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Una
nostra bella esperienza: il
concorso BIMBOIL per le città dell’olio
I Comuni di Piana di Monte Verna e di Caiazzo, in quanto importanti
produttori di olio, godono della denominazione di “Città
dell’olio”. Per
questa ragione, la scuola è stata invitata a partecipare ad un concorso
con lavori riguardanti l’olivo, l’olio, le modalità di produzione, la
qualità del prodotto e il suo impiego nell’alimentazione.
La
scuola di Piana di Monte Verna ha accolto l’invito perché l’argomento
ci interessava molto da vicino in quanto parte delle nostre famiglie, in
piccola o in grande misura, sono produttrici di olio. E
poi…….considerando il nostro interesse e impegno per una sana
alimentazione, non potevamo essere insensibili a questa proposta. Abbiamo
aderito all’iniziativa, inviato i nostri lavori e, dopo circa due mesi,
quando non si pensava quasi più al concorso, un telegramma pervenuto a
scuola ci ha avvertiti di essere risultati
Vincitori e,
in quanto tali, venivamo invitati alla manifestazione finale in un hotel
di Paestum, in aprile. Che soddisfazione!!!
A
Paestum, bellissima cittadina, abbiamo trovato esposti, come per una
mostra, tutti i cartelloni, ricerche e interviste da noi prodotti. A
volte devi per forza renderti conto che, nella vita, vale la pena
impegnarsi. Siamo stati la 1^ scuola premiata della provincia di Caserta. Scuola Elementare di Piana di Monte Verna
Dalle
nostre ricerche……
L’olivo è una bella pianta sempreverde e molto longeva, che può
vivere centinaia di anni;da almeno 40 secoli viene coltivata nelle regioni
del Mediterraneo e in altre zone subtropicali per i suoi frutti
commestibili e il gradevole olio che se ne ricava. E’
originaria della parte orientale dell’area mediterranea, dove
probabilmente la sua coltivazione venne iniziata intorno al 3.500 a.C.
L’olivo europeo si divide in due sottospecie: la varietà che
fornisce olio alimentare e la varietà selvatica che si incontra nei paesi
dell’Europa meridionale e dell’Africa settentrionale che si affacciano
sul Mediterraneo. L’olivo coltivato è stato introdotto anche
nell’emisfero occidentale, portato nel 1560 da missionari spagnoli che
lo acclimatarono nel Perù, poi nel Messico e di qui in California. In generale, la pianta è di media altezza e può raggiungere gli 8 metri, anche se taluni esemplari giungono fino a 18.
Le
foglie sono strette e allungate, di colore verde scuro nella parte
superiore e argento in quella inferiore. I fiori, di colore crema chiaro,
sono piccoli e profumati e formano delle infiorescenze a pannocchia. Sono
di due tipi: perfetti, se sia il pistillo che gli stomi svolgono la loro
funzione; imperfetti se il pistillo abortisce, ma gli stomi funzionano
normalmente. I frutti sono piccoli e la loro forma varia da quella sferica
a quella allungata; maturi, sono sostanzialmente neri e molto amari.
Tuttavia, le olive possono essere rese commestibili mediante opportuni
trattamenti con l’impiego di idrossido di sodio e di una salamoia. Maria Luisa- cl.5^
L’incidenza
della temperatura e dell’ambiente
Per giungere a fiorire e fruttificare, le piante devono essere in
regioni in cui per due o tre mesi la temperatura media giornaliera sia
inferiore ai 10°C. Infatti, nelle zone tropicali gli alberi crescono
rigogliosamente, ma non producono frutti a causa dell’intensità dei
raggi del sole.
Le piante adulte possono tollerare temperature anche di -7°C e
fino a -10°C, per lunghi periodi, senza subire danni. L’olivo
si può coltivare su una larga varietà di tipi di terreno, purchè sia
buono il drenaggio. La propagazione avviene principalmente per
“talea”, ossia facendo radicare porzioni di ramo.
I principali prodotti dell’olivo sono l’olio e le olive da
tavola, che vengono consumate sia verdi che mature. Pertanto, in base alla
destinazione del prodotto, si distinguono due varietà di piante: quelle
che danno olive da tavola e quelle che danno olive da olio.
In Italia, tra le varietà del primo gruppo, le più diffuse sono:
l’ “Ascolana”, la “Cerignola”, la “Leccina”, la “Santa
Caterina”; tra le varietà
del secondo gruppo, le più diffuse sono: la“ Frantoiana”, la
“Moraiolo”,
la “Pendolino”. Nella provincia di Caserta le principali varietà
autoctone sono: la “Caiazzana”, rinomata per la quantità e qualità
dell’olio, tipica del nostro territorio; la “ Corniola”, l’
“olivastro”e la “Rotondella”. Antonio Cl.4^
L’assaggiatore
a scuola……. Il
discorso sulla qualità è tutt’altro che semplice!
Anche l’olio prodotto nelle nostre zone, privo di ogni
sofisticazione industriale, può non essere dei migliori perché
caratterizzato da alti tassi di acidità. Questo ce lo ha spiegato un
assaggiatore, docente universitario di agraria, venuto a scuola a tenere
una lezione pratica con noi alunni.
Ci ha insegnato veramente molte cose!
Le olive devono essere staccate dall’albero prima di essere
mature; quando vengono trasportate al frantoio vanno riposte in cassette
di plastica perforate e non dentro i sacchi, altrimenti non respirano e
marciscono; olio ed olive non vanno riposti in luoghi con cattivi odori,
altrimenti questi vengono assorbiti. L’esperto
ci ha fatto assaggiare prima un olio scadente, poi un olio buono e noi
dovevamo dire quale dei due fosse il migliore. Abbiamo indicato il 1°, ma
abbiamo sbagliato. Ciò vuol dire che siamo abituati al consumo di olio
non buono.
Per controllare la qualità dell’olio, ci ha detto, si può
procedere con l’analisi sensoriale o con l’analisi di laboratorio. La
prima si
avvale dei nostri organi di senso;
assaggiando l’olio, le papille gustative ci permottono di
verificarne il sapore; si osserva il suo aspetto, il colore, la fluidità.
Le analisi di laboratorio ci consentono di certificare eventuali difetti.
L’esperto ci ha spiegato che le nostre olive Caiazzane, pur
essendo di ottima qualità, in quanto all’olio, danno un prodotto che
deve essere perfezionato poiché il tasso di acidità è alquanto elevato.
Ciò dipende dalle tecniche di produzione. I nostri contadini, infatti,
sono soliti raccogliere e macinare le olive troppo mature e riporre
l’olio nelle cantine dove, inopportunamente, si congela.
Quindi,
migliorando la tecnica di lavorazione possiamo migliorare la qualità
del nostro olio. Dopo
l’assaggio, abbiamo mangiato il pane con l’olio, poi le mele per
pulire la bocca.
Al termine della giornata siamo tornati a casa felici di avere
imparato cose nuove e orgogliosi di poterle insegnare anche ai nostri
genitori. Gloria
Cl.5^
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