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Il Papa e i
bambini
La scomparsa del Santo Padre
Giovanni Paolo II
Il giorno 2 aprile stavo
seguendo uno speciale di “Porta a Porta” sulle condizioni del Santo
Padre. C’erano molti giovani in studio per pregare insieme e parlare
esprimendo le loro emozioni. Hanno fatto vedere dei ragazzi che
erano nei sacchi a pelo aspettando notizie sulle condizioni del
Papa. I giovani lo definivano “Papa Boys” perché era sempre con i
giovani e infatti Lui ha istituito la “giornata dei giovani”. Appena
è stata detta la notizia che il Santo Padre Giovanni Paolo II era
deceduto, tutti i giovani e anche i grandi hanno cominciato a
piangere. Vedendo queste persone ho cominciato a piangere anch’ io.
Sono convinta che questo Papa straordinario ora starà pregando per
tutti noi, soprattutto per i giovani. La grandezza di questo
personaggio rimarrà sempre impressa nei nostri cuori.
Angela Myriam
Un
episodio della vita
del Papa che mi ha particolarmente colpito
Qualche giorno fa mandarono in
onda alla TV vari spezzoni della vita del Santo Padre per
ricordarlo. La scena che mi ha colpito maggiormente è stata quella
in cui era seduto circondato da tanti bambini polacchi che gli
ponevano le domande più svariate: “Ti piacciono gli spinaci? Li
mangi?” e Lui “Quando me li danno, li mangio!”; “Ti piacciono le
gomme?” e Lui “Non me le hanno mai date!”; “Ti piacciono le bambine
con le treccine o senza?” e il Papa, prima di rispondere, guarda la
bella bimba dai riccioli biondi e l'accarezza dicendo “Mi piacciono
tutte le bambine, con le trecce e senza!”. In un’altra occasione il
Papa, vedendosi accanto dei bambini, li nascondeva sotto il suo
mantello rosso in segno di protezione. Questo Papa è stato un grande
amico dei piccoli.
Angela Myriam
L’addio al
Papa
Stamane 8 aprile 2005, in Piazza S.Pietro a Roma, si sono svolti i funerali del Papa. Erano presenti
160 cardinali, i primati delle altre religioni e 200 capi di stato.
Ma la presenza più significativa è stata quella dei fedeli giunti a
Roma da tutte le parti del mondo. Piazza S.Pietro, pur così grande,
non poteva contenerli tutti. Allora hanno sistemato dei maxischermo
in altre piazze di Roma e anche quelle erano gremite. Tutti gli
altri hanno seguito la funzione in televisione. Moltissimi,
inquadrati dalle telecamere, piangevano come si piange quando muore
una persona di famiglia. Infatti, Giovanni Paolo II è stato per tutti un
padre, un fratello, un amico sincero. Quando incontrava le folle
nelle varie piazze del mondo, non mancava mai di fare una carezza ai
bambini. Quella carezza andava a tutti gli altri bambini del
mondo che in quel momento guardavano la televisione. A Lui
accorrevano i giovani perché il Papa parlava come loro, e i giovani
lo hanno acclamato come una star della canzone o dello spettacolo.
E’ stato il Papa della fratellanza perché ha avvicinato gli uomini
tra loro, ha diffuso nel mondo la pace e ha condannato la guerra. Ha
voluto bene a tutti, bianchi e neri, perché tutti figli di Dio. Con
la sua morte abbiamo perso un grande difensore dei diritti
dell’uomo. Siamo diventati tutti un po’ orfani. Credo però che il
suo operato non si potrà cancellare e l’esempio di amore che ha dato
sarà l’inizio di una nuova stagione di pace.
Donato
classe IV
scuola primaria di Caiazzo - centro
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Il mio amico KAROL WOJTYLA
Io sono
ancora un bambino, ma ricorderò per sempre il mio amico Karol….che
per me somiglia al Piccolo Principe perché, come lui si prendeva
cura della sua rosa, così il papa si è preso cura del mondo.
Papa
Lolek (come lo chiamava la sua mamma quand’era bambino) amava la
natura, amava sciare, scalare le montagne, remare in canoa, stare
con i giovani e con i bambini di tutte le razze, di tutte le lingue
e di tutte le culture e religioni. Con il suo grande esempio ci ha
insegnato a rispettare tutte le persone e a prenderci cura della
natura.
Francesco
Il Papa è stato la persona con il
cuore più grande del mondo, ricco di amore, umanità e affetto per
tutti.
Amava sinceramente le persone di ogni
razza e di ogni cultura, sapeva entrare nel cuore di tutti con
parole e piccoli gesti.
Io so poco del Papa perché sono
piccola, non ho avuto la fortuna di conoscerlo da vicino e ciò mi
dispiace.
Il Papa era una persona buona ed io
lo ricorderò sempre con affetto perché lui amava molto il mondo dei
giovani ma in particolare amava noi bambini.
Raffaella
Il Papa di tutti
Papa Giovanni Paolo II è stato proprio
un grande papa. Aiutava tutti e andava da tutti. E’ andato anche dal
suo attentatore per perdonarlo: questo gesto mi ha colpita
moltissimo.
Io lo ricorderò sempre così, mentre
accarezzava e coccolava i bambini.
Romina
Il Papa è morto.
Il nostro Papa si chiamava Karol
Wojtyla ed era nato in Polonia.
Durante il suo Pontificato è andato
dappertutto, anche quando stava poco bene. Gli piacevano molto i
bambini e i giovani.
Nel 1981 fu sparato da Alì Agca e,
appena dimesso dall’ospedale, andò a visitare il suo attentatore in
carcere.
Il luogo preferito dal Papa era la
montagna, dove diceva di sentirsi più vicino a Dio.
Il Papa ha avuto la stessa malattia
di mio nonno ed è morto perché aveva problemi respiratori.
Il giorno in cui è morto è riuscito
ad avvicinare tutto il mondo, compreso i musulmani e gli
ortodossi.
Alessandra
La
mattina dell’8 aprile, poco prima che in piazza S.Pietro si
celebrassero i suoi funerali, a scuola ci siamo riuniti tutti
intorno all’albero che gli era stato dedicato lo scorso 21 marzo e,
dopo aver cantato la canzone “La preghiera di tutti”, ognuno
di noi, anche le maestre e il bidello, mentre la musica cantava
“Un uomo venuto da lontano”, ha appoggiato accanto
all’alberello un sasso con su scritto il proprio nome; abbiamo
voluto, così, dirgli grazie per averci amato tanto.
È stato
molto commovente.
Per noi
Lui è stato e sarà l’albero dalle radici profonde e dai rami forti e
robusti sotto i quali trovare riparo.
E' stato la pietra, eterna,
che raccoglie in sé il ricordo del tempo.
classe 3^
scuola primaria di Piana di Monte Verna |
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Un uomo venuto da
lontano
(A. Minghi)
Un uomo venuto da molto lontano,
negli occhi il ricordo dei campi di
grano,
il vento di Auschwitz portava nel
cuore
e intanto scriveva poesie d’amore,
amore che nasce dentro il cuore
dell’uomo
per ogni altro uomo.
Un uomo venuto da molto
lontano
stringeva il dolore e un libro nella
mano.
Qualcuno ha sparato e io quel giorno
ho pianto,
ma tutto il mondo gli è rimasto
accanto:
quel giorno il mondo ha ritrovato il
cuore,
la verità non muore.
Un uomo che parte, vestito di bianco,
per mille paesi e non sembra mai
stanco,
ma dentro i suoi occhi un dolore
profondo:
vedere il cammino diverso del mondo,
la guerra e la gente che cambia il
suo cuore,
la verità che muore.
Va’, dolce grande uomo, va’.
Va’, parla della libertà.
Va’, dove guerra, fame e
povertà
hanno ucciso anche la dignità.
Va’ e ricorda a questo cuore
mio
che Caino sono pure io.
Dall’Est è arrivato il primo squillo
di tromba,
il mondo si ferma…c’è qualcosa che
cambia,
un popolo grida: Noi vogliamo Dio,
la libertà è solo un dono Suo.
Tu apri le braccia e incoraggi i
figli
ad essere fratelli.
Va’, dolce grande uomo, va’.
Va’, parla della liberà.
Va’ dove l’uomo ha per sorella
solo lebbra e mosche sulle labbra.
Va’ e ricorda a questo cuore mio
che Caino sono pure io. |
La preghiera di tutti
(di
Alessandro Paterlini)
Tra le
nude rocce della Gran Sierra
Pelle di
Luna, ragazza Sioux,
prega
perché non le piace la guerra:
non vuole
che torni mai più.
Nei Verdi
Pascoli del Cielo blu,
sotto una
tenda tra fresche sorgenti,
vive lo
Spirito del Gran Manitù,
Signore
di tutte le genti.
Padre nostro che nel
cielo stai
Sono
tanti i nomi che hai;
ma uno
solo, in fondo, tu sei,
uno
soltanto per tutti noi.
C’è chi
prega Dio dicendo Visnù,
Buddha,
Krishna, Allah o Jahvè;
noi lo
preghiamo con Maria e Gesù,
ma un
solo Signore, poi c’è.
Dai
sinceri cuori di tutti i crdenti
Si leva
in coro una sola preghiera:
tu che da
sempre sovrasti i potenti
portaci
la pace, ma vera.
Padre
nostro che nel cielo stai
Sono
tanti i nomi che hai;
ma uno
solo, in fondo, tu sei,
uno
soltanto per tutti noi.
Padre
nostro che nel cielo stai,
ogni cosa
conosci di noi,
allontana, se puoi, tutti i guai,
si compia
in terra ciò che tu vuoi.
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Speriamo, e ne siamo comunque certi, che il nuovo Papa,
Joseph
Ratzinger, possa continuare tra i popoli la missione avviata da
Giovanni Paolo II e, soprattutto, che egli possa continuare ad
essere un importante punto di riferimento per i giovani che di ciò
mostrano di avere un grande bisogno.
Il
nuovo Papa e le nostre impressioni.
Il 19 Aprile, dopo un breve
conclave, solo alla quarta fumata, è stato eletto il nuovo Papa.
Si chiama Joseph Ratzinger ed è di origine
Tedesca. E’ nato 77 anni fa in un paesino bavarese di appena 2700
abitanti.
E' conosciuto nel mondo come
teologo di ferro, ha scritto molti libri e nel 1977 venne nominato
cardinale. Gli esperti del mondo della chiesa e i giornalisti dicono
che era uno dei preferiti di Giovanni Paolo II; infatti negli ultimi
anni si è visto molto spesso a fianco del vecchio Papa.
Venerdì scorso il telegiornale
annunciava il nuovo Papa, Benedetto XVI; alle 16,57 circa c’è stata
la fumata bianca e, dopo circa un’ora, il Papa si è affacciato dalla
finestra, in piazza S.Pietro.
Abbiamo avuto subito un’ottima
impressione di Lui; ci hanno molto colpito le sue parole: ”hanno
scelto me, umile lavoratore nella vigna del Signore” e mi sono
emozionata quando presentandosi ha aperto le mani lanciandoci il
primo messaggio: “Ora mi affido alle vostre preghiere”.
Ci auguriamo che Papa Benedetto XVI
continui la “Grande Opera” iniziata dal suo predecessore, il Grande
Papa Giovanni Paolo II, e che come lui stia vicino ai giovani e sia
un porto sicuro al quale approdare.
Lavoro di gruppo -classe
IV
scuola primaria di Squille
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