ci ha fatto comprendere come non vada mai sottovalutata  la forza creativa dell’uomo e la meraviglia stessa del creare, l’intelligenza e la fatica che si celano dietro ogni  buon prodotto, dietro tutto ciò che ci aiuta a vivere e rende il nostro vivere più colorato.

       Lo studio ha stimolato in noi tutti una grande curiosità.

Il progetto si è concentrato quest’anno sulle fibre tessili.

Vi riportiamo una breve sintesi delle fasi più significative del lavoro svolto.

COTONE

       La sua lavorazione viene introdotta in Europa dagli Arabi.
Fin dal Medioevo ( sembra che i primi opifici sorgessero, in Italia,
a Milano ed a Venezia) e nel nostro continente fin dal seicento, la produzione su vasta scala di  tela di cotone trovò largo impiego nei tendaggi da finestra, fino a sostituire via via i tessuti stampati che si importavano dall’India.
 


LINO


Fibra meravigliosa, da sempre considerata tra le più nobili. Gli antichi egizi prediligevano il lino per i ricami più pregiati.
 

SETA

       Filamento molto sottile e lucente – usato come fibra tessile - detto anche bava, secreto dalla larva del baco da seta per fabbricarsi il bozzolo.
La seta è prodotta ancor oggi perlopiù in Cina. Per le condizioni ambientali favorevoli ed il basso costo della manodopera. La seta viene lavorata industrialmente in Italia nel Comasco, dove sono concentrate le principali manifatture seriche del paese.

 

BACO DA SETA è il nome comune attribuito alla larva (bruco) di diverse specie di falene, responsabile della produzione della seta. Il BACO DA SETA più conosciuto è il bombice, il bruco della falena Bombyx mori. Originario della Cina, venne introdotto in Europa ed in Asia occidentale nel corso del VI secolo d.C. Da allora ne sono state selezionate diverse varietà, mentre la specie originaria non esiste più allo stato selvatico. Altre larve produttrici di seta meno pregiata sono quelle dei lepidotteri della famiglia saturnidi.

I bruchi che si nutrono di foglie di gelso producono la migliore qualità di seta. Le larve mature sono lunghe circa 7,5 cm. ed hanno un colore grigio giallastro o grigio scuro. Hanno un paio di ghiandole salivari modificate, chiamate ghiandole della seta, che secernono un fluido limpido e viscoso in forma di filo, attraverso aperture situate nell’apparato boccale, chiamate filiere. Il diametro di queste aperture determina lo spessore del filo di seta prodotto, che non appena entra in contatto con l’aria s’indurisce, producendo il bozzolo.
Circa sei settimane dopo la schiusa, il baco da seta smette di alimentarsi e fila il suo bozzolo, producendo fibre lunghe fino a 4 km. Terminato il bozzolo, il baco vi si impupa e ne emerge dopo circa due settimane sotto la veste di una falena adulta. Negli allevamenti, questo processo viene interrotto artificialmente per evitare che le falene, uscendo dal bozzolo, producano lacerazioni che riducono il valore commerciale della seta. Pertanto, la maggior parte dei bachi viene uccisa con il calore ( per immersione in acqua bollente o per essiccamento in forno); le uniche falene che vengono fatte sfarfallare sono quelle necessarie alla perpetuazione della specie.

CLASSIFICAZIONE SCIENTIFICA:
I bachi da  seta appartengono all’ordine dei lepidotteri, classe insetti, philum artropodi.
La specie Bombyx mori appartiene alla famiglia dei bombicidi.



Processo di tessitura

 

       Il momento fondamentale del processo  della tessitura è dato dal passaggio dei fili di trama, alternativamente, sopra e sotto i fili di ordito.
 I materiali grezzi dai quali vengono prodotti i filati per la tessitura variano dalle fibre animali ( lana, seta, peli di cammelli, di coniglio, di alapaca e di vigogna) a quelle vegetali.

       La tessitura, prima limitata alla confezione dei capi di vestiario necessario, si perfezionò via via fino a diventare anche strumento per prodotti ornamentali.

Essa ha così segnato un’ importantissima fase del passaggio dal mondo preistorico ad un’epoca più evoluta.

       I primi telai, con  fili tesi ( ordito ) attraverso cui il tessitore faceva passare più volte il filo di trama, risalgono al periodo neolitico ( telai verticali ).
 

 


Tessuti e abiti diversi
 

       Gli abiti che indossiamo portano a considerare il tempo in cui essi sono stati realizzati: la moda è sempre stata, e continua ad essere, specchio dei tempi ed espressione della storia.

 
Tessuti e abiti nella storia

       Le nostre ricerche ci hanno mostrato che ogni territorio dispone di abiti tradizionali utilizzati nel passato dai nostri antenati.

Essi sono sempre caratterizzati da particolarità che trovano la loro ragion d’essere nella civiltà di quella comunità, in quel momento storico.

Ci siamo chiesti: esiste anche nel nostro territorio un vestito tradizionale? Com’era fatto?

       La Pro-loco “Raiano”, associazione culturale molto attiva nel comune di Ruviano, dopo numerose ed accurate ricerche e documentazioni , è riuscita a ricostruirlo.           

Si tratta di un abito tipico che, insieme alla Pro-loco, la scuola ha osservato, studiato e poi realizzato, anche con la collaborazione dei genitori. 

Esso sarà presentato alla cerimonia d’apertura dei giochi della gioventù  il giorno 07.05.2005, indossato da molti di noi alunni ( ahimè, non da tutti!!!!) della scuola Primaria di Ruviano.

       Il problema, ora, è uno solo: chi di noi potrà  indossarlo???
 

Gli alunni della Scuola Primaria di Ruviano

< BACK