IL LAVORO MINORILE

 

Il  bambino ha il diritto alla vita e a sviluppare in modo completo la  propria personalità

( art. 6 –Convenzione Internazionale sui diritti del bambino)

 

Riportiamo in questa sezione le parti più significative delle nostre ricerche sul tema dei diritti dell’infanzia.

 

 

 

 

Il racconto di Sofia, 14 anni, ex operaia tessile

     La mia famiglia è molto povera e non poteva mandarmi a scuola. Quando hanno aperto le fabbriche tessili, ho trovato lavoro. Prima facevo la serva, ed è peggio; un giorno ho rotto un piatto e la padrona mi ha cacciata. Sono tornata a casa e i miei genitori mi hanno trovato un lavoro in fabbrica. Mi avevano promossa addetta alle macchine e riuscivo a mantenere la mia famiglia.

     Adesso senza lavoro è dura. La mia famiglia soffre molto; non possiamo permetterci di mangiare due volte al giorno.

Sebastiano-cl.3^ 

 

 

 

Le cause del lavoro minorile

 

     Secondo il rapporto Unicef del 1997 i fattori fondamentali, causa del lavoro minorile, sono tre:

-          lo sfruttamento della povertà;

-          la mancanza d’istruzione;

-          le costrizioni imposte dalle tradizioni.

     Per le famiglie povere l’esiguo contributo che può offrire il reddito di un bambino serve a fare la differenza.

     I bambini sono preferiti agli adulti perché possono essere sottopagati, sono più docili, quindi non discutono gli ordini; inoltre, si può abusare di loro senza che possano reagire. In sintesi, i bambini sono preferiti agli adulti perché è più facile sfruttarli.

Angelo- cl. 3^

 

 

Le tradizioni influenzano il lavoro minorile

     Nei paesi industrializzati  vige l’idea che un bambino, per crescere bene, non deve svolgere nessun tipo di lavoro e che l’istruzione, gli svaghi, la compagnia degli amici, la buona salute e un adeguato riposo  sono parte integrante della vita di un minore. Tali diritti sono quelli ribaditi nella Convenzione Internazionale sui diritti dell’Infanzia.

     In questi stessi paesi è altrettanto diffusa l’idea che, più un lavoro è duro e pericoloso, più è di pertinenza delle classi sociali inferiori e delle minoranze etniche. Nell’Europa settentrionale, ad esempio, i minori lavoratori sono perlopiù africani o turchi; negli Stati Uniti sono asiatici o latino-americani;……………

     Anche la Religione esercita la sua influenza. Per esempio, alcuni tradizionalisti induisti ritengono che certe persone siano destinate sin dalla nascita a comandare, altre a svolgere lavori umili.

     Ancora una volta si rileva l’importanza dell’istruzione: essa può essere la leva per porsi in maniera critica di fronte a tradizioni e regole sociali che risultano infondatamente penalizzanti per alcune categorie.

Antonio, cl. 3^

 

 

La Global March

     E’ stata una marcia attraverso il mondo, contro lo sfruttamento del lavoro infantile.

Circa 1000 organizzazioni hanno dato luogo a questa marcia che, partendo da Manila, nelle Filippine, il 17 gennaio 1997 e arrivando a Ginevra il 30 maggio 1998, ha voluto sensibilizzare l’opinione pubblica del mondo intero circa la necessità di proteggere e promuovere i diritti di tutti i bambini.

Serena, cl.3^ 

 

 

 

 

Il lavoro e lo sfruttamento minorile

     Benché la schiavitù sia stata abolita con un documento firmato da ben 185 Stati, ci sono ora più che mai numerosissimi schiavi.  La cosa peggiore è che gli schiavi sono spesso bambini dai 5 ai 15 anni, costretti a lavorare sodo per moltissime ore al giorno, in ambienti malsani dove si ammalano, senza nemmeno avere la disponibilità di medicine per curarsi

     In Asia e in Africa, bambini piccolissimi vengono impegnati nel lavoro nei campi, anche d’estate, sotto il sole ardente.

     Ma non finisce qui!  

 

 

 

     

     In Italia vediamo bambini mendicare per le strade delle grandi città o nei pressi dei semafori; se essi, la sera, non consegnano una certa somma al “padrone”, vengono picchiati violentemente. E’ una realtà davvero triste!

    Tutti i  bambini hanno il diritto di vivere serenamente la loro infanzia, di andare a scuola, di imparare a leggere e a scrivere.

E’ possibile che questo diritto sia del tutto ignorato da certi adulti?

E’ pensabile, poi, che sia ignorato proprio dagli adulti che dovrebbero essere i garanti della crescita sana dei bambini?

Valeria –cl.4^

 

  

  Le cooperative dei minori lavoratori

     Eduin ha 14 anni e fino a qualche tempo fa lavorava in una miniera di carbone abusiva della Colombia. Nella sua regione , sono oltre 3000 i bambini che lavorano in condizioni di grave sfruttamento. Con l’aiuto di un giovane di 26 anni, Eduin e molti altri bambini sfruttati si sono rifiutati di continuare a lavorare nelle miniere e hanno dato corpo ad una realtà lavorativa diversa , fondando una cooperativa per creare posti di lavoro più adatti ai ragazzi della loro età.

     Il progetto si chiama Coofuturo. All’interno di questa cooperativa sono state create delle piccole imprese: un laboratorio per il taglio del carbone e un altro di taglio e cucito per realizzare abbigliamento da lavoro. Il progetto è finanziato dallo Stato, dall’ Unicef e dalla società del carbone.

 

 

 

 

I movimenti di liberazione dalla schiavitù

     Kailash Satjarthi, capo del movimento Bounded Labour Front, in India, è stato artefice della liberazione di molti bambini che tessevano tappeti in condizioni di schiavitù, nell’ambito del fenomeno denominato: “Cintura del tappeto”.

     Nelle Filippine, il KDC è l’organizzaione che opera dal 1992 per la liberazione dei minori schiavi i quali, una volta liberati, ricevono un risarcimento e sono aiutati a ritornare in famiglia e a scuola.

Rosa-cl.3^ 

 

 

Le situazioni di scuola-lavoro:la scuola informale

     Il legame fra lavoro minorile e istruzione è profondo: il lavoro allontana i bambini dalla scuola; allo stesso tempo, un’ istruzione insufficiente è causa di sfruttamento.

    Tra le iniziative di istruzione per i minori che lavorano, particolarmente efficaci sono state quelle che hanno raggiunto i bambini attraverso la “scuola informale”:si tratta di scuole con orari di lezione flessibili, che tengono conto dell’orario di lavoro dei bambini; le lezioni si svolgono nei paesi o nei villaggi dove i minori risiedono per facilitare la frequenza; i programmi sono adatti e interessanti per i ragazzi. Infine, si provvede alla formazione professionale, privilegiando le capacità pratiche e manuali di ciascuno.

La sfida è quella di diffondere l’istruzione e di rendere la scuola economicamente sostenibile.

Gabriella-cl.3^

 

     

 

     L’Undugu Society del Kenia gestisce cinque scuole per i bambini che si guadagnano da vivere raccogliendo spazzatura.

Uno dei programmi più noti di scuola informale è il BRAC, che si rivolge a bambini con età compresa fra gli 8 e i 14 anni. L’istruzione è gratuita e l’obiettivo ultimo è quello di inserire i bambini che lavorano nei programmi scolastici ufficiali.

     Uno dei casi di maggiore successo del programma BRAC è quello del Bangladesh, dove più di 30.000 scuole offrono a quasi un milione di bambini l’opportunità di ricevere un’istruzione di base.

     Per fronteggiare il problema del reddito familiare insufficiente, oltre a borse di studio e altri finanziamenti per le spese scolastiche, alcune soluzioni prevedono anche piccoli stipendi per integrare l’economia familiare. 

Francesca-cl.3^

 

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