La Zeza    

        Il Carnevale è una festa che, per le sue origini storiche, allieta tutte le comunità consentendo  comportamenti e forme di divertimento inconcepibili in altri momenti.

 

 

A Castel Campagnano, come altrove, la voglia di divertirsi trova sfogo nelle più svariate manifestazioni tipiche di ogni Carnevale; particolare tra tutte è la rappresentazione della Zeza che, nel contesto ambientale, ha assunto caratteri specifici che vengono riproposti di anno in anno, fino a configurarsi come aspetto tradizionale del carnevale locale.

L e origini storiche della rappresentazione

       La Zeza è una scenetta cantata al suono del trombone durante il periodo del Carnevale napoletano; nasce probabilmente nel seicento e si diffonde rapidamente nelle altre regioni del Regno.

       Tutti provavano il gusto di mettere in scena “Zeza”: popolani, attori occasionali e compagnie di quartiere; essa si rappresentava nei cortili dei palazzi, nelle piazze, nelle osterie, senza un palco e  usando delle torce a vento. Nel tardo ottocento le compagnie teatrali la improvvisavano nei baracconi o nei teatri frequentati esclusivamente dalla plebe; il pubblico interveniva nella rappresentazione “con sfrenatezza di gergo e di gesti”.

       Tutti i ceti sociali, però, imparavano Zeza a memoria e questa messinscena carnevalesca durò fino agli inizi del 900, allorquando i divieti ufficiali la ritennero troppo “licenziosa”.

 

Che cosa rappresenta

       La Zeza rappresenta la storia delle nozze di Don Nicola, studente calabrese, e di Tolla, contrastate da Pulcinella, padre della donna, che teme di essere disonorato ma è, in realtà,  inconsapevolmente geloso, e sostenute da sua moglie, Zeza, che è di ben altro avviso e vuol far divertire la figlia <<co milorde, signore o co l’abbate>>.

Pulcinella sorprende gli innamorati e reagisce violentemente, ma è punito  e

 piegato da Don Nicola e alla fine si rassegna:<<Gnorsì, songo contento; i maie cchiù na parola; io songo cecato e muto>>.

 

La Zeza dunque riproponeva a livello popolare il conflitto tra vecchie e nuove generazioni e la ribellione all’autorità paterna e maritale; con la vittoria finale dei giovani e la risoluzione del conflitto col matrimonio si ha la ricomposizione dell’equilibrio familiare.

Ma la Zeza era capace di suscitare emozioni soprattutto in quanto rappresentazione di scene di vita familiare.

 

      

La Zeza a Castel Campagnano

        Già da alcuni decenni la Zeza è divenuta la manifestazione caratteristica del Carnevale di Castel Campagnano.

Giovani e meno giovani, addirittura bambini, si improvvisano attori deliziando il popolo con la scenetta napoletana del 1600.

       Tuttavia, gli abitanti di Castel Campagnano hanno personalizzato il copione con l’aggiunta di due personaggi che non compaiono nella versione originale: "u preute” (il prete) e “u nutare" (il notaio) che assicurano alla scenetta una conclusione a lieto fine.

 

Gli alunni della Sc.Elementare di Castel Campagnano

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