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Il Miracolo di S. Pantaleone A Napoli ogni anno si verifica il miracolo di S.Gennaro, ossia la liquefazione del sangue che si conserva coagulato in un’ampolla. Anche nella cittadina in cui viviamo, Caiazzo, si verifica un miracolo dello stesso tipo: la liquefazione del sangue di San Pantaleone Martire, conservato allo stato solido in un’ampolla.
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Questo fenomeno ci ha molto interessati e, per soddisfare pienamente la nostra curiosità, abbiamo fatto delle ricerche; ci siamo preoccupati di sapere chi fosse questo Santo, chi conserva il suo sangue coagulato, dove esso viene custodito e quale certezza si ha della sua autenticità. Riportiamo brevemente le notizie più significative che siamo riusciti a raccogliere. La vita di S. Pantaleone Martire |
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Morta la madre, egli si applicò con notevole profitto negli studi e le sue capacità culturali fecero prospettare al padre un’importante carica di corte per il figlio, soprattutto per le sue attitudini verso l’arte della medicina. Pantaleone emerse come singolare figura tra gli allievi; ciò gli permise di essere notato |
Non si conosce con certezza la data di nascita di S. Pantaleone, ma il raffronto tra i vari periodi della sua vita permettono di ipotizzarla intorno al 280 d. C.( si pensa nel 284), periodo delle persecuzioni contro i cristiani, sotto l’imperatore Diocleziano. Pantaleone nacque a Nicomedia, in Turchia, da genitori nobili ma di diversa fede, padre pagano e madre cristiana. Prevalse, almeno in gioventù, l’educazione religiosa della madre, per cui Pantaleone apprese i fondamenti della dottrina cristiana. |
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dall’Imperatore che dispose che Egli esercitasse l’arte medica a corte, pur non avendo completato gli studi. In seguito, Pantaleone conobbe il sacerdote cristiano Ermelao, che viveva nascosto per timore delle repressioni dell’autorità imperiale, dal quale fu persuaso che solo la fede in Cristo può guarire da ogni malattia, sia del corpo che dello spirito, e che certamente nulla potevano gli dei venerati dall’Imperatore. |
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Così S. Pantaleone si rivolse definitivamente alla fede cristiana, opera già decisamente avviata dalla madre. . |
Accusato perché sostenitore della fede cristiana, fu rinchiuso in prigione dove subì atroci tormenti che non servirono a fargli rinunciare alla sua fede. Morì nel 305. |
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Il Miracolo del sangue |
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Nella nostra cittadina, Caiazzo, si rinnova ogni anno il miracolo della liquefazione del sangue di S.Pantaleone. Nel giorno dell’anniversario della morte, il 27 luglio 305, il sangue coagulato e raccolto in una piccola ampolla, in parte passa dallo stato solido allo stato liquido allorché l’officiante, mons. Don Antonio Chichierchia, mostra la reliquia ai numerosi fedeli presenti nella cattedrale. |
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Nel 1962, alla mezzanotte del 27 luglio, come racconta lo stesso mons. Don Antonio Chichierchia, il miracolo fu completo; egli, infatti, nel rientrare a quell’ora dalla visita ad un ammalato, osservando la reliquia potè notare la liquefazione di tutto il sangue contenuto nell’ampolla. |
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L’evento fu eccezionale ed è ricordato come tale dai numerosi fedeli accorsi in cattedrale che, con grande stupore, assistettero al miracolo. Nel retro della reliquia, in una piccola nicchia, sono conservati due documenti originali di notevole importanza storico-religiosa, che attestano l’autenticità del sangue del santo.
Riportiamo integralmente i contenuti del 1° Documento. 1° Documento: consegnato in Napoli il giorno 20 del mese di luglio 1756. Ludovico Sabbatici, Dell’Anfora, della congregazione dei Pii Operai, per grazia di Dio e della Sede Apostolica, Vescovo Aquilino, alla stessa Santa Sede direttamente sottomesso, e regio confidente. A tutti gli uomini, e ai singoli che prenderanno visione del nostro presente atto, rendiamo fede certa, e testimoniamo in parola di verità, come Noi, a maggior gloria di Dio onnipotente, e a venerazione dei suoi Santi, abbiamo proceduto alla ricognizione di molte sacre reliquie cavate fuori da autentiche cinture, munite di documenti legali, dalle quali abbiamo tolto una porzione del sangue di S.Pantaleone Martire, che, con riverenza, abbiamo riposto e sistemato in un’ampolla di cristallo ben chiusa e legata con un laccetto di seta di color rosso, munita di un nostro sigillo in cera rossa di Spagna, e ne abbiamo fatto dono alla Cappella di San Giuseppe, costruita nella Chiesa Cattedrale di Caiazzo, con facoltà di tener(La) presso di sé, di donar(La) ad altri, di espor(La) in qualsivoglia Chiesa, Oratorio, o Cappella, alla pubblica venerazione dei fedeli di Cristo. In fede dei quali abbiamo reso testimoniale questo atto, e munito del nostro sigillo.
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Il 2° Documento, del 26 ottobre 1759, anch’esso garante dell’autenticità del sangue, è siglato da Giuseppe Maria Foschi, Vescovo di Lucera. Esso garantisce, inoltre, l’autenticità del 1° documento dell’Ill.mo e Rev.mo Don Ludovico Sabbatino, vescovo Aquilano. |
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I Caiatini ritengono la reliquia un prezioso dono fatto al popolo di Caiazzo, dono che mantiene la loro fede nel Santo sempre viva ed elevata. |
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Una preghiera pensata da noi |
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Preghiera a San Pantaleone |
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O San Pantaleone martire, Tu che fosti nella vita tanto buono e coraggioso, guidaci lungo il cammino terreno a volte tanto tortuoso; donaci forza d’animo e coraggio nell’affrontare le difficoltà. Facci scoprire il valore dell’umiltà e la gioia del perdono. Intercedi per noi affinché la misericordia di Dio scenda su di noi e con noi rimanga sempre. |
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Gli alunni delle scuole del Comune di Caiazzo |
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