Nell’immensa foresta equatoriale c’era una zona particolare: alberi giganteschi con fronde lussureggianti, ruscelletti sparsi qua e là e limpidi laghetti. Questo piccolo paradiso terrestre non era stato mai contaminato dalla presenza dell’uomo. Chiunque aveva osato entrarvi era subito ritornato indietro: vi aleggiava un’aria di mistero e si avvertiva un qualcosa di magico. Si sentivano strani rumori, voci, sussurri, risatine e qualche “ pacca sulle spalle”. Si trattava, in realtà, di una foresta magica.

 

 

I tronchi degli alberi potevano diventare visi umani, con nasi enormi e bocche larghe e potevano parlare. Anche le liane si animavano tanto da sembrare polipi giganteschi.

       In altre parti del mondo c’erano, invece, molti animali in via di estinzione: cigni, tartarughe, gorilla, delfini, pappagalli, albatri e anche molti animali da pelliccia erano in pericolo. Questi ultimi erano presi di mira dall’uomo che mirava a guadagnare, con le loro pregiate pellicce, tantissimi soldi. Gli animali, dunque, non vivevano tranquilli perché dovevano procurarsi il cibo, ma dovevano anche evitare l’uomo.

La vita per loro  era diventata difficile.

Un giorno un’ara si mise in volo per trovare cibo e un posto più tranquillo per vivere, ma fu ferita ad un’ala e cadde esanime in questa foresta incantata. Quando rinvenne vide intorno a sé tanti animali felici e una vegetazione meravigliosa; credeva di essere morta e di trovarsi in Paradiso.

Non era così! Era viva e si trovava nella foresta magica.

Ritornò dai suoi “ familiari” per condurli tutti in quel luogo.

 

 

La notizia si diffuse tra gli animali in via di estinzione e tutti si rifugiarono lì, dove non c’erano uomini che potessero minacciarli. Come per incanto, quella grande foresta presentava un “ habitat” adatto ad ognuno di essi per cui molte specie di animali furono salvate.

Noi, oggi, cerchiamo di salvare gli animali a rischio con le zone protette.

 

Classe quarta di Cameralunga.

 

 

 

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