Il nostro Papa Karol Wojtila ci ha lasciato uno straordinario messaggio di forza, di generosità, di umanità e di fede. E’ stato un Papa straordinario, oltre che un uomo straordinario.
Non tanto la sua bontà, quanto la sua tenacia, ci è rimasta molto impressa. Ha perseguito con fermezza i suoi alti ideali in periodo di guerra, affrontando rischi che potevano anche costargli la vita, senza arrendersi di fronte a nessun ostacolo; ha fatto altrettanto da Papa, avvicinando gli uomini, viaggiando in ogni parte del mondo, porgendo la sua mano agli uomini di tutte le razze e di tutte le religioni, pronunciandosi su questioni politiche in nome della pace.     


Il Papa e i bambini

La scomparsa del Santo Padre Giovanni Paolo II

       Il giorno 2 aprile stavo seguendo uno speciale di “Porta a Porta” sulle condizioni del Santo Padre. C’erano molti giovani in studio per pregare insieme e parlare esprimendo le loro emozioni. Hanno fatto vedere dei ragazzi che erano nei sacchi a pelo aspettando notizie sulle condizioni del Papa. I giovani lo definivano “Papa Boys” perché era sempre con i giovani e infatti Lui ha istituito la “giornata dei giovani”. Appena è stata detta la notizia che il Santo Padre Giovanni Paolo II era deceduto, tutti i giovani e anche i grandi hanno cominciato a piangere. Vedendo queste persone ho cominciato a piangere anch’ io. Sono convinta che questo Papa straordinario ora starà pregando per tutti noi, soprattutto per i giovani. La grandezza di questo personaggio rimarrà sempre impressa nei nostri cuori.                                                                                               Angela Myriam

 Un episodio della vita del Papa che mi ha particolarmente colpito

       Qualche giorno fa mandarono in onda alla TV vari spezzoni della vita del Santo Padre per ricordarlo. La scena che mi ha colpito maggiormente è stata quella in cui era seduto circondato da tanti bambini polacchi che gli ponevano le domande più svariate: “Ti piacciono gli spinaci? Li mangi?” e Lui “Quando me li danno, li mangio!”; “Ti piacciono le gomme?” e Lui “Non me le hanno mai date!”; “Ti piacciono le bambine con le treccine o senza?” e il Papa, prima di rispondere, guarda la bella bimba dai riccioli biondi e l'accarezza dicendo “Mi piacciono tutte le bambine, con le trecce e senza!”. In un’altra occasione il Papa, vedendosi accanto dei bambini, li nascondeva sotto il suo mantello rosso in segno di protezione. Questo Papa è stato un grande amico dei piccoli.
                                                                                               Angela Myriam

 L’addio al Papa

       Stamane 8 aprile 2005, in Piazza S.Pietro a Roma, si sono svolti i funerali del Papa. Erano presenti 160 cardinali, i primati delle altre religioni e 200 capi di stato. Ma la presenza più significativa è stata quella dei fedeli giunti a Roma da tutte le parti del mondo. Piazza S.Pietro, pur così grande, non poteva contenerli tutti. Allora hanno sistemato dei maxischermo in altre piazze di Roma e anche quelle erano gremite. Tutti gli altri hanno seguito la funzione in televisione. Moltissimi, inquadrati dalle telecamere, piangevano come si piange quando muore una persona di famiglia. Infatti, Giovanni Paolo II è stato per tutti un padre, un fratello, un amico sincero. Quando incontrava le folle nelle varie piazze del mondo, non mancava mai di fare una carezza ai bambini. Quella carezza andava a tutti gli altri bambini del mondo che in quel momento guardavano la televisione. A Lui accorrevano i giovani perché il Papa parlava come loro, e i giovani lo hanno acclamato come una star della canzone o dello spettacolo. E’ stato il Papa della fratellanza perché ha avvicinato gli uomini tra loro, ha diffuso nel mondo la pace e ha condannato la guerra. Ha voluto bene a tutti, bianchi e neri, perché tutti figli di Dio. Con la sua morte abbiamo perso un grande difensore dei diritti dell’uomo. Siamo diventati tutti un po’ orfani. Credo però che il suo operato non si potrà cancellare e l’esempio di amore che ha dato sarà l’inizio di una nuova stagione di pace.
                                                                                                           Donato

classe IV
scuola primaria di Caiazzo - centro

 

Il mio amico KAROL WOJTYLA

Io sono ancora un bambino, ma ricorderò per sempre il mio amico Karol….che per me somiglia al Piccolo Principe perché, come lui si prendeva cura della sua rosa, così il papa si è preso cura del mondo.

Papa Lolek (come lo chiamava la sua mamma quand’era bambino) amava la natura, amava sciare, scalare le montagne, remare in canoa, stare con i giovani e con i bambini di tutte le razze, di tutte le lingue e di tutte le culture e religioni. Con il suo grande esempio ci ha insegnato a rispettare tutte le persone e a prenderci cura della natura.

Francesco


Il Papa è stato la persona con il cuore più grande del mondo, ricco di amore, umanità e affetto per tutti.

Amava sinceramente le persone di ogni razza e di ogni  cultura, sapeva entrare nel cuore di tutti con parole e piccoli gesti.

Io so poco del Papa perché sono piccola, non ho avuto la fortuna di conoscerlo da vicino e ciò mi dispiace.

Il Papa era una persona buona ed io lo ricorderò sempre con affetto perché lui amava molto il mondo dei giovani ma in particolare amava noi bambini.                                                                     

                                                                                  Raffaella


Il Papa di tutti

Papa Giovanni Paolo II è stato proprio un grande papa. Aiutava tutti e andava da tutti. E’ andato anche dal suo attentatore per perdonarlo: questo gesto mi ha colpita moltissimo.

Io lo ricorderò sempre così, mentre accarezzava e coccolava i bambini.

Romina

 

Il Papa è morto.

 

Il nostro Papa si chiamava Karol Wojtyla ed era nato in Polonia.

Durante il suo Pontificato è andato dappertutto, anche quando stava poco bene. Gli piacevano molto i bambini e i giovani.

Nel 1981 fu sparato da Alì Agca e, appena dimesso dall’ospedale, andò a visitare il suo attentatore in carcere.

Il luogo preferito dal Papa era la montagna, dove diceva di sentirsi più vicino a Dio.

Il Papa ha avuto la stessa malattia di mio nonno ed è morto perché aveva problemi respiratori.

Il giorno in cui è morto è riuscito ad avvicinare tutto il mondo, compreso i musulmani e gli ortodossi.                                                                  

                                                                                Alessandra
 

La mattina dell’8 aprile, poco prima che in piazza S.Pietro si celebrassero i suoi funerali, a scuola ci siamo riuniti tutti intorno all’albero che gli era stato dedicato lo scorso 21 marzo e, dopo aver cantato la canzone “La preghiera di tutti”, ognuno di noi, anche le maestre e il bidello, mentre la musica cantava “Un uomo venuto da lontano”,  ha appoggiato accanto all’alberello un sasso con su scritto il proprio nome; abbiamo voluto, così,  dirgli grazie per averci amato tanto.

È stato molto commovente.

Per noi Lui è stato e sarà l’albero dalle radici profonde e dai rami forti e robusti sotto i quali trovare riparo.
E' stato la pietra, eterna, che raccoglie in sé il ricordo del tempo.
                                                             

classe 3^
scuola primaria di Piana di Monte Verna

 

Le canzoni per il Papa

Un uomo venuto da lontano

(A. Minghi)

 

Un uomo venuto da molto lontano,

negli occhi il ricordo dei campi di grano,

il vento di Auschwitz portava nel cuore

e intanto scriveva poesie d’amore,

amore che nasce dentro il cuore dell’uomo

per ogni altro uomo.
 

Un uomo venuto da molto lontano

stringeva il dolore e un libro nella mano.

Qualcuno ha sparato e io quel giorno ho pianto,

ma tutto il mondo gli è rimasto accanto:

quel giorno il mondo ha ritrovato il cuore,

la verità non muore.

 

Un uomo che parte, vestito di bianco,

per mille paesi e non sembra mai stanco,

ma dentro i suoi occhi un dolore profondo:

vedere il cammino diverso del mondo,

la guerra e la gente che cambia il suo cuore,

la verità che muore.

 

Va’, dolce grande uomo, va’.

Va’, parla della libertà.
Va’, dove guerra, fame e povertà

hanno ucciso anche la dignità.

Va’ e ricorda a questo cuore mio

che Caino sono pure io.

 

Dall’Est è arrivato il primo squillo di tromba,

il mondo si ferma…c’è qualcosa che cambia,

un popolo grida: Noi vogliamo Dio,

la libertà è solo un dono Suo.

Tu apri le braccia e incoraggi i figli

ad essere fratelli.

 

Va’, dolce grande uomo, va’.

Va’, parla della liberà.

Va’ dove  l’uomo ha per sorella

solo lebbra e mosche sulle labbra.

Va’ e ricorda a questo cuore mio

che Caino sono pure io.

La preghiera di tutti

(di Alessandro Paterlini)

 

Tra le nude rocce della Gran Sierra

Pelle di Luna, ragazza Sioux,

prega perché non le piace la guerra:

non vuole che torni mai più.

 

Nei Verdi Pascoli del Cielo blu,

sotto una tenda tra fresche sorgenti,

vive lo Spirito del Gran Manitù,

Signore di tutte le genti.

 

Padre nostro che nel cielo stai

Sono tanti i nomi che hai;

ma uno solo, in fondo, tu sei,

uno soltanto per tutti noi.

 

C’è chi prega Dio dicendo Visnù,

Buddha, Krishna, Allah o Jahvè;

noi lo preghiamo con Maria e Gesù,

ma un solo Signore, poi c’è.

 

Dai sinceri cuori di tutti i crdenti

Si leva in coro una sola preghiera:

tu che da sempre sovrasti i potenti

portaci la pace, ma vera.

 

Padre nostro che nel cielo stai

Sono tanti i nomi che hai;

ma uno solo, in fondo, tu sei,

uno soltanto per tutti noi.

 

Padre nostro che nel cielo stai,

ogni cosa conosci di noi,

allontana, se puoi, tutti i guai,

si compia in terra ciò che tu vuoi.

 

 


Speriamo, e ne siamo comunque certi, che il nuovo Papa,
Joseph Ratzinger, possa continuare tra i popoli la missione avviata da Giovanni Paolo II e, soprattutto, che egli possa continuare ad essere un importante punto di riferimento per i giovani che di ciò mostrano di avere un grande bisogno.

Il nuovo Papa e le nostre impressioni.

       Il 19 Aprile, dopo un breve conclave, solo alla quarta fumata, è stato eletto il nuovo Papa.

Si chiama Joseph Ratzinger ed è di origine Tedesca. E’ nato 77 anni fa in un paesino bavarese di appena 2700 abitanti.

        E' conosciuto nel mondo come teologo di ferro, ha scritto molti libri e nel 1977 venne nominato cardinale. Gli esperti del mondo della chiesa e i giornalisti dicono che era uno dei preferiti di Giovanni Paolo II; infatti negli ultimi anni si è visto molto spesso a fianco del vecchio Papa.

Venerdì scorso il telegiornale annunciava il nuovo Papa, Benedetto XVI; alle 16,57 circa c’è stata la fumata bianca e, dopo circa un’ora, il Papa si è affacciato dalla finestra, in piazza S.Pietro.

Abbiamo avuto subito un’ottima impressione di Lui; ci hanno molto colpito le sue parole: ”hanno scelto me, umile lavoratore nella vigna del Signore” e mi sono emozionata quando presentandosi ha aperto le mani lanciandoci il primo messaggio: “Ora mi affido alle vostre preghiere”.

       Ci auguriamo che Papa Benedetto XVI continui la “Grande Opera” iniziata dal suo predecessore, il Grande Papa Giovanni Paolo II, e che come lui stia vicino ai giovani e sia un porto sicuro al quale approdare.
 

Lavoro di gruppo -classe IV
scuola primaria di Squille

 
   

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