Il progetto di Educazione Interculturale, impostato come Educazione alla PACE, ha aiutato noi bambini a capire l’importanza della solidarietà sociale, della comprensione e dell’amore, superando ogni forma di discriminazione fondata sulle differenze. Questo nostro sforzo è stato facilitato notevolmente dalla presenza di bambini stranieri nella scuola che, amabili come sono, ci hanno fatto comprendere concretamente che cosa sia il bisogno di aiuto, come sia inutile badare alla differenza del colore della pelle e, cosa più essenziale, come sia straordinario potersi insegnare a vicenda abitudini di vita, giochi, parole e quant’altro è tipico delle due diverse culture.
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Sì, è proprio questo ciò che è accaduto tra i bambini e il loro compagno marocchino nella scuola di Castel Campagnano.
Ecco cosa scrivono di lui i compagni di classe.
Il nostro compagno di scuola un po’……..speciale si chiama Klalil El Merahy; è nato a Casablanca, in Marocco, e da qualche mese vive in Italia.
Klalil è abbastanza alto per la sua età, è magro, ha i capelli neri, ricci e corti, gli occhi scuri come la sua pelle che sembra abbronzata. Non parla l’italiano anche se, con il nostro aiuto, sta imparando velocemente; è un po’ permaloso, proprio come molti di noi, e spesso litiga con i compagni. A volte viene in classe e ci mostra come si scrive in arabo, cosa mangiava nel suo paese e quali giochi faceva. A noi piace ascoltarlo.
A
Klalil piacciono gli spaghetti e la cioccolata e soprattutto è felice di essere
venuto nel nostro paese, dove ha conosciuto nuovi amici e una cultura diversa
dalla sua. Anche noi stiamo imparando molto da lui!
.....
non sono un negro,
non sono un rosso,
non sono né bianco né giallo,
sono soltanto un uomo.
Non mi scacciare, aprimi fratello.
Questi versi, per noi, hanno finalmente assunto un vero significato!
Alunni di classe 3^
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Conoscere persone
di culture diverse aiuta a crescere perché ti fa capire com’è grande il
mondo e com’è vario. Ti fa capire anche che non sei migliore degli altri
perché anche gli altri conoscono molte cose che tu non conosci.
Alunni di classe 4^
Le diversità: una ricchezza da accogliere
Le diversità nella mia classe sono tante, eppure siamo nati tutti nello stesso paese e abbiamo tutti
la stessa età.
C’è Alessandro che legge velocemente ed è alquanto basso; un altro bambino, anch’egli di nome
Alessandro, porta gli occhiali, è nato a Capodanno, sa studiare bene ed è alto. Fausto è dispettoso e
non fa quasi mai i compiti. Poi c’è Pamela che anche mentre giochiamo usa le mani. Michela è magra
e dice sempre che io sono un bassotto. C’è Antonella che è molto alta ed è lenta a scrivere. Maria Pia
è un po’ pienotta ed è bravissima a disegnare. Anche Chiara è un po’ pienotta ed è molto simpatica.
C’è Gino che porta gli occhiali come Alessandro ed è anche alto. Davide è il mio migliore amico, gioca
a
basket
ed è molto simpatico. Infine ci sono io, un po’ furbo e un po’ distratto.
Giuliano –cl.4^-Castel Campagnano
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Pensando alle numerose guerre che si combattono in molte parti del mondo, noi bambini diventiamo sfiduciati e convinti che il mondo sia fatto di odio.
Però……….lo studio di alcuni personaggi, che hanno speso la loro vita a predicare la pace e ad operare il bene, come Martin Luter King, Nelson Mandela, Madre Teresa di Calcutta, ecc…, ci ha fatto comprendere che al mondo non c’è solo odio, ma anche amore, un amore che può essere forte e teso a fronteggiare ogni tipo di ostacolo.
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Un personaggio molto interessante è stato quello di Madre Teresa di Calcutta, esempio unico di bontà, grandezza d’animo, altruismo, umiltà.
E’ straordinario ciò che questa piccola, ma grande donna, pensa della vita, il senso che dà alla sua attraverso le opere che compie quotidianamente e il valore che riconosce a quella degli altri.
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Questi grandi uomini che la storia ci fa conoscere, i loro ideali e i loro sacrifici, dovrebbero essere un esempio sempre presente
nel pensiero di coloro che scelgono inconsapevolmente l’odio, invece dell’amore.
Ecco il pensiero di alcuni bambini della nostra scuola che, interpellati su cosa volessero chiedere ai potenti della terra, ossia a coloro che gestiscono il destino dell’umanità, hanno scritto così:
Cari potenti della Terra,
noi siamo bambini che vivono in un ambiente in cui i colori della natura ci insegnano cos’è l’armonia.
Noi vorremmo che la stessa armonia ci fosse fra tutti i popoli della terra.
Ci rendiamo conto che questo non è facile, perché per andare d’accordo occorre pensare soprattutto agli altri.
Gli altri non sono quelli fortunati come noi, ma i poveri che vediamo nelle nostre città e quelli che la televisione, Internet e i giornali ci fanno conoscere.
Essi non hanno il minimo per sopravvivere e voi che comandate il mondo non potete continuare a guardare con indifferenza milioni di persone che muoiono o vivono male.
Noi attraverso l’Unicef abbiamo cercato di dare un piccolo aiuto, ma voi potete fare molto di più: creare ospedali, scuole, strade, fabbriche, abitazioni in modo che tutti possano vivere in pace e dignitosamente.
Un’altra cosa vogliamo chiedervi:
NON
FATE PIU’ CHE
I PROBLEMI
SI RISOLVANO
CON LE GUERRE!
Cercate di trovare delle soluzioni pacifiche come ci hanno insegnato personaggi che noi abbiamo ammirato molto: Madre Teresa di Calcutta, M.L.King, apostolo della non violenza e M.Gandhi.
Noi vogliamo vivere in un mondo dove non ci sia l’ingiustizia e tutti siano pronti ad aiutarsi, ad amarsi e rispettarsi.
Fate in modo che il nostro sogno diventi realtà e la Terra un meraviglioso giardino con su scritto: FELICITA’.
Alunni di classe 4^
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Cari potenti della terra, mentre i soldati combattono, voi rimanete al sicuro dietro le vostre lussuose scrivanie a svolgere il vostro lavoro.
Forse potreste meglio comprendere che cos’è la guerra se a combattere foste voi, o i vostri figli.
Provate a pensare che anche i soldati sono figli di qualcuno!
Noi bambini
desideriamo un mondo fatto di pace e d’amore, dove le persone di
“razze” diverse si cercano, si aiutano, si tengono strette per mano e
si dividono in parti uguali le ricchezze che posseggono.
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