In ricordo dei nostri “martiri”

 

       Un evento impresso nella memoria e nel cuore di tutti i Caiatini è l’eccidio nazista di Monte Carmignano, una  località nei pressi di Caiazzo dove, nella notte del 13 ottobre 1943, ventidue persone appartenenti a quattro  famiglie caiatine furono massacrate dalla violenza di due ufficiali tedeschi accanto alla loro abitazione, senza avere alcuna colpa. Tra le vittime, dieci erano di età inferiore a quattordici anni e c’era anche una bimba di soli tre anni.

       Noi possiamo ricordare questo orrendo crimine grazie all’intervento del giornalista americano William H. Stoneman, che era il corrispondente del “Chicago Daily News”, al seguito delle truppe alleate. Egli trovò i cadaveri nascosti alla meglio e si prodigò per dare loro una degna sepoltura; inoltre scrisse un editoriale per il suo giornale e così la notizia si diffuse in tutto il  mondo.

       Il suo impegno per fare giustizia alle vittime durò tutta la vita: ecco perché la sua opera è ricordata con una lapide posta sulla tomba comune, nel cimitero di Caiazzo.

A lui i cittadini, nell’ottobre del  2003, hanno dedicato il nome di una strada.

 

 

      

       Da vari anni “L’associazione Storica del Caiatino” organizza il 13 ottobre “La Giornata della Memoria” con una cerimonia commemorativa a cui partecipano anche gli alunni delle Scuole.

Noi scolari di classe quinta  siamo stati coinvolti e ci siamo recati alla Cattedrale per assistere alla Santa Messa dedicata alle vittime; poi, in un lungo corteo, siamo andati al cimitero di Caiazzo dove erano convenuti i sindaci ed altre autorità dei quattro comuni facenti parte del Circolo Didattico di Caiazzo.

Dopo avere ascoltato le parole commoventi pronunciate dalle autorità e da una signora tedesca invitata a testimoniare, siamo tutti ritornati a scuola.

       Il nostro pensiero è rimasto rivolto a quella pagina di storia della nostra città, così triste, ma così piena di insegnamento per noi giovani che dobbiamo comprendere quanto sia importante costruire un futuro senza guerre e che esse portano solo distruzione, violenza e sofferenza.

Il simbolo di  questo desiderio di pace è il gemellaggio tra Caiazzo e la cittadina tedesca di Ochtendung, in cui è vissuto Emden,  l’ufficiale tedesco autore della strage.

       Noi bambini nel venire a conoscenza di fatti tanto tragici ci rattristiamo ma, nello stesso tempo, pensiamo che sia importante studiarli e conoscerli affinché

“LA STORIA SIA MAESTRA DI VITA”
 

Classe 5^ Cameralunga 

 

 
             

Dedicato  ai  “martiri” di  Monte  Carmignano

SONO TRISTE

Questa volta voglio

essere triste,

è successo, sì

a Monte Carmignano

in un’ oasi di pace

immersa

in un mare di verde.

E’ stata la cattiveria

dell’ uomo

a far questo,

e la violenza della guerra.

Sono triste, ricordando

quelle povere anime, semplici,

senza colpa,

innocenti,

immolate a Monte Carmignano.

Erano come ventidue

uccelli liberi e

felici nel loro nido.

Come d’improvviso

furono uccisi.

Sono triste per loro

e sono triste perché l’uomo

non capisce

l’importanza

della fratellanza.

                

IL 27 GENNAIO, GIORNO DELLA MEMORIA, E’ UNA DATA STORICA PER I CAIATINI INSIEME A
 QUELLA DEL 13 OTTOBRE 1943.

       Il 27 gennaio, con la mia classe, ho partecipato ad un incontro svoltosi nell’Aula Magna della Scuola Media di Caiazzo per ricordare il “giorno della memoria”. E’ stata scelta la data del 27 gennaio perchè in quel giorno dell’anno 1945 furono riaperti i cancelli del campo di concentramento di Auschwitz.

        Il 27 gennaio 1944 fu un brutto giorno anche per il popolo di Caiazzo, bombardata dagli Americani. Era molto strano: i nostri alleati ci attaccavano! In realtà si è trattato di un errore: gli Americani pensavano che nel luogo in cui avevano lanciato le bombe ci fossero i Tedeschi.

       Altra data memorabile per i Caiatini è il 13 ottobre 1943 che ricorda l’eccidio di Monte Carmignano. La causa della strage fu unicamente la crudeltà di un ufficiale tedesco che, dietro l’incalzare delle forze nemiche, ordinò di trucidare 22 persone: uomini, donne, bambini e anziani. Questo evento ci induce a considerare i Tedeschi un popolo crudele e insensibile: crudele perché uccideva senza pietà ed era sostenitore di leggi razziali contro gli Ebrei (popolo considerato inferiore a quello tedesco); insensibile perché non si preoccupava dei più deboli: malati, portatori di handicap, anziani e bambini. Ma le maggiori responsabilità  sono sicuramente di Hitler che fu il vero artefice di quella terribile politica che portò alla seconda guerra mondiale e allo sterminio di circa 6 milioni di ebrei.

       Sembra incredibile che ci fossero precise regole imposte agli Ebrei, come mettere sul braccio destro la stella di Davide, di determinate misure, quale segno di riconoscimento; oppure il fatto di non poter camminare sui marciapiedi, ma solo in corrispondenza delle fogne, e quando si incontravano le autorità politiche e militari tedesche bisognava  inchinarsi.

TESTIMONIANZE

        Lo scrittore Primo Levi, ebreo, fu deportato nel campo di concentramento di Auschwitz e, durante il periodo di permanenza in questo terribile luogo, potè assistere a scene veramente indimenticabili. Lui stesso riuscì a salvare la vita come per miracolo.  Gli Ebrei catturati, quando venivano condotti alle docce, invece dell’acqua si ritrovavano “sommersi” da gas mortale; poi, si “apriva” il pavimento e i corpi privi di vita finivano nei forni crematori per essere bruciati. Primo Levi ci racconta le sue esperienze, tristemente vissute, il dolore e la sofferenza degli uomini privati di ogni dignità, per farci riflettere e per farci capire quanto forte deve essere il nostro impegno per evitare le guerre.

       Il film “Il pianista” costituisce un altro prezioso documento di cosa subivano gli Ebrei durante la seconda guerra mondiale. Esso racconta che gli Ebrei furono costretti a stabilirsi in un piccolo spazio delimitato da un alto muro: “ il ghetto”; poi,  deportati nei campi di concentramento, gli uomini furono separati dalle donne e dai bambini. Solo il protagonista del film, famoso pianista polacco, si salvò grazie all’aiuto di un suo amico che lavorava per i Tedeschi; riuscì a sopravvivere scappando, di volta in volta e, alla fine, fu aiutato da un soldato tedesco che gli dava il cibo e un giorno gli diede, addirittura, il suo cappotto. Quando la pace trionfò, visse libero, ma sempre con l’ossessione degli orrori vissuti.

La Storia insegna…

        Ci sono personaggi storici che ci hanno lasciato profondi messaggi di pace, come Gandhi e Martin Luther King.
Entrambi  sostenevano  che i problemi non vanno risolti con la violenza e con il sangue, ma con l’intelligenza, la “resistenza passiva” e la persuasione. Questi uomini, degni del premio nobel per la pace, sono stati modelli esemplari che hanno mostrato come gli ideali possono veramente tradursi in pratica.

       E’ da loro che dovremmo imparare i principi di giustizia sociale, di fratellanza e di uguaglianza tra gli uomini, nonché l’abolizione di ogni forma di dipendenza e sottomissione, sia che riguardi i popoli, sia che riguardi i singoli. Da loro dovremmo  imparare che la violenza è causa di sofferenze maggiori e che  la tenacia è l’arma migliore per raggiungere gli obiettivi.

       Io penso che non deve esserci ignoranza verso i fatti del passato che non vanno dimenticati per evitare di compiere nuovamente gli stessi errori.  La guerra non è il mezzo giusto per risolvere i problemi; bisogna parlare e cercare insieme delle soluzioni pacifiche, come ci hanno insegnato Gandhi e Martin Luther King.

Dobbiamo ringraziare questi uomini che  ci hanno dato l’opportunità di capire che la non-violenza può essere il miglior modo per la risoluzione dei problemi.

Amedeo cl. V - Sc. Elem. di Cameralunga


 

< BACK