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Il Museo Kere, in Caiazzo, risale al 1994, anno in cui si costituì l’associazione Kere, la cui finalità era l’istituzione e la gestione di un museo etnografico. Così è sorto il Museo Kere, frutto del lavoro di un gruppo di volontari che si sono adoperati per allestirlo in alcuni locali dell’ex monastero delle Clarisse, concessi ad uso gratuito dal Consiglio di Amministrazione delle Opere Pie Riunite di Caiazzo. “Kere” è il nome italico di Cerere, dea dell’agricoltura. Quale nome migliore poteva essere scelto per un museo che raccoglie le testimonianze del lavoro e della vita dei contadini?
Nel 1997 è stato aperto al pubblico, con grande successo. In occasione della Fiera della Maddalena, si sono contati 4500 visitatori nell’arco di una settimana. Oggi si regge con le sole offerte dei visitatori e grazie alla tenacia del suo fondatore che continua a sostenere questa iniziativa. Noi riteniamo veramente importante poter conoscere attrezzi e sistemi che hanno caratterizzato la vita dei nostri familiari fino a qualche decennio fa e che, data la rapida trasformazione del mondo del lavoro e della società, sono stati completamente sostituiti. Classe 5^ Sc.Elementare di Cameralunga |
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Intervista al Prof. Augusto Russo Alunni: Buongiorno, professore! Siamo gli alunni della Scuola Elementare di Caiazzo –Cesarano. Sappiamo che è stato l’ organizzatore del Museo Kere in Caiazzo. Vorremmo farle qualche domanda approfittando della sua disponibilità. Katia: Che significa “Kere”? Prof. Russo: La parola Kere è il nome di una divinità antica, la dea del raccolto (corrisponde alla Cerere romana ed alla abbondante Demetra greca). Il nome Kere è un vocabolo che non appartiene alla tradizione latina né a quella greca, ma appartiene alla tradizione italica. |
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| In questa zona sono stati i Sanniti; essi avevano una propria lingua che era la lingua osca. In osco la parola Kere significa Cerere, dea del grano. | |
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Giovanni: Cosa è esposto in questo Museo?
Prof. Russo: Il Museo, di tipo etnografico, contiene oggetti che testimoniano la vita quotidiana dei contadini e delle classi popolari di un tempo. Quindi ci sono attrezzi per lavorare la terra, capi di abbigliamento e oggetti che venivano usati in cucina, oggi completamente scomparsi. Ho ritenuto opportuno raccoglierli per testimoniare a voi ragazzi come si svolgeva la vita di un tempo. |
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Anna: Chi è stato il promotore di questo Museo? Prof. Russo: Il promotore di questo Museo sono stato io, con modestia parlando. Ho avuto da tanto tempo quest’idea di stimolare la nascita di un Museo a Caiazzo. Avrei voluto che nascesse a Caiazzo un Museo archeologico, però sarebbe stato molto difficoltoso.
Siccome mi sono occupato di Antropologia culturale, ho scoperto che esisteva un ingente patrimonio di beni materiali della vita contadina e popolare che si stava perdendo e ho pensato di raccogliere tali beni. Questa raccolta dura da tredici anni, il Museo ha quindi sale allestite. |
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Massimiliano: Quali Enti Pubblici hanno collaborato alla realizzazione di questo Museo? Prof. Russo: Per la creazione di questo Museo fondai un’Associazione, quindi gli Enti Pubblici, in una prima fase, non sono stati presenti. All’Associazione diedi il nome “Kere”. Essa aveva come finalità l’allestimento di un Museo etnografico e la sua gestione. Agli inizi ci sono state mille difficoltà perché non avevamo risorse finanziarie; avevamo solo degli oggetti che i contadini avevano messo a nostra disposizione per una mostra; ciò è accaduto nel 1990. Nel 1994 sono riuscito ad avere dalle Opere Pie di Caiazzo alcune sale che erano completamente abbandonate, piene di calcinacci. Io ed alcuni amici, perché già dal |
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1994 l’Associazione si era ridotta di numero (da 25 a 7 persone), pulimmo queste sale e organizzammo una Mostra per la Fiera della Maddalena del 1997. Ci furono ben 4500 visitatori. Ciò incoraggiò a trasformare una semplice Mostra in un Museo. Tra gli Enti Pubblici che hanno collaborato c’è stato il Comune di Caiazzo, che varie volte ha erogato all’Associazione un |
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contributo annuale. Il Museo si è mantenuto con le offerte dei visitatori. Gaetano: Il Museo è molto visitato? Prof. Russo: Abbastanza, soprattutto dalle Scuole. Luana: Quando lo si può visitare? Prof. Russo: Poiché sono solo a gestire questo Museo, si visita su appuntamento. Luana: Sicuramente le chiederemo un appuntamento per la nostra scuola. Io e i miei compagni siamo molto curiosi di visitare questo museo del nostro paese che, benché piccolo e molto faticosamente allestito, è una preziosa testimonianza della nostra storia. |
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Alunni: Grazie del suo impegno, a nome nostro e sicuramente di tutti i Caiatini. Intervista: alunni della Sc.Elementare di Cesarano Disegni: alunni della Sc.Elementare di SS. Giovanni e Paolo |
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Descrizione del Museo L’esposizione è allestita in diverse stanze, su due piani. Al primo piano si possono osservare attrezzi da lavoro di contadini, falegnami, calzolai, fabbri e altri artigiani di un tempo. Al secondo piano vi sono mobili, indumenti, utensili da cucina e oggetti di vario genere per uso quotidiano. Numerose fotografie in bianco e nero mostrano costumi, cerimonie, scene di lavoro, feste campestri, momenti particolari della vita dei nostri antenati e le loro usanze. |
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Gli oggetti di uso quotidiano ci hanno colpiti in particolar modo: braciere, portabraciere, macinini per orzo e caffè, lume a petrolio, candele ad olio, madie, matterelli, lavatoi, e così via. E’ incredibile il progresso che si è avuto nel giro di qualche decennio!
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E gli indumenti? Camicie da notte per uomini, mutandoni enormi, gonne lunghe e larghissime per le donne che consentivano di abbassarsi, durante il lavoro nei campi, senza correre il rischio di scoprirsi. Molto curato appare l’intimo per le donne: camiciole di cotone bianco ornate con pizzo, da portare sotto gli indumenti. Veramente straordinario! |
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Se proviamo a confrontare questi capi con l’abbigliamento dei giorni nostri, ci rendiamo veramente conto di quanto immenso sia stato il cambiamento. Tutto ciò che è esposto è stato donato da famiglie che ne erano in possesso avendolo ereditato. |
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Dizionario dialettale popolare caiatino Di fronte a così tanti oggetti per noi “curiosi”, oltre a voler conoscere il loro uso, abbiamo anche voluto analizzare i loro nomi dialettali, cercando di scoprire qual è il nome corrispondente usato oggi. Riportiamo alcuni esempi:
Giarra : brocca Guantiera: vassoio Madrella: madia Mangano: erpice Murtale: mortaio- oggetto in pietra per pestare il sale e le erbe aromatiche o medicinali Mastrillo: trappola per topi Lavanaturo: matterello Cèceno: contenitore di terracotta per acqua Cuppino: mestolo Ziro: giara in terracotta o metallo che conteneva l’olio di oliva. Vrasera: braciere Seggia: sedia Sarricchio: falcetto dentato Scimarro: piccone Come le altre cose, anche la lingua si è molto evoluta! Classe III Sc.Elementare di Caiazzo |
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